DICEMBRE

ITALIA - 1990
I numerosi componenti di una famiglia meridionale, trapiantata a Roma, sono molto uniti fra loro e mantengono le antiche usanze del paese d'origine. Solo Gianna, che ha un carattere impulsivo e contraddittorio, e non sopporta ipocrisie e formalismi, si comporta sempre in modo diverso dagli altri, suscitando antipatie e disagi. L'unico a capirla è suo marito, Alberto, e la loro unione è molto felice. Ma, pochi giorni prima di Natale, Alberto muore improvvisamente, e Gianna, interiormente disperata, ma apparentemente quasi indifferente, rifiuta le attenzioni insistenti dei parenti, cercando l'isolamento e chiudendosi in se stessa. Il fratello Federico, che ha per lei molto affetto, la convince a partecipare in casa sua ai riti natalizi, con riunioni di molti parenti, pranzi e doni di Babbo Natale. Ma Gianna si comporta sgarbatamente e torna nel proprio appartamento, chiedendo come unica compagnia il nipote prediletto, Andrea, figlio di Federico e di Ida, un bambino sensibile e intelligente, entusiasta della zia, che sa incantarlo con meravigliosi racconti di film o fiabe, oppure conducendolo al cinema con sé. Sia pure mal volentieri, i genitori acconsentono che il figlio resti in casa della zia per alcuni giorni. Intanto Gianna si accorge che qualcuno si introduce più volte nel suo appartamento, dove è stata rubata una preziosa collana di perle, l'ultimo dono di Alberto. Federico chiamato, accorre, ma non trova nessuno, cosicchè lui e gli altri parenti restano increduli. Solo Andrea sostiene decisamente la zia, anche se non ha visto il ladro. Per il bambino questo dicembre resterà indimenticabile e gli sembra in gioco meraviglioso. Alla fine, mentre Roma impazza per la festa di Capodanno, Gianna e suo nipote sorprendono finalmente il ladro all'opera, e Andrea aiuta efficacemente la zia a bloccarlo, colpendolo con un candeliere. La polizia appurerà poi che si trattava di un operaio, che si era fatto una copia delle chiavi. La mattina del primo dell'anno Andrea torna dai genitori, ma continua a pensare alla zia Gianna, che gli sembra bellissima e sicura di sè, e che, insieme a lui, ha sconfitto il ladro. Ma intanto Gianna, che ora è sola davvero, deve affrontare l'amara realtà che l'aspetta, e, nella casa deserta, finalmente piange.

CAST

CRITICA

Caratterizzato da toni sfumati e raccontato con molta delicatezza, il film risulta discontinuo e non sempre riuscito in tutte le sue parti. Da un punto di vista formale, però, "Dicembre" possiede una sua dignità di tutto rispetto. La scrittura cinematografica, sorretta e resa più incisiva da una buona fotografia, è testimone delle promettenti capacità professionali di questo giovane regista. (Carlo Tagliabue, La Rivista del Cinematografo)
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