Divergent

USA - 2014
4/5
Divergent
In un futuro distopico, la società di Chicago è stata divisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l'amicizia per i Pacifici, l'altruismo per gli Abneganti e l'onestà per i Candidi. I ragazzi che raggiungono i sedici anni di età sono chiamati a decidere se rimanere nella loro fazione o se passare a un'altra; tale scelta determinerà tutta la loro vita, con il rischio di dover rinunciare alla propria famiglia. Tra i nuovi giovani chiamati a scegliere c'è Beatrice 'Tris' Prior, ma il difficile e competitivo processo di iniziazione che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta - escludendo tutte le altre - si rivela inconcludente. Infatti, in lei non c'è un solo tratto dominante, ma addirittura tre: Beatrice è una Divergente, e il suo segreto - se reso pubblico - le costerebbe la vita...
  • Durata: 140'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASCIENZA, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Veronica Roth (ed. De Agostini, coll. Le gemme)
  • Produzione: RED WAGON ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES
  • Data uscita 3 Aprile 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Alessandra De Tommasi
L'equazione “romanzo young adult uguale saga cinematografica sbanca-botteghino”, dopo i successi di Twilight e Hunger Games, ha inanellato alcune eccezioni deludenti al box office, da Shadowhunters – Città di ossa a Beautiful Creatures. La lista degli adattamenti malriusciti non comprende Divergent, la pellicola ispirata al primo volume dell'omonima trilogia di Veronica Roth, che comprende Insurgent e Allegiant (in libreria per De Agostini dal 18 marzo).
Le premesse sono comuni a storie di questo genere: in un futuro distopico un'adolescente si ritrova alle prese con le regole imposte da una società tirannica e, a suo modo, cerca prima di trovare un modo per sentirsi libera nel rispettarle e poi di escogitare una strategia per sovvertirle.
L'eroina qui si chiama Beatrice Prior ed è interpretata in maniera assai convincente da Shailene Woodley, che è passata da anonima protagonista de La vita segreta di una teenager americana alla figlioletta talentuosa di George Clooney in Paradiso amaro. La ragazza si ritrova alla vigilia di una scelta importante, quella che le cambierà la vita: in una società organizzata in cinque fazioni (caste), deve decidere se abbracciare l'eredità dei genitori confermando l'appartenenza agli Abneganti, il gruppo remissivo e altruista al governo, o esplorare nuove strade. Con un colpo di scena scarta gli Eruditi (scienziati a cui si unisce invece il fratello Caleb), i Candidi (onesti al 100%) e i Pacifici (puri e gentili) per seguire gli spregiudicati Intrepidi, incaricati di mantenere l'ordine pubblico e celebri per le scelte azzardate che ne riducono drasticamente le aspettative di vita.
Così cambia nome e diventa Tris, ma fino a quel momento ignora l'esistenza di un gruppo di persone, i Divergenti, che dimostrano una propensione genetica per più fazioni e risultano di conseguenza ingestibili perché non incasellabili nel sistema sociale. Scoprire di essere una di loro grazie a Tori (Maggie Q, in gran forma) ma deve nascondersi per evitare la cattura e la morte da parte del capo degli Eruditi, Jeanine Matthews (Kate Winslet, in versione diabolica). Ad allenarla nella nuova fazione ci pensa Quattro (il talentuoso attore inglese Theo James, qui al primo banco di prova della carriera): tra i due s'innesca subito una dinamica conflittuale che si evolve presto in una complicità inusuale, con risvolto romantico all'orizzonte.
Tra pericoli di ogni genere, i due, assieme al gruppo di compagni tra cui l'impertinente Christina (Zoe Kravitz, di ritorno il 22 maggio al cinema con X-Men: Giorni di un futuro passato), devono riuscire a salvare il proprio angolo di mondo da una nuova guerra per il potere senza rivelare la propria natura. Le paure personali, che danno il soprannome a Quattro (si chiama in realtà Tobias Eaton), si mescolano agli orrori perpetrati dal gruppo di appartenenza. Secondo la regola per cui la fazione viene prima del sangue, l'individualità viene sacrificata in nome di un bene comune, ma questi ragazzi scoprono che si tratta solo di un alibi di cui ai vertici si servono per soggiogare il popolo.
La pellicola, diretta da Neil Burger, ricostruisce fedelmente il mondo di Veronica Roth, con un'impronta visiva e sonora di evidente impatto emotivo. Riscrive le atmosfere originali con una sapiente regia, una fotografia curata e una colonna sonora evocativa dirigendo un cast ben assortito, che fa emergere una protagonista capace di alternare l'indole quasi anonima degli inizi con quella spregiudicata dell'iniziazione.
L'avventura quasi in solitaria di Tris in alcuni tratti però mette in ombra il resto del gruppo fino ad appiattirlo sullo sfondo, compreso il temibile Peter (Miles Teller), che nel film riduce la sua carica di cieca crudeltà a favore di qualche scaramuccia tra compagni. Forse alcuni passaggi risulteranno poco chiari ai non-lettori della saga, ma nel complesso l'universo immaginato dalla Roth prende vita con una forza rinnovata e portentosa su grande schermo fino a diventare un prodotto splendidamente confezionato e godibile anche da i non-fan e persino dai non-più-teenager.

