Diverso da chi?

ITALIA - 2008
4/5
Diverso da chi?
Piero e Remo vivono in una città del nord-est italiano e sono una coppia gay dichiarata. Per testimoniare il "diritto alla diversità", Piero decide di scendere in campo alle primarie del centrosinistra e, per una serie di circostanze, si trova ad essere candidato a sindaco della città tra i pregiudizi degli avversari e lo sgomento dei sui compagni di partito. Per portare avanti una campagna elettorale bilanciata, che altrimenti si rivelerebbe un disastro, il partito decide di affiancargli Adele, una moderata tutta d'un pezzo, simbolo vivente dei valori tradizionali, nota come 'la furia centrista'. Ovviamente, Piero e Adele non riescono ad accordarsi su nulla finché Remo, più sensibile e femminile, comincia a dare al compagno utili consigli su come ingraziarsi la sua vice. Piero inizia così a corteggiare politicamente Adele e ben presto i due riescono ad arrivare a un accordo. Ma la situazione sfugge di mano a entrambi, tanto che il 'gay duro e puro' e la 'moderata di ferro' vengono travolti da un'irresistibile attrazione reciproca che sfocerà in una segreta relazione opposta ai loro valori, alle loro identità e alla loro linea politica. Tra mille peripezie Piero dovrà cercare di sbrogliare la situazione nella quale si è cacciato e capire da che parte stare.
  • Altri titoli:
    "diverso da chi?"
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: RICCARDO TOZZI, GIOVANNI STABILINI E MARCO CHIMENZ PER CATTLEYA
  • Distribuzione: UNIVERSAL
  • Data uscita 20 Marzo 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Diverso da chi?: regia di Umberto Carteni, protagonista Luca Argentero in triangolo amoroso con Claudia Gerini e Filippo Nigro. Girato a Trieste, fondale politico e registro brillante, questo ottima opera prima - targata Cattleya e Universal - ci riconsegna il solito Argentero, quello che migliora a ogni film, e uno inedito, con un'enorme responsabilità sulle spalle: diventare il Cary Grant italiano.
Dalla sua, una naturale eleganza, il sorriso che conquista, e un'innata predisposizione per un genere poco e - soprattutto - mal frequentato dal nostro cinema: la commedia brillante. Strada che in Diverso da chi? percorre con estrema disinvoltura, per di più partendo da premesse ostiche: politico gay militante in - fortunosa - corsa per la poltrona di sindaco a Trieste, con un compagno gelosissimo (Nigro) e una vice-sindaco in pectore tutta ritorta sulla Famiglia (Gerini).
Accadrà l'inevitabile, in un rimescolamento di generi e genere che fa bene alle coordinate, cinematografiche e sociali, di quel che era il Bel Paese. La ricetta di Luca? La moderazione, meglio la misura, sul set e fuori: "Sicuramente in Italia la laicità dello Stato è messa spesso a dura prova, e sarebbe bello vivere in un posto dove questo non accadesse" affonda Argentero, ma subito puntualizza come "non sia giusto liberalizzare a oltranza. Sono contento ci sia una parte di italiani che dice no in maniera costante, forse un po' ossessiva, perché quando si arriverà al sì allora sarà una scelta ben ponderata".
Detto, fatto: lo slogan dell'Unione Democratica di Luca e Claudia è "Una città di famiglie e differenze". Purtroppo, solo al cinema: se il PD veltroniano - che l'UD del soggettista e sceneggiatore Fabio Bonifacci echeggia e sbeffeggia puntualmente - l'avesse seguito, forse oggi il Presidente del Consiglio sarebbe più alto...

NOTE

- REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON FRIULI VENEZIA GIULIA FILM COMMISSION.

- CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2009 PER: MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE, ATTRICE PROTAGONISTA (CLAUDIA GERINI), ATTORE PROTAGONISTA (LUCA ARGENTERO), ATTORE NON PROTAGONISTA (FILIPPO NIGRO).

- NASTRO D'ARGENTO 2009 PER IL MIGLIOR SOGGETTO A FABIO BONIFACCI (ANCHE PER "SI PUO' FARE" DI GIULIO MANFREDONIA). IL FILM ERA CANDIDATO ANCHE PER: NASTRO SPECIALE - COMMEDIA, MIGLIOR PRODUTTORE (RICCARDO TOZZI, GIOVANNI STABILINI E MARCO CHIMENZ ERANO CANDIDATI PER TUTTA LA PRODUZIONE DELL'ANNO CHE COMPRENDEVA ANCHE: "QUESTIONE DI CUORE", "SOLO UN PADRE" E "DUE PARTITE").

