Dillinger è morto

ITALIA - 1968
Dillinger è morto
In una calda sera d'estate, Glauco, un disegnatore industriale sulla quarantina, ritorna a casa dal lavoro e trova la moglie a letto per una lieve indisposizione. In sala da pranzo lo attende una cena fredda assai poco invitante. Con l'aiuto di un libro di cucina, l'uomo decide allora di prepararsi qualche piatto di suo gusto. Mentre cerca gli ingredienti necessari, da un armadio salta fuori un pacchetto avvolto in vecchi giornali. Uno di questi è datato 23 luglio 1934 e reca la notizia dell'uccisione del gangster americano Dillinger. Dall'involucro esce una pistola a tamburo arrugginita: Glauco la smonta con cura, la olia, la vernicia di rosso, la carica con dei proiettili contenuti nell'involucro, interrompendo di tanto in tanto l'appassionato gioco per pranzare, per guardare la televisione, per amoreggiare con la sua giovane domestica. Ormai è quasi l'alba: Glauco entra nella camera della moglie e appoggia un cuscino sopra il capo della donna addormentata e vi spara contro tre colpi di pistola. Al mattino, l'uomo si reca in macchina al mare, come se nulla fosse accaduto. Salito a bordo di un panfilo, di cui è proprietaria una graziosa fanciulla, riesce a farsi assumere come cuoco. Poco dopo l'imbarcazione parte alla volta di Tahiti.
  • Altri titoli:
    Dillinger est mort
    Dillinger Is Dead
    Dillinger ist tot
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1:37), WIDESCREEN - EASTMANCOLOR
  • Produzione: ALFRED LEVY E EVER HAGGIAG PER PEGASO FILM
  • Distribuzione: I.N.C. - DURIUM HOME VIDEO, DELTAVIDEO
  • Vietato 14

NOTE

- GIOCHI MIMICI DI MANI NUDE: MARIA PEREGO.

- PRESENTATO IN CONCORSO AL 22MO FESTIVAL DI CANNES (1969).

- NASTRO D'ARGENTO 1970 PER IL MIGLIOR SOGGETTO ORIGINALE.

CRITICA

"Sebbene non privo di pregi stilistici, il film è raggelato da un ritmo eccessivamente disteso e dall'insistita illustrazione di gesti ed azioni privi di imporatanza ai fini degli sviluppi del racconto." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 66, 1969)
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