Don Camillo monsignore... ma non troppo

ITALIA - 1961
Don Camillo monsignore... ma non troppo
Don Camillo, il parroco di Brescello, viene promosso Monsignore e trasferito a Roma, dove si trova anche Peppone, eletto senatore. I due non riescono mai a incontrarsi, ma entrambi provano una forte nostalgia per il loro paesello. Un giorno, inaspettatamente, accade il miracolo: a Brescello è scoppiata una grossa lite tra comunisti e cattolici. Il progetto per la nuova Casa del Popolo, infatti, prevede la demolizione di un'antica cappella votiva e i cittadini non riescono a trovare un accordo. Per questo motivo, il PCI da una parte e il Vaticano dall'altra non trovano di meglio che inviare sul posto, come moderatori, don Camillo e Peppone. In paese, però, i problemi e i motivi di attrito si moltiplicano e per i due sarà duro trovare ancora una volta un modo per cooperare.
  • Altri titoli:
    Don Camillo monseigneur
    Don Camillo monsignore ma non troppo
  • Durata: 117'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMICO, COMMEDIA
  • Tratto da: racconti del volume "Mondo piccolo" (1948) di Giovanni Guareschi
  • Produzione: ANGELO RIZZOLI PER CINERIZ
  • Distribuzione: CINERIZ - DOMOVIDEO, MONDADORI VIDEO, MULTIGRAM

NOTE

- QUARTO EPISODIO DELLA SERIE.

CRITICA

"La noia più totale si distilla sul filo delle bobine e la stanchezza è tale che, alla fine del film, si ha persino poca forza per protestare." (J. Grob, "Image et Son" n. 148, febbraio 1962)

"Questo quarto episodio delle disavventure di don Camillo e Peppone ripropone, sia pur con minor freschezza e vivezza inventiva, personaggi e situazioni già note. Non mancano pagine colorite e felici, ma Carmine Gallone ha preferito comunque affidarsi alla collaudata valentia degli interpreti limitandosi a dirigere il film con quella perizia e quella accuratezza formale che gli sono proprie. (...) Gli intenti di questo, come degli altri film ispirati ai personaggi di Guareschi sono volti a dimostrare come gli uomini di buona volontà, di buon senso e di cuore pur militando in campi politici avversi finiscono sempre per agire a f n di bene e per il bene comune." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 50, 1961)
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