Doctor Strange

USA - 2016
3/5
Doctor Strange
Le avventure del neurochirurgo di fama mondiale Stephen Strange, la cui vita cambia per sempre dopo che un terribile incidente automobilistico lo priva dell'uso delle mani. Quando la medicina tradizionale si dimostra incapace di guarirlo, Strange è costretto cercare una cura in un luogo inaspettato: una misteriosa enclave nota come Kamar-Taj. Scoprirà presto che non si tratta soltanto di un luogo di guarigione, ma della prima linea di una battaglia contro invisibili forze oscure decise a distruggere la nostra realtà. Presto, Strange imparerà a padroneggiare la magia e sarà costretto a scegliere se fare ritorno alla sua vita agiata o abbandonare tutto per difendere il mondo e diventare il più potente stregone vivente.
  • Altri titoli:
    Dr. Strange
    Doctor Extraño
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA 65/ARRI ALEXA XT PLUS, ARRIRAW (3.4K) (6.5K), D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: personaggio dei fumetti crato da Steve Ditko e Stan Lee
  • Produzione: MARVEL STUDIOS
  • Data uscita 26 Ottobre 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane
Il cinema degli eventi mirabolanti e degli effetti psichedelici trova fin qui il suo massimo esponente nel Doctor Strange di casa Marvel. La madre di tutti i fumetti svernicia la concorrenza e, per la prima volta dopo anni, sforna un giocattolone dalle infinite possibilità visive. Il mondo delle arti magiche soppianta le armature ricercate di Iron Man e il martello di Thor, per trasportare la platea in una realtà alternativa, dove niente è quello che sembra. Gli edifici si capovolgono, cambiano forma in pieno stile Inception, e le strade di Londra diventano lo scenario stupefacente per una sfida millenaria: tra Buckingham Palace e il Big Ben, tocca all’uomo della strada di trasformarsi nel salvatore del mondo.

Il neurochirurgo Stephen Strange è uno dei migliori nel suo campo. È un luminare del settore, arrogante e ostinato, che in parte ricorda il suo collega Tony Stark. Ma anche i migliori sbagliano, e una telefonata al volante gli costa quasi la vita. La sua fuoriserie vola giù in un burrone, e il nostro eroe, interpretato da Benedict Cumberbatch, si salva per un pelo. Però le sue mani sono distrutte: non potrà mai più operare. L’unica via è seguire il cammino dello spirito e spingersi nel lontano Nepal, dove anche i mali inguaribili si sciolgono in un semplice raffreddore.

Scott Derrickson è un solerte artefice del brivido. Nella sua carriera ha diretto sei lungometraggi, quattro dei quali sono horror. E’ il regista di Sinister, Liberaci dal male, Hellraiser 5 e The Exorcism of Emily Rose. Ma questa volta abbandona il sentiero della paura, e accetta il gigantismo della Marvel. Smentendo la famosa canzone, il mondo ha sempre bisogno di nuovi eroi, e specie in tempi di crisi planetaria, si aggrappa con sollievo alle prodezze dei superuomini, trova rifugio nella fantasia consolatoria, dove qualcuno veglia su ogni nostra mossa. Questa è la potenza del cinema: far sognare i bambini con improbabili avventure e risvegliare un po’ d’incoscienza nell’animo fragile degli adulti.

Il dottor Stephen Strange è l’arma vincente di questo mondo nel quale i pericoli arrivano persino da altre dimensioni. La sua voce profonda incanta come una musica, e la sua caparbietà lo porta ad acquisire doti magiche senza precedenti. Ma da grandi poteri derivano sempre grandi responsabilità, ed è perciò condannato a fare imprese sempre più strabilianti. L’Alan Turing di The Imitation Game abbandona i numeri, per proiettarsi in una sfera alternativa ricca d’insidie inusitate. E se il cattivo di turno non buca lo schermo poco importa, quando il protagonista è in grado di caricarsi l’intero film sulle spalle.

Doctor Strange può ricordare il primo Iron Man, e si candida a essere il miglior film fracassone dell’era Avengers. Fa perno su un genere ormai collaudato, trovando la sua originalità nella manipolazione del tempo e nel ritratto del protagonista. Strange non è un angelo, è un semplice medico fin troppo risoluto, che con tutti i suoi difetti alla fine con può che risultare simpatico. Lo vedremo ancora? Sicuro. La Marvel è sempre gravida di nuovi incantesimi, e la gente aspetta solo di essere salvata. Almeno sul grande schermo.

NOTE

- STAN LEE FIGURA ANCHE COME PRODUTTORE ESECUTIVO.

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2017 PER I MIGLIORI EFFETTI VISIVI.

