DETECTIVE

FRANCIA - 1985
In varie stanze di un albergo di Parigi si intrecciano le vicende più o meno intricate di diversi personaggi: il maturo investigatore William Prospero, che con la collaborazione del nipote, l'ispettore Neveu, e della ragazza di questi, cerca di far luce su un delitto avvenuto due anni prima nello stesso albergo ai danni di un misterioso "Principe"; una coppia in crisi, (l'aviatore Emile Chenal e la moglie Françoise) che deve riavere dei soldi da un certo Jim Fox Warner, un impresario di boxe. Anche questi è nell'albergo con Tiger Jones, un giovane pugile un pò suonato con rispettiva ragazza e con un segretario fornito di un eccezionale computer. Jim è nei guai fino al collo con un vecchio mafioso. Le storie di questi personaggi si snodano lungo l'arco di tutto il film: Emile e sua moglie decidono di separarsi e quest'ultima pensa di legarsi a Jim, con il quale ha già avuto un rapporto sentimentale; il detective Prospero scopre il movente dell'assassinio, dovuto totalmente al caso; Jim lascia libero il suo poco impegnato pugile di divertirsi come vuole e il vecchio mafioso sembra ritirarsi, ormai rassegnato a condurre una vita comune con la sua graziosa nipotina. Si conclude il film con la morte violenta e puramente casuale e gratuita dei personaggi principali: Prospero nella sua stanza, Emile e Jim davanti agli occhi esterefatti e indifferenti della gente indaffarata in una metropoli frenetica e fagocitante.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Produzione: SARA FILMS J.- L. G. FILMS/A. SARDE
  • Distribuzione: BIM DISTRIBUZIONE - DOMOVIDEO

CRITICA

"Non vale la pena di parlare della trama del film, impresa d'altra parte tutt'altro che agevole. In un grande albergo di Parigi si incontrano una dozzina di personaggi (suddivisi in quattro sottogruppi) uniti e insieme contrapposti da interessi ora collegati e ora divergenti (pugilato, mafia, spionaggio...). Potrebbe trattarsi di personaggi provenienti da altri film, e parcheggiati in una sorta di area di servizio (l'albergo? Lo stesso film di Godard, inteso come terreno neutro?...). Non si può, tuttavia, concludere senza accennare ad alcuni barlumi di speranza, che si accendono in mezzo a tanta desolazione e brillano per qualche istante come scintille nella stoppia. La battuta sull'amore eterno, proferita con amara ironia, ma non senza un pizzico di tenerezza, all'inizio e alla fine del film. L'eco di una citazione dal 'Cantico dei cantici' (alla quale si affiancano, come in analoghi passaggi di 'Passion' e 'Je vous salue, Marie', immagini visivamente affascinanti), dolce come un ricordo venato di nostalgia: 'La sua sinistra sotto il mio capo, la sua destra mi accarezza'." (Virgilio Fantuzzi, 'Civiltà Cattolica')
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