Drôles d'oiseaux

FRANCIA - 2016
3/5
Drôles d'oiseaux
La 27enne Mavie, aspirante scrittrice piena di dubbi e incertezze, si è da poco trasferita a Parigi dalla provincia ed è alla ricerca della sua strada nella vita. George, è un cinico e solitario bibliotecario di 76 anni, che invece non si aspetta nulla. I due, insieme, formano un'amicizia non convenzionale, dove l'amore assume molte forme e cambia le loro strade, divergenti e parallele.
  • Altri titoli:
    Strange Birds
  • Durata: 70'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Produzione: KINOELEKTRON, REBORN PRODUCTION

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane

All’ombra della Tour Eiffel sbocciano amori impossibili, e gli incontri casuali si trasformano in magiche avventure.  Già Woody Allen, nel suo Midnight in Paris, raccontava l’anima onirica di una capitale che non dorme mai. Dopo la mezzanotte, Owen Wilson si trovava paracadutato negli anni Venti e, prima di tornare a casa, beveva una birra con Hemingway e discorreva di arte e donne con Picasso.

In Drôles d’oiseaux (Strange Birds), la giovane Mavie scopre che Parigi è la metropoli dove anche i romanzi possono diventare realtà. La sua passione per la scrittura e per i libri si trasforma in una relazione intellettuale con un uomo molto più grande di lei, dove l’intimità la si raggiunge con carta e penna e non tra le lenzuola.

 

Tutti e due sanno di amarsi, ma non c’è bisogno di parlare per comprendersi: i silenzi, i gesti e uno sguardo fugace bastano per trasmettere l’emozione, mentre la città scorre romantica sullo sfondo. Le musiche di Bertrand Burgalat accompagnano le uscite appassionate ed esaltano la quiete dei loro sentimenti.

Mavie ha ventisette anni ed è appena arrivata a Parigi dalla provincia. Una sua amica d’infanzia le ha offerto un divano in soggiorno, ma le sue rumorose “attività notturne” col fidanzato non la lasciano dormire. Una mattina, mentre fa colazione in un bar, legge un annuncio che può aiutarla: un certo George offre una mansarda in cambio di un lavoro in una libreria del Quartiere Latino.

Mavie accetta e così conosce George, un redivivo Jean Sorel ancora in gran forma che, a quasi ottant’anni, gestisce un negozio di libri in cui non entra mai nessuno. Lui è cinico e solitario, ma il suo fascino tenebroso colpisce la ragazza. Inizia un rapporto particolare, in cui non si sfiorano neanche con un dito. La pace finisce fin troppo presto, quando il passato di George bussa su una pila di volumi per entrare.

La regista Elise Girard, che con i suoi sentimenti tormentati aveva già commosso in Belleville Tokyo, gira una commedia delicata, più vicina alla fantasia che alla realtà, dove anche l’ecologia si ritaglia una parte. Sui giornali si legge di un attacco hacker irlandese e di una perdita di scorie radioattive, che forse sono legate ai gabbiani kamikaze che si schiantano davanti a Mavie mentre cammina sul marciapiede. Intanto gli attivisti alzano la voce e protestano.

 

La finzione prende il sopravvento e, come in una favola, tutto sembra possibile. Uno sconosciuto muore sull’uscio del negozio e la coppia fa sparire il cadavere. Follia, fantasia, tenerezza e mistero sono gli ingredienti di questo Drôles d’oiseaux (Strange Birds), un film leggero, fuori dai canoni, sulla voglia di non invecchiare mai e di continuare a sognare come bambini. Per parafrasare il titolo, non sono solo gli uccelli a essere bizzarri, anche noi umani siamo strani e preferiamo il blu dell’inchiostro al grigiore di ogni giorno.

NOTE

- PRESENTATO AL 67. FESTIVAL DI BERLINO (2017) NELLA SEZIONE 'FORUM'.

CRITICA

"(...) bel film di Elise Girard (...) splendida Lolita Shamrvah (...) effervescente Virginie Ledoyen (...) Jean Sorel sempre bellissimo a 80 anni (...). Una storia d'amore: questo è 'Drôles d'oiseaux', sospesa in un tempo fuori dal tempo anche se siamo oggi, narrata con pudore, affidata alla grana letteraria delle parole. (...) La regista depista, svia, nell'ellissi della relazione amorosa lascia entrare, in modo altrettanto discreto, altri passaggi importanti come il rapporto tra le generazioni e la trasmissione di un'esperienza politica coi suoi errori e le sue sconfitte, il buco che si è creato tra gli anni della militanza e delle battaglie più dure e il presente. Ma anche il suo possibile legame, quantomeno un passaggio, una differente prospettiva del mondo. (...) non è un film sugli «anni di piombo» 'Drôles d'oiseaux' ma sulla trasmissione dei vissuti, su come confrontarsi con un passato quasi ignoto, senza cadute nostalgiche, ma con la consapevolezza del presente. È l'incontro amoroso che permette una sorta di «passaggio» come lo sguardo impercettibile tra i due uomini, Giorgio e il giovane nuovo amore di Mavia alla fine, che sembrano consegnarsi un orizzonte di possibilità. E' l'idea che qualcosa può ancora accadere." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 16 febbraio 2017)
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