DISAMISTADE - INIMICIZIA

ITALIA - 1989
DISAMISTADE - INIMICIZIA
Figlio di un pastore sardo e ragazzo mite e studioso, per iniziativa della madre che sogna di farne un medico o un avvocato, Sebastiano Catte, che ha lasciato il paese per frequentare un collegio, ritorna nel 1950 all'improvviso a seguito dell'assassinio del padre. Il giovane è un non violento e rifiuta assolutamente di vendicarsi, anche se tutti si aspettano da lui che il sangue dell'uccisore sia versato in riparazione. Dopo il furto del suo gregge Sebastiano viene ingaggiato dal Barone Piana, un ricco proprietario del luogo, che capeggia una banda di scioperati dediti al furto delle pecore. Conosce poi una brava e studiosa ragazza, Domenicangela, e i due si innamorano. Volendo dimostrare a se stesso ed agli altri, di non essere un vigliacco, Catte oltrepassa la soglia del lecito eseguendo "La Bardana" (un furto di bestiame): è l'inizio di altri furti e rapine, di fughe, di una lotta aperta contro lo Stato ed i tutori dell'ordine; gli sono di aiuto la madre e Domenicangela che gli procurano il necessario alla sopravvivenza durante la sua latitanza nei boschi. Accusato di delitti mai commessi, viene posta una taglia di dieci milioni su Sebastiano. In realtà il giovane, più che ruberie e guardianie di greggi non sue non ha fatto: la violenza ed il delitto gli ripugnano. Catturato di notte nella camera di Domenicangela e processato, egli dichiara in Tribunale di non essere colpevole e rinuncia perfino a difendersi. Domenicangela lascia il paesello natìo e la speranza d'amore che ivi era fiorita. Con ogni probabilità Sebastiano Catte si è autodenunciato ed entrerà in carcere, affinché la madre possa beneficiare della taglia.
  • Durata: 101'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE
  • Produzione: COOPERATIVA LAVORATORI CINEMA E TEATRO, PALERMO
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE ITALNOLEGGIO - I.N.C. (1989)

CRITICA

Nella sua scarsa chiarezza il film sembra voler dire che, nelle nuove generazioni, certi tabù sull'onore dei singoli si stanno rivelando più fragili, non sono più "essenziali". (Segnalazioni Cinematografiche)
Componenti colte punteggiano l'incedere popolare della narrazione di "Disamistade", opera prima del cagliaritano Cabiddu, che cerca di cogliere nel comportamento del suo protagonista le coordinate di un atteggiamento morale allargabile oltre i confini storici e ambientali in cui si sviluppa. (Segnocinema).
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