DOUBLE IMPACT - VENDETTA FINALE

DOUBLE IMPACT

USA - 1991
DOUBLE IMPACT - VENDETTA FINALE
In seguito a torbidi conflitti d'interesse sulla costruzione d'un ponte che collega la parte insulare di Hong Kong al continente, l'industriale Paul Wagner viene barbaramente assassinato con la moglie. Il suo fedele amico, Frank Avery, pur ferito, riesce a salvare uno dei due figli gemelli dell'ucciso. Mentre l'altro, Alex, viene affidato dalla governante ad un asilo di suore, Chad seguirà Frank in America. Divenuto adulto ed istruttore di karate, viene messo al corrente da Frank, che egli crede suo zio, del sopruso patito. I due partono così per Hong Kong, dove ritrovano Alex, che traffica in auto di lusso e gli rivelano la sua identità. I tre ingaggiano quindi una lotta senza quartiere contro Nigel Griffith, ex socio del padre e mandante del delitto, ed il capo della mafia locale Raymond Zhang, i cui scherani hanno ucciso i genitori dei gemelli. Frattanto la bionda fidanzata di Alex, Danielle, che lavora per Griffith, deve, con molti rischi, scoprire i documenti che accusano il suo datore di lavoro. Isolatisi in una baia fuori mano i tre, con due azioni notturne, fanno saltare la raffineria di Griffith e il club dove Zhang e Griffith si incontrano. Scoperto il nascondiglio dei gemelli, Zhang fa rapire Danielle e Frank e li imprigiona in una nave alla fonda dove attira i due fratelli per eliminarli, ma dopo un rocambolesco scontro, costoro hanno la meglio e vendicano la morte dei genitori uccidendo Griffith e Zhang.
  • Altri titoli:
    DOUBLE IMPACT
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: ARTI MARZIALI
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Produzione: AMRITRAY, VAN DAMME PER COLUMBIA PICTURES
  • Distribuzione: MULTIVISION - MULTIVISION, VIDEOPIU' ENTERTAINMENT

NOTE

CHAN YAN-KIN E' NOTO ANCHE COME PHILIP CHAN.
MAESTRO DI ARTI MARZIALI: JEAN CLAUDE VAN DAMME.

CRITICA

Ennesima esposizione di colpi proibiti, con il solito campionario di efferatezze e di violenze. La trama e la sceneggiatura seguono i canoni di rito, con i cattivi che più cattivi di così non possono essere. Come se non bastasse già un Van Damme, costui nel film si raddoppia in un doppione forzuto e bizzoso, con il quale ha scontri non solo verbali, anche per la gelosia che scoppia a causa della ragazza, con qualche escursione, del tutto gratuita, nel filone erotico. Qualche bella inquadratura, la cura nella fotografia e la solita professionalità nelle scene di movimento con cascatori all'altezza della situazione non riscattano certo il film dal clima insistito e ridondante di una violenza senza scampo, che la totale assenza delle forze dell'ordine o di una qualsiasi azione legale, almeno tentata, rende ancora più cupa e minacciosa. (Segnalazioni Cinematografiche)
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