Domani è troppo tardi

ITALIA - 1950
Mirella e Franco, due adolescenti, frequentano, in sezioni separate, la stessa scuola media. Mirella, bella e romantica, ha la testa piena di sogni d'amore. E' figlia unica: i suoi genitori sono molto severi con lei. Anche Franco sente gli effetti dell'età critica, ma suo padre non sa essergli di guida. A scuola, soltanto una giovanissima insegnante osa affermare che gli adolescenti d'ambo i sessi devono essere illuminati con franche spiegazioni e guidati con benevoli consigli. Mirella e Franco sono accolti nella colonia estiva, istituita in un vecchio castello. La direzione della colonia è affidata ad una signora d'età matura, di rigidi principi, che si trova ben presto in contrasto con la giovane insegnante e col di lei collega, un professore. Durante una scorribanda nei dintorni, ragazzi e ragazze vengono sorpresi da un furioso temporale. Mirella e Franco smarriscono la strada e si riparano, fradici di pioggia, in un casolare deserto. Scoperti dopo molte ore, vengono maltrattati dalla direttrice, che inveisce contro Mirella febbricitante. Questa, che in realtà non ha commesso niente di grave, esasperata e intimorita dalle ingiuste accuse, corre a gettarsi nel vicino lago. La salva Franco e con l'aiuto del professore la richiama alla vita.

CAST

NOTE

PREMIO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ALLA XI MOSTRA DI VENEZIA PER IL MIGLIOR FILM ITALIANO (1950). NASTRO D'ARGENTO AD A. M. PIERANGELI COME MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA.

CRITICA

"[...] (Il fim) conserva invece - sia pur limitato - un certo interesse se non altro per la validità del tema che si è tentato di portare sullo schermo. In sostanza, denunciare quell'ipocrisia velata con cui vengono trattati nelle nostre scuole in genere e nelle famiglie in particolare, certi problemi attinenti all'educazione sessuale dei giovani [...]. Purtroppo, oltre la povertà d'invenzione, gli autori hanno dimostrato di conoscere scarsamente la psicologia dei giovani di cui volevano svelare le reazioni e i travagli [...]". (E. Bruno, "Filmcritica", n. 1 del dicembre 1950).
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