Demoni 2

ITALIA - 1986
Demoni 2
Sally, per festeggiare il sedicesimo compleanno, ha invitato degli amici per un serata musicale in casa sua. Viene distratta da un singolare programma televisivo: dalle macerie del cinema Metropolis, dove un anno prima nel corso di una proiezione di film-horror sono apparsi i demoni, alcuni ragazzi tentano una spedizione per vivere un'avventura ai confini della realtà. I demoni rivivono nella finzione del video e, oltrepassando lo schermo, si materializzano nella camera di Sally. La giovane si trasforma in un mostro orribile e assale furiosamente i suoi amici, mentre il suo sangue corrode il pavimento e penetra, piano dopo piano, attraverso l'edificio ultramoderno, causando un black-out e paralizzando la vita dei sbalorditi inquilini, che ben presto cominciano a rendersi conto dell'incredibile situazione che stanno vivendo. Basta il contatto con il sangue corrosivo o un'unghiata di un demone per trasformare in belva persino un docile bambino. Il grattacielo, isolato dal resto della città diventa teatro di battaglia fra demoni e umani, che resistono come possono, asserragliandosi nel garage. Al feroce massacro sfuggono in modo rocambolesco una coppia di giovani sposi, dopo che la donna, in stato di avanzata gravidanza, ha partorito un bel maschietto. Il giovane ha capito che la forza del male è racchiusa nei video di una emittente televisiva, e distrugge tutti i monitor. L'incubo è finito e alle prime luci del giorno i due coniugi possono stringere serenamente il loro bambino.
  • Altri titoli:
    Demoni 2: L'incubo ritorna
    Demons 2: The Nightmare Returns
    Demons 2
    Demons 2: The Nightmare Is Back
  • Durata: 91'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, EASTMANCOLOR
  • Produzione: DARIO ARGENTO PER D.A.C. FILMS
  • Distribuzione: TITANUS - CREAZIONI HOME VIDEO
  • Vietato 14

CRITICA

"Lo spunto iniziale di questo seguito, che non è un vero seguito, sarebbe anche divertente, con quelle facce incollate al video, in rappresentanza della varia umanità di una ipotetica città tedesca, poniamo Amburgo: c'è il bimbo solo in casa, la signora incinta, la zitella con cane, i teenager che festeggiano un compleanno. Sciolta però l'efficace prima fase di preparazione, Bava e i suoi sceneggiatori si lanciano nel tunnel dell'orrore senza molta fantasia, rifacendo, a suon di dark music ('Smiths', 'Art of Noise', 'Cult') l'immancabile catalogo degli hit del genere: bimbo squarciato per partorire il Menelike di turno ('Alien'), plotoni di zombies con occhi fosforescenti alla Romero che vagano per il palazzo, un po' di Gremlins, un ET perverso, la palestra di body-building coll'istruttore nero e pelato) e via maciullando e schizzando pappina verdastra. Sull'onda del successo, anche internazionale (Usa compresi) dei primi Demoni, Bava si concentra ancor di più sugli effetti (sempre dello specialista Stivaletti) ma trascura troppo la storia arrivando allo spiccio happy end nello studio televisivo, dove muore l'ultimo mostro e nasce il primo bimbo dell'immancabile nuova era. Il suo prossimo progetto è un thriller erotico con Serena Grandi." ('Il Giorno', 3 Novembre 1986)

"Il film, prodotto da Dario Argento, ripropone i canoni usuali e sanguigni dell'horror di serie B con spiccati funambolismi made in Italy. Effetti speciali non sempre speciali, truculenze ridondanti, un tasso di suspense alla lunga deteriorato sono difetti smaccatamente rintracciabili. Come del resto i divertenti richiami (o le continue riletture) di certo cinema americano (c'è di tutto: 'Alien' e 'Aliens', 'Gremlins' e l'intera filmografia di Romero). Ma non è questa probabilmente la chiave di lettura più congeniale al film. La regia, pur non toccando vertici di eccitante efficacia, non trascura soluzioni originali. L'ambientazione, ad esempio, insiste con ottimi risultati su canoni post-modern e talvolta iperrealisti (superfici lucide, colori piatti e vigorosi). Il clima claustrofobico, il finale dai sapori addirittura ferreriani, le situazioni di tensione sono sempre risolti con ironico distacco.
'Demoni 2' sembra quindi soffermarsi implicitamente non tanto sull'horror, quanto sull'orrore massmediologico e sulle sue conseguenze (mostri partoriti dal televisore come nel primo episodio proliferavano all'interno di una sala cinematografica)." (Fabio Bo, 'Il Messaggero')

"Così 'Demoni 2' è una gara del ribrezzo, mutazioni sanguinose con le fauci aperte a mostrare il dentino che penzola sotto l'incalzare della zanna. Nel primo 'Demoni' i mostri uscivano dallo schermo terrorizzando una platea senza uscita, nel secondo, in linea con le polemiche degli esercenti e dei sociologi, escono dai teleschermi a infestare un intero palazzo. Dagli scantinati, dove c'è una palestra di culturisti ai piani alti, dove una ragazza scontrosa sta festeggiando il compleanno, all'ascensore, dove una prostituta cerca di combinare un po' di straordinario, tutto diventa campo di battaglia dei mostri. Come in un cattivo scontro condominiale, gli inquilini divenuti demoni affrontano quelli rimasti saggi. Bava copia da tutti i modelli senza porsi problemi di coerenza narrativa: puntuale la citazione di 'Alien' nella scena in cui il bambino indemoniato si squarcia per lasciar spuntare il mostro ributtante, i demoni si riproducono come conviene all'effettista, lo scopo sembra talvolta quello di provocare (per esempio, attraverso le luci lampeggianti) vero disagio fisico nello spettatore. Ma l'overdose può essere perniciosa o ridicola anche nell'horror." ('La Stampa', 14 Ottobre 1986)
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