CRITICA

"Un film come questo richiede attori di un certo tipo, che riescano nello scambio di battute, nei ritmi, negli ammiccamenti, nel non detto. Claudia Gerini, la centrista familista frustata funziona perfettamente come incompresa e sensuale soft lady. Anche Filippo Nigro (compagno del candidato gay) è davvero credibile nel ruolo di un gay non sopra le righe. Chi non è 'sempre' all'altezza è Luca Argentero nel suo secondo ruolo da gay dopo 'Saturno contro' di Ozpetek. Su Argentero la Cattleya ha investito molto, dandogli un ruolo davvero non facile. Eppure l'ex del Grande Fratello lavora troppo sui vestiti e sulla posa e troppo poco sui tempi e sui ritmi (e per una commedia come questa non è un limite da poco)." (Dario Zonta, 'L'Unità', 20 marzo 2009)

"Commedia politica ultraleggera con brividini contemporanei (...) Per un po' si sorride tra garbate situazioni pastello (la put... è chiamato farfallone), poi si lascia fare a due bravi interpreti affiatati, infine viene il dubbio che si miri all'omologata pacificazione sessuale tra etero e omosexmanontroppo. Quando lui, lei e l'altro si affollano in sala parto, salta in gola un antico grido: il triangolo no! Così no!" (Alessio Guzzano, 'City', 20 marzo 2009)

"Anche se accompagnato dai bollini Arcigay e da Franco Grillini a Porta a Porta, 'Diverso da chi?' non è un film militante gay, ma un prodotto ben costruito dalla Cattleya e distribuito dalla Universal con un occhio al cast e ai troppi sponsor. Deve molto di più, presumo, alla produttrice esecutiva Francesca Longardi che allo sceneggiatore Fabio Bonifacci (per Cattleya 'Amore, bugie & calcetto') o al regista un po' di scuderia Umberto Carteni. L'aspetto più interessante, però, non è tanto la modernità del triangolo, ma l'averlo ambientato nel mondo della politica, all'interno del Pd (qui Ud), in cerca di un candidato sindaco per Trieste e di una coesistenza tra la sua ala più conservatrice e quella più di sinistra. Luca, oltre ad essere gay, come nella canzone di Povia, è un fragile candidato sindaco del Pd che viene unito dal partito (un grande Antonio Catania) alla binettiana Claudia Gerini come vice-sindaco. Il meglio del film, che nella zona centrale si ferma un po' troppo sulla commedia, è proprio la parte di satira politica iniziale con gli scambi di insulti tra binettiani e ds. Nel vortice dell'odioamore Gerini e Argentero si scambieranno non solo i ruoli sessuali, ma anche i ruoli politici. 'Il centrosinistra si fa anche così' dice un personaggio. Niente di esaltante, anche perché gli attori non sono così controllati dalla regia e il copione non è brillante come ai tempi di Age e Scarpelli, ma è un passo in avanti in una stagione di cinema italiano mai cosi basso e qualche battuta buona c'è 'Discutere su come suicidarsi fa molto centrosinistra'." (Marco Giusti, 'Il Manifesto', 20 marzo 2009)

"Posso garantire che pur con qualche momento in cui la commedia si incarta un po' su se stessa, c'è da divertirsi. E da ammirare una volta di più, e meglio che altrove, il talento della Gerini, capace di brillare di luce propria almeno in un paio di scene da antologia. Quando le scappa un bacetto al compagno di 'ticket', che pur seguito da approcci più consistenti le mette addosso la paura di chi avendo agito d'istinto non ha valutato le conseguenze. O quando è scoperta seminuda in casa della coppia omosex dal poveretto che sta diventando il terzo incomodo. vogliamo ipotizzare che dall'alto dell'olimpo filmico Capra sorride e approva?" (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 20 marzo 2009)

"Claudia Gerini è brava e bella in una situazione che vagamente evoca quella in cui a Roma si scontravano il sindaco di sinistra Walter Veltroni e il vice-sindaco democristiano signora Garavaglia. 'Diverso da chi?' è del resto più accurato nel descrivere il grottesco della politica in una piccola città del Nord-Est che nel riferire sul candidato sindaco del centrosinistra, un professore gay che vive con l'amico (Filippo Nigro, impeccabile)." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 20 marzo 2009)

"E' uno di quei film che ti fanno chiedere: come sarebbe se fosse americano? In effetti è un mix di temi attuali nella loro trasversalità sovranazionale e di altri temi invece ancorati alla nostra esperienza italiana." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 20 marzo 2009)
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