Dov'è la libertà...?

ITALIA - 1953
Dov'è la libertà...?
Il barbiere Salvatore Lojacono è stato condannato a lunga pena per avere ucciso un tale che egli riteneva avesse insidiato la sua onestissima moglie. Rimesso in libertà dopo ventidue anni, è alla ricerca di una casa, ormai abbattuta la sua, dato che è sottoposto alla sorveglianza della questura e sua moglie è morta. Capita dapprima in un dancing, ma il locale vien chiuso; prende poi alloggio presso un'affittacamere, ma anche di lì deve andarsene. Vagando per la città incontra i fratelli della moglie, divenuti ricchi commercianti: essi pensano subito di utilizzarlo per i loro scopi e l'accolgono cordialmente. Venuto a contatto col loro mondo, apprende molti retroscena poco edificanti: sua moglie non era quella santa donna ch'egli immaginava. Ella aveva avuto per amante l'uomo ch'egli aveva ucciso e i parenti erano informati della tresca. I cognati si sono arricchiti durante la guerra, impadronendosi dei beni degli ebrei. Ora vorrebbero spingere Salvatore a sopprimere un ebreo superstite; poi vorrebbero fargli sposare la servetta Agnesina sedotta dal fratello della suocera. Nauseato da quanto ha visto e sentito, Salvatore decide di ritornare ad ogni costo in prigione; rientratoci di straforo, viene scoperto e multato. Aggredisce allora e ferisce il suo avvocato ed ottiene l'agognata condanna.
  • Altri titoli:
    Where Is Freedom?
  • Durata: 84'
  • Colore: B/N
  • Genere: SATIRICO
  • Produzione: CARLO PONTI E DINO DE LAURENTIIS PER LUX FILM, GIOVANNI AMATI PER GOLDEN FILM
  • Distribuzione: LUX FILM (1954) - DOMOVIDEO, RICORDI VIDEO, BMG VIDEO

NOTE

- DOPO L'ABBANDONO DEL SET DA PARTE DI ROSSELLINI, MARIO MONICELLI TERMINO' IL FILM L'ANNO SEGUENTE. LE INQUADRATURE FINALI FURONO DIRETTE DA FEDERICO FELLINI. I PRODUTTORI PONTI E DE LAURENTIIS, NEL TENTATIVO DI ALLEGGERIRE IL TONO PESSIMISTICO DEL FILM, LO MANIPOLARONO ULTERIORMENTE.

CRITICA

"(...) Poi, si osservano, in varie fasi del film, lievi sbavature di stile; e una grossa macchia è l'ultima scena in tribunale, di triviale intonazione farsesca (...); ma quanto più spesso la rappresentazione è segnata da una stringente proprietà espressiva. "Dove è la libertà..?" è un'opera originale, non indegna certo del fortissimo artista che l'ha firmata (...)". (M. Clemente, "Filmcritica", n. 36 del maggio 1954).
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