Domani è un altro giorno

ITALIA - 1951
Mentre una giovane donna, disperata, sta per gettarsi nel fiume, interviene in tempo un medico, che la salva e la conduce all'ospedale. Durante la notte il medico prodiga le sue cure ad altre donne che hanno cercato d'uccidersi. La prima è una ragazza del popolo, che disonorata, sfruttata, poi ricattata da un mascalzone, si getta per disperazione dalla finestra quando sta per giungere la polizia che viene a liberarla. Le cure del medico la restituiranno alla vita. La seconda è una vecchia signora, sola, abbandonata da tutti. Aveva un unico amico, un cagnolino, che i vicini le hanno avvelenato, perché dava loro noia. In preda allo sconforto s'è uccisa: un po' di comprensione avrebbe evitato il tragico gesto. La terza è una ragazza giovanissima, di ricca famiglia, che la madre trascura tutta presa dalla vita mondana. Sedotta da un giovane, poi abbandonata, sta per avere un bambino. La madre tenta d'indurla a sottrarsi alla maternità. Nato il bimbo le fa credere che sia morto. La poverina tenta d'uccidersi; ma viene salvata e può stringersi al seno il suo bambino. Il racconto di questi tre casi riesce salutare alla giovane donna, che il medico ha salvato per prima. Essa tornata sulla retta via, ritorna al marito, che la perdona.

CAST

CRITICA

"E' evidente che il didascalismo ha preso ancora una volta la mano a Léonide Moguy. Né egli vuole nasconderlo: se questo film riuscirà a salvare anche una sola vita umana, lo scopo del suo autore sarà stato pienamente raggiunto [...]". (F. Panzerini, "Hollywood", n. 286 del 10/3/1951).
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