Dap canh giua khong trung

VIETNAM, FRANCIA, NORVEGIA, GERMANIA - 2014
4/5
Dap canh giua khong trung
Huyen è un'adolescente costretta a prostituirsi per racimolare il denaro necessario a interrompere la sua gravidanza. L'unico cliente disposto a pagarla è un uomo con un debole per le donne incinte. Tuttavia quest'ultimo rende talmente felice la ragazza, che Huyen quasi dimentica il bambino che cresce dentro di lei ogni giorno di più.
  • Altri titoli:
    Flapping in the Middle of Nowhere
    Agitarsi nel mezzo del nulla
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: NGUYEN HOANG DIEP PER VBLOCK MEDIA, IN COPRODUZIONE CON THIERRY LENOUVEL PER CINÉ SUD PROMOTION, ALAN MILLIGAN PER FILMFARMS, DAVID LINDNER PER FILMALLEE

RECENSIONE

di Angela Prudenzi

Acqua. Sangue. Umori. Flapping in the Middle of the Nowhere della vietnamita Nguyen Hoàng Điep è un film dal corpo liquido e sfuggente come i sentimenti che animano la protagonista. Huyen, prostituta appena adolescente incinta del compagno-sfruttatore, è un essere puro in balia della vita nella cui corrente si lascia andare senza riuscire a opporre una vera resistenza. Non a caso all’inizio del film canta la canzone che regala il titolo le cui parole iniziali sono proprio “agitarsi nel mezzo del nulla”, frase quanto mai evocativa del suo stato esistenziale. Huyen infatti si dibatte incapace di definire il proprio domani. Tenere il figlio o al contrario decidere di non farlo nascere, è l’interrogativo che la lacera nella consapevolezza di non avere sufficienti mezzi per crescerlo. Quando finalmente decide di abortire e deve mettere insieme i soldi per l’intervento, l’unico cliente disposto ancora pagarla per fare l’amore è un amante delle donne incinte, che si invaghisce davvero di lei. Il caso irrompe nella vicenda, segnandone profondamente l’evoluzione.

Melodramma dai toni mai patetici o urlati, Flapping in the Middle of the Nowhere si muove intorno al genere contaminandolo con altra linfa rappresentata dal un tocco di horror e da una forte componente realistica. Soprattutto quest’ultima è la chiave per raccontare una società in disgregazione dove i rappresentanti dei ceti più umili si arrangiano oltre il lecito vivendo di prostituzione, scommesse, combattimenti tra galli e scazzottate punitive. Un coacervo di esistenze impotenti, preoccupate solo di sopravvivere giorno dopo giorno.

Se il tema è forte, non lo è meno lo stile della regista. Macchina a mano alternata a inquadrature di perfetta bellezza, fotografia avvolgente, un lavoro sul suono ai limiti del virtuosismo. Stile maturo e privo di pecche, senza però che questo segni mai una perdita di adesione alla realtà. E su questo ha certamente pesato il passato di Nguyen Hoàng Diep, autrice di numerosi documentari prima di questo suo riuscito debutto nel cinema di finzione. Flapping in the Middle of the Nowhere è un film toccante, equilibrato, coinvolgente.

NOTE

- PREMIO FEDEORA COME MIGLIOR FILM ALLA 29. SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA (VENEZIA, 2014).
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