Da morire

To Die For

USA - 1995
Da morire
A Little Hope nel New Hampshire, la vivace Suzanne Stone ha deciso di uscire dal grigiore della fredda provincia e lo vuol fare tramite la televisione, nel cui potere crede ciecamente. Sposato Larry Maretto, figlio di un ristoratore locale, già nel viaggio di nozze in Florida rivela, accettando le avance di un produttore televisivo, la sua assenza di scrupoli morali. Tornata a casa ed entrata nell'emittente televisiva locale per collaborare, dopo un breve apprendistato riesce a presentare le notizie meteorologiche, con giubilo dei parenti. Coltiva però l'ambizioso progetto di realizzare un documentario sulla gioventù locale per cui si reca in una classe del liceo dove ingaggia tre ragazzi: Lydia, Jimmy e Russell. Invano il marito vorrebbe dei figli e che lei si occupasse della pubblicità televisiva del suo ristorante. Temendo intralci alla sua carriera, la donna circuisce Jimmy rendendolo suo amante e schiavo, plagia Lydia e costringe Jimmy e Russell a uccidere il marito mentre lei presenta in televisione le notizie meteorologiche. Ma la polizia, analizzando i filmati scopre la relazione tra lei e Jimmy e registrando un incontro tra lei e Lydia ha le prove della complicità dei ragazzi. L'avvocato riesce ad invalidare la prova dei nastri e, pagando una cauzione, Suzanne, ormai in libertà, valuta le varie offerte che le sottopongono. Jimmy invece viene condannato all'ergastolo, mentre Russell, che non ha materialmente ucciso ed ha patteggiato, ha una pena ridotta. Suzanne è ormai in procinto di ottenere un colloquio con un produttore importante, che le dà appuntamento presso un fiume ghiacciato, per vendere il documentario sui ragazzi. In realtà è un sicario prezzolato da Joe Maretto, il padre di Larry, che la uccide gettandola nell'acqua. Lydia, che insieme a tutti i protagonisti ha rivissuto la storia, forse otterrà il successo in televisione tanto desiderato da Suzanne che credeva sua amica.
  • Altri titoli:
    Todo por un sueño
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 35 MM (1:1.85)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Joyce Maynard (Ed. Sonzogno)
  • Produzione: LAURA ZISKIN PER COLUMBIA PICTURES CORPORATION, THE RANK ORGANISATION
  • Distribuzione: UIP (1995), RCS (1999) - RCS FILMS & TV

NOTE

REVISIONE MINISTERO MARZO 1999 (SECONDA EDIZIONE)

CRITICA

"A Gus Van Sant ha giovato il lavoro su commissione, una pausa, una salutare distrazione dai suoi progetti autoriali. Perché la prima volta del regista indipendente a Hollywood ha sortito un risultato inatteso: il suo 'To Die For' (in italiano 'Da morire') é una graffiante commedia satirica che un mestierante qualsiasi non avrebbe mai saputo rendere così paradigmatica. Sembra incredibile, ma questo è il suo film più riuscito: con 'Drugstore Cowboy', 'Belli e dannati' e soprattutto con il tormentatissimo 'Cowgirls', inesorabilmente sbagliato nonostante i rimaneggiamenti subiti, Gus Van Sant ci aveva abituato a un cinema sempre in bilico fra l'espressione di un autentico talento e la bufala. Ed ecco che un soggetto non entusiasmante sulla carta, grazie a una regia estrosa, all'efficace commento rock e a un'interpretazione con i fiocchi, si trasforma in un film divertente e apocalittico, perché l'America di Gus Van Sant resta pur sempre il paese della follia travestita da normalità." (Cristina Jandelli, 'La Nazione', 23 settembre 1995)

"La storia tratta da un romanzo di Joyce Maynard ha difetti di insufficiente giustificazione psicologica, le scene in tribunale debbono troppo a 'Serial Mom' di John Waters; il film è certo meno realistico e struggente di altre opere di Van Sant eppure non meno sardonicamente accusatorio, è più brillante e accessibile agli spettatori eppure durissimo." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 23 settembre 1995)

"Un film amaramente critico ma mai pedante o didascalico, che fa il verso al caos massmediologico nostro contemporaneo con allarmante eppure divertente mixage narrativo." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 26 settembre 1995)

"Tratto da un bel romanzo (Sonzogno) di Joyce Maynard ('cammeo' nel ruolo dell'avvocatessa), divertente, incalzante, attualissimo e crudele, 'Da morire' è un piccolo miracolo, per almeno tre ragioni. Prima: Nicole Kidman, le sue battute, le sue incredibili mises, il suo personaggio di bionda arrivista e sentenziosa, incarnazione della tv, dei sogni che nutre, della non-vita e non-cultura che promuove (l'informazione-spettacolo, ovvero la morte dell'una e dell'altro). Secondo: il brillantissimo script del grande Buck Henry (altro 'cammeo': è il professore), che dispensa battute memorabili ma guarda anche con affetto e attenzione ai personaggi minori." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 ottobre 1995)
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