Daybreakers - L'ultimo vampiro

Daybreakers

AUSTRALIA, USA - 2009
Daybreakers - L'ultimo vampiro
Anno 2019. La Terra è stata infettata da una misteriosa malattia che si è rapidamente diffusa, trasformando la maggior parte degli esseri umani in vampiri. Il destino dei pochi superstiti umani - ormai in via di estinzione e costretti a nascondersi perché altrimenti ridotti a cavie - è nelle mani di Edward Dalton, un vampiro ricercatore che rifiuta di nutrirsi con sangue umano e che sta cercando di realizzare un sangue artificiale utile ad alimentare i vampiri, scongiurando così l'estinzione della razza umana. Tuttavia, la sua ricerca, condotta anche con l'aiuto della sopravvissuta Audrey, scatenerà una vera e propria battaglia da cui dipenderà la sorte del genere umano.
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASCIENZA, HORROR
  • Specifiche tecniche: PANAVISION GENESIS HD, HDCAM SR, SUPER 35 STAMPATI A 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: FURST FILMS, LIONSGATE, PICTURES IN PARADISE, PACIFIC FILM AND TELEVISION COMMISSION, AUSTRALIAN FILM FINANCE CORPORATION (AFFC)
  • Distribuzione: MEDIAFILM (2010)
  • Vietato 14
  • Data uscita 26 Marzo 2010

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CRITICA

"Vi ricordate 'Gattaca'? Ve lo farà ricordare Ethan Hawke, e non solo: anche qui siamo dalle parti della fantascienza distopica e gli umani sono in via d'estinzione. Ma stavolta la scienza, pur disumana, è dalla parte giusta (...). I fratelli registi Spierig si mettono sulla buona e morale strada della fantapolitica, ma per giocare: con i generi, dal noir bogartiano al poliziesco, messi in una cornice sci-fi suggestiva, stilosa e intelligente. Se Dracula morde ancora, oggi soprattutto diverte." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 25 marzo 2010)

"Per fortuna le epidemie non oltrepassano lo schermo, altrimenti gli spettatori di tutto il mondo sarebbero defunti da quel dì, colpiti dalle più terribili pestilenze. L'ennesimo morbo globalizzato si manifesta già in avvio nel micidiale, in ogni senso, 'Daybreakers -L'ultimo vampiro', scritto e diretto da tali fratelli Spierig, un'immaginazione certo superiore al talento. Dire che si capisca poco è un eufemismo, in compenso si rischia di lasciare lo stomaco in platea. A volerla inquadrare in un genere, questa indecente paccottiglia si potrebbe definire un fumetto, a mezza via tra fantascienza e avventura, con una spruzzata di giallo e, se Dio vuole, anche con qualche goccia d'ironia, destinata a perdersi nell'incontenibile valanga di sangue. Tra teste mozzate da far invidia a Robespierre e frecce provenienti da futuribili balestre si va avanti alla cieca, anche perché non c'è personaggio che, appena inquadrato, non si avventi su un altro." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 26 marzo 2010)

"'Daybreakers' è un'eccellente variazione sul tema scontro di civiltà , per via di un attento scenario/sfondo originario, matrice spaziale dove riprodurre liberamente tensione, orrore, oppressione sadica del più forte sul più debole. Il match vampiri contro esseri umani è, infine, riproposto con grande disinvoltura di stile, lasciando agli interpreti caratterizzazione e tono da (man)tenere: Hawke vestito come in un noir cimiteriale; Neill sosia del simpsoniano signor Burns; William Defoe, capo dei ribelli, che canta 'Burning Live' di Elvis Presley. Produzione dell'indipendente americana Lionsgate con parecchio capitale pubblico australiano." (Davide Turrini, 'Liberazione', 26 marzo 2010)

"Piacerà a molti fan della fantasy. Specie della fantasy che non si limita a dispensare orrori o bellurie visive, ma incoraggia le letture tra le righe. Sostiene Jacques Audiard, il regista del pluripremiato 'Il profeta', che ogni film di genere che si rispetta ha dentro le sue brave metafore. Bene, 'Daybreakers', per i cacciatori di metafore mette tantissima carne al fuoco. C'è il tema della civiltà rovesciata (...) C'è quello della lotta per il monopolio delle fonti di energia (...) Zeppo di riferimenti a film passati (da 'Matrix' agli 'Zombies' di Romero), 'Daybreakers' si permette persino una sottostoria che ricorda quella di 'Romeo e Giulietta' o del classico 'LadyHawke'. Delle due, allora, l'una. O prendete il film in malo modo (magari durante cattiva digestione) e allora vi potrà sembrare balordo guazzabuglio. Oppure come noi, rimarrete affascinati dall''attacco' e allora vi muoverete felici e intrigati, nel labirinto dell'avventura horror e delle mille citazioni del copione. Come 'chef' di orripilanze i fratelli Spierig ci sanno fare eccome. I personaggi li buttano in scena quando e come devono, Il digitale consente loro bellurie fascinose oltre la media. E il paesaggio (che poi è quello, australiano, del 'Signore degli anelli') si conferma il miglior scenario apocalittico offerto dal cinema. (Giorgio Carbone, 'Libero', 26 marzo 2010)

"Gli australiani Spierig Brothers (che amammo ai tempi del casalingo 'Undead') inventano una premessa da urlo, disgnano un futuro vampirocentrico interessante (si dorme di giorno e lavora di notte, tutti fumano tanto non si muore di cancro, l'industria dei pannelli anti-solari è alle stelle) per poi perdersi in una regia retorica e una sceneggiatura insoddisfacente. Avrebbe aiutato più autoironia. Alcune idee sono fulminanti, come i vampiri suicidi che per ribellarsi al sistema bevono il proprio sangue diventando peggio dei tossici. Ma 'Daybreakers' finisce la benzina nel tragitto tra serie B e serie A." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 26 marzo 2010)
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