CRITICA

"(...) Benedict Cumberbatch (...) ottiene una strabiliante risposta nel 14° film Marvel, fra i migliori, ispirato a un eroe disegnato nel '63 da Steve Ditko. (...) Diretto da Scott Derrickson, uso a mille orrori, il film fila e deraglia come un treno da notte fantastica in luna park, viaggio mental-spirituale più 'Matrix' che Kubrick, onusto di spiritualismo «paghi due prendi tre» ma senza tregua come un grande spettacolo in cui Benedict svolazza in mantello rosso tra cielo e terra, Bene e Male per convincerci che siamo tutti a rischio d'impossibile." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 27 ottobre 2016)

"(...) un film che offre un viaggio psichedelico in sfere spazio-temporali in continua collisione, con risultati di vertiginosa suggestione. Come in 'Inception' di Christopher Nolan, della cui affascinante visionarietà 'Doctor Strange' è fortemente debitore, vediamo grattacieli ripiegarsi e strade verticalizzarsi in un infinito frantumarsi e ricomporsi. Finora mediocre regista di horror, Scott Derrickson se la cava bene a gestire la super-oliata macchina produttiva e il cast è di prima classe. II gioco diventa più facile quando hai un interprete versatile come Benedict Cumberbatch, a suo agio in ogni ruolo, da Amleto a Sherlock Holmes a questo Strange dal look edoardiano; quanto all'eterea-imperiosa Tilda Swinton, con la sua bravura fa dimenticare che l'Antico del fumetto è asiatico e di sesso maschile. Divertente e spettacolare, 'Doctor Strange' non ha le ambizioni filosofiche di 'Inception', ma seguendo l'avventura noi spettatori ci troviamo d'un tratto a entrare nell'affascinante ordine di idee che i livelli di realtà possano essere molti, e tutti probabilmente validi." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 27 ottobre 2016)

"(...) il viaggio iniziatico assegnato dal regista Derrickson al carismatico protagonista Cumberbatch (...) include un catalogo di effetti visivi tra i più innovativi, arditi, psichedelici e folli mai esibiti nei film di supereroi, finendo con l'avvicinarlo più che ai per noi trascurabili plot di «Iron Man» o «Thor» alla filmografia del maestro Nolan («Inception» in testa). In questo senso non crediamo che la qualità del film debba molto alle plateali maschere indossate dall'aspirante oligarca Kaecilius (Mikkelsen) o dai compagni di lotta del dottore Mordo e Wong, bensì al mirabolante show visionario di dimensioni trascendentali, rewind temporali, risonanze magnetiche e specchi dell'inconscio." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 27 ottobre 2016)

"L'incipit - come altrove nel film - è grandioso e ricorda la funambolia del miglior Nolan di 'Inception', che ha fatto scuola di urbanistica fluida e capovolta. II resto è narratologia classica che segue l'Eroe dalla genesi allo sviluppo dei poteri, passando per naturale crisi. (...). Interessante è l'identificazione del cattivo: non più un individuo bensì la nozione stessa di Tempo, 'un insulto alla vita'. Da non perdere la scena dopo i titoli di coda." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 27 ottobre 2016)

"Di nome ma non di fatto. Ci aspettavamo che lo facessero più strano il 14mo cinefumetto Marvel (...). Invece Doctor Strange ( Cumberbatch) del bravo regista horror Scott Derrickson percorre strade già viste (...). La londinese è una star del trasformismo, ma stavolta nemmeno lei riesce a salvarsi dal ridicolo involontario. Cumberbatch? Non gli dona la barba virile alla Steve Reeves (è un mago dell'androginia) ma rispetto alla Swinton (cinque europei in ruoli chiave) ne esce decisamente meglio, soprattutto in un finale cosmico dove si intuiscono le potenzialità visionarie, e psichedeliche, del fumetto Marvel più 'fricchettone' in assoluto. La partenza, dunque, è troppo normale (gli antagonisti sono deboli e scialbi). Speriamo in un futuro più 'strange' per questo Dottore delle meraviglie." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 27 ottobre 2016)

"Piacerà a chi non ha ancora la reazione di rigetto per il cinema dei super eroi (...). 'Strange' comunque è tra i buoni esempi del ciclo. Principalmente per merito di un cast stellare." (Giorgio Carbone, 'Libero', 27 ottobre 2016)

"Visivamente imponente (sembra un film di Nolan, con un notevole 3D), il film regala un protagonista unico nel suo genere, tra misticismo orientale e rimandi a 'Ricomincio da capo'. Da vedere." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 27 ottobre 2016)

"Cupo e minaccioso cantore di scenari infernali, di angosce e possessioni, Scott Derrickson, regista di horror molto celebrati come l'inquietante 'Sinister' e 'The Exorcism of Emily Rose', alle prese con un budget faraonico, invece di mettere il silenziatore al suo sguardo e alle sue ossessioni, realizza con 'Doctor Strange' il film più entusiasmante della sua già molto intrigante carriera. Accusato in passato di nutrire fobie criptocattoliche a causa dei mostri, demoni e addirittura diavoli che popolavano i suoi film e dell'approccio mai ironico ma sempre letterale nei confronti della messa in scena del Male (maiuscola obbligatoria), adattando il mondo dello stregone supremo della Marvel per il grande schermo riesce nell'impresa di restare fedele al la sua poetica reinventandola e contemporaneamente trovare la migliore delle chiavi possibili per dialogare con una figura chiave della mitologia Marvel." (Giona A. Nazzaro, 'Il Manifesto', 1 novembre 2016)
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