Il mostro di St. Pauli

Der Goldene Handschuh

GERMANIA, FRANCIA - 2019
1,5/5
Il mostro di St. Pauli
Amburgo - St. Pauli, anni Settanta: a prima vista, Fritz "Fiete" Honka è un povero disgraziato. Un uomo dal volto devastato che passa le notti a bere al "Golden Glove", la bettola del quartiere, dando la caccia alle donne sole. Nessuno dei clienti abituali del locale si immagina che quel Fiete, apparentemente innocuo, sia in realtà un mostro.
  • Altri titoli:
    The Golden Glove
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: 2K, DCP (1:1.85)
  • Tratto da: romanzo "Der goldene Handschuh" di Heinz Strunk
  • Produzione: NURHAN SEKERCI-PORST, FATIH AKIN, HERMAN WEIGEL PER BOMBERO INTERNATIONAL, IN CO-PRODUZIONE CON WARNER BROS. FILM PRODUCTIONS GERMANY, PATHÉ FILMS
  • Distribuzione: BIM DISTRIBUZIONE
  • Vietato 18
  • Data uscita 29 Agosto 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Andrea Chimento
La vera storia di Fritz Honka, serial killer ossessionato dall’alcool e dalle donne, che ha terrorizzato la città di Amburgo negli anni Settanta.

Due anni dopo Oltre la notte, Fatih Akin torna dietro la macchina da presa per raccontare una storia disturbante e tragica: lo fa utilizzando un registro grottesco, forse con l’intenzione di sdrammatizzare, rendendo così il suo lavoro una serie di sequenze scollegate, incapaci di scuotere lo spettatore.

Non trapela nessun sentimento umano da questo progetto del regista tedesco, figlio di emigrati turchi, che propone un lavoro molto diverso dai suoi film precedenti, rendendo difficile, o per meglio dire, impossibile riconoscere il suo tocco personale.

Fastidioso e ricattatorio, The Golden Glove (titolo internazionale) è un’operazione moralmente discutibile, che non riesce a convincere nemmeno sul versante cinematografico, piuttosto statico e (fatta eccezione, forse, per la sequenza finale) privo di slanci degni di nota.


Il risultato è un lungometraggio irritante, che spreca del tutto l’interessante materiale di partenza: la vicenda si prestava a realizzare un prodotto ben più profondo o, quantomeno, più coinvolgente, non fosse altro che per la torbida personalità di Honka.

NOTE

- CO-PRODUTTORI - WILLI GEIKE, JÉRÔME SEYDOUX, SOPHIE SEYDOUX, ARDAVAN SAFAEE.

- IN CONCORSO AL 69. FESTIVAL DI BERLINO (2019).
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