Doppia verità

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USA - 1989
In un college americano, il perseverante Tucker Muldowney e la tenace Monica Tomanski, due borsisti che alternano i libri al servizio in cucina, confortati dall'amicizia del giovane Garson McKellar, un aspirante commediografo, e con il valido aiuto del professor Charlie Nichols, si addestrano in dibattiti oratori - ricoprendo alternativamente i ruoli dei difensori pro o contro una tesi - al fine di superare le eliminatorie tra gli stessi universitari, per poi cimentarsi contro i detentori del titolo oratorio dell'Università di Harward, davanti alla Corte Suprema e in pubblica riunione a Washington. In questa sede l'intervento sia di Monica sia di Tucker sul complesso problema dell'aborto è intelligente e meditato: Monica, che confessa di aver abortito dopo essere stata violentata, descrive il tormento segreto della donna sottoposta a torture psicologiche e morali; Tucker invece insiste sul significato ed il valore della vita in assoluto. Malgrado le insidie oratorie dei campioni di Harward, la tesi sostenuta da Monica e da Tucker viene accolta a maggioranza.
  • Altri titoli:
    Bocca su bocca
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE
  • Produzione: MARTIN BREGMAN PER WEINTRAUB ENTERTAINMENT GROUP
  • Distribuzione: COLUMBIA TRI STAR FILMS ITALIA (1990) - COLUMBIA TRI STAR HOME VIDEO

CRITICA

"Il titolo italiano 'Doppia verità' si riferisce a un'arte del dire che si esercita indifferentemente a favore o contro un argomento: l'importante è la capacità dialettica dimostrata. Però se il film mediocremente scritto e girato da Douglas Day Stewart ha un suo piccolo interesse sociologico è proprio perché sostiene come unica verità un'allarmante posizione ideologica. Strani Anni Novanta: a Est crollano i muri e a Ovest c'è chi vuole rifondare la struttura morale di un Paese sostenendo che libertà equivale a irresponsabilità." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 24 Giugno 1991)

"Con una materia interessante, la vocazione sulla dialettica messa a disposizione di qualsiasi causa come torna pura, e un'ambientazione con fulcro pedagogico, il regista è riuscito a fare un maldestro melodramma con la stessa struttura dei film di vittoria (è una categoria che nel cinema americano va ben al di là del genere sportivo...) : 1) presentazione dei conflitti dei personaggi collegati alla gara, che può essere anche soltanto psicologica; 2) assaggio, tra piccole vittorie e sconfitte, delle abilità degli eroi; 3) crisi emotiva dei protagonisti per agganciare definitivamente la tenerezza del pubblico; 4) soluzione finale dei conflitti nella vittoria all'ultimo istante. Il tema del dibattito conclusivo davanti alla Corte Suprema per battere l'Università di Harvard? L'aborto. Chi vince? Se leggete la pagina degli esteri dei giornali non è difficile indovinare." (Silvio Danese, 'Il Giorno', 29 Giugno 1991)
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