Dimmi di sì

Dis-moi oui...

FRANCIA - 1995
Dimmi di sì
Il trentenne francese Stéphane vive tranquillamente tra conquiste amorose, notti passate al tavolo da poker e il lavoro di medico pediatra nell'ospedale cittadino. La sua vita cambia quando, rientrando all'alba a casa, trova una ragazzina di tredici anni, Eva, rifugiatasi nell'atrio del suo stabile. Eva gli confida di essere scappata di casa in seguito ai maltrattamenti ricevuti, e Stéphane l'accoglie presso di sé. Dopo qualche giorno, vorrebbe consegnarla agli appositi servizi sociali, ma Eva si ribella, protesta, fugge, poi ritorna e rimane come una presenza sempre più costante nella vita professionale e sentimentale di Stéphane, il quale con lei recupera una dimensione più semplice e quasi infantile della vita. Un po' turbato, un po' cercando di non far crescere oltre misura questo rapporto, Stéphane un giorno si rende conto che Eva è in preda ad un male che sembra incurabile.Stéphane impegna tutta la propria capacità per cercare di salvare la ragazza. Contatta un medico che aveva trovato la formula per curare la malattia ma poi aveva lasciato la professione attiva, sfida l'autorità del padre primario nell'ospedale e finalmente riesce a portare Eva in sala operatoria. L'operazione riesce e Eva continua a vivere, cominciando una brillante carriera di pianista. Stéphane intanto ha lasciato il suo ospedale, per dedicarsi ad associazioni benefiche internazionali. Dopo alcuni anni, all'uscita da un concerto, si fa vedere da Eva e i due si salutano in maniera affrettata.
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: NEW LIGHT FILMS, TF1 FILMS PRODUCTION, S.G.G.C., JIBY PRODUCTION
  • Distribuzione: MEDUSA FILM (1996) - MEDUSA VIDEO
  • Riedizione NO

NOTE

REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1996

CRITICA

"Tralasciando le considerazioni sul modo modesto in cui è realizzato, quello che manca è una giovanissima che abbia insieme tenerezza infantile e precoce fascino femminile, come per esempio Nathalie Portman in Leon. Qui viene da domandarsi che ci troverà in quella pittima il per altro inconsistente Anglade."(La Stampa, Alessandra Levantesi, 10/12/96)
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