CRITICA

"Ispirata ai romanzi della Roth per teenager succubi di fantasy, ecco la Chicago di domani, incubo con l'umanità divisa in fazioni mentre la giovane Tris è divergent, diversa, pericolosa. Come in 'Hunger Games' partono intrighi, lotte con la cattiva Kate Winslet e sogni di paura che sono la parte divertente del kolossal (dura 140 minuti di cui molti inutili) di Neil Burger. La morale? Bisogna difendere l'originalità. S'annuncia trilogia." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 3 aprile 2014)

"Solito mondo futuro postapocalittico e neomedievale dove le differenze sono paurosamente amplificate e il potere è superconcentrato e le garanzie democratiche hanno fatto un salto indietro di secoli. Eppure la suggestione resta, per la solita ragione: l'eroe solitario che si batte contro la deriva è la metafora del concetto americano di libertà e di individualismo che risulta intramontabile. (...) Non è consentito collocarsi fuori dagli schemi, pensare con la propria testa. Ovvio e spettacolare." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 3 aprile 2014)

"Tratto dal bestseller di Vanessa Roth, 'Divergent' propone (sulla scia di 'Hunger Games') una protagonista femminile al centro dello scenario post-apocalittico di una Chicago, ultimo baluardo della civiltà, dove la popolazione sopravvive suddivisa in 5 fazioni. (...) La macchina narrativa è analitica e lenta e Shailene Woodley, pur cavandosela benino, non ha la personalità di Jennifer Lawrence. Però 'Divergent' è un prodotto ben pensato e ben girato." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 3 aprile 2014)

"Sci-fi distopica tratta da una trilogia di libri 'per ragazzi', con un'eroina guerriera e la minaccia di un governo totalitario. Il progetto di 'Divergent', adattato dal primo volume del ciclo di romanzi di Veronica Roth, è quello di un secondo 'Hunger Games', e il film di Neil Burger non prova nemmeno a nasconderlo. (...) La fantapolitica di Veronica Roth è molto più rozza e meno immaginifica di quella di Suzanne Collins. È anche molto meno in sync con e interessata al rapporto tra adolescenza e fantasia. La sua visione riduttiva dell'intelletto (un pericolo, gli eruditi si rivelano cattivissimi), del pacifismo (carne da macello), della legge (un branco di petulanti) e della guerra (un gioco da ragazzi, e un buon modo di caricare un fidanzato cool) ricordano un comizio di Sarah Palin più che uno squarcio alla Philip K. Dick. Nel 2002, in 'Interview with the Assassin', Neil Burger aveva immaginato un'intervista con 'il vero' assassino di John Kennedy. Nel suo 'Limitless' (2011), grazie a una droga misteriosa, Bradley Cooper diventava troppo intelligente per il suo bene e vendeva l'anima a Robert De Niro. Rispetto a quei due film, la paranoia di 'Divergent' sembra molto più 'di commissione'. E un visionario dell'azione Burger certamente non è, 'Divergent' sarebbe un film molto migliore se esibisse con orgoglio il suo lato di serie B, camp. Uscito il 21 marzo in Usa, ha finora incassato più di 96 milioni. Ma la rivoluzione di Katniss non ha nulla da temere da quella di Tris. Non solo Collins è una scrittrice molto migliore di Roth, rispetto a Jennifer Lawrence, Shailene Woodley è una guerriera abbastanza esangue." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 3 aprile 2014)

"Piacerà a chi ha già affollato le platee per 'Hunger Games' e seguito. Tuttavia 'Divergent' è preferibile per almeno tre motivi. Ha più azione (nel secondo 'Hunger' non accadeva quasi nulla). Ha una formidabile dark Lady in Kate Winslet. Ed è articolato su sottintesi politici più intriganti (al posto della solita dittatura una falsa democrazia)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 3 aprile 2014)

"Dopo 'Twilight' e 'Hunger Games' continua l'interessante moda della letteratura fantastica per signorine in vista delle scelte sentimentali e politiche che dovranno fare da donne. 'Divergent' è il primo capitolo di una trilogia e la Woodley, già ammirata come figlia maggiore di Clooney in 'Paradiso amaro', è perfetta nel restituire quel senso di realistico disorientamento di fronte al futuro distopico in cui la sua eroina agisce. Il regista Burger, proveniente dal cinema indipendente, è bravo a citare 'Fight Club'. Anche i non fan dei libri di Veronica Roth possono divertirsi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 3 aprile 2014)

"Che bella questa risposta a 'Hunger Games', primo capitolo di una trilogia che promette ottimi e meritati incassi." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 3 aprile 2014)
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