DA BERLINO L'APOCALISSE

ITALIA - 1967
Mentre l'agente segreto francese Julien Saint Dominique ha un colloquio, su di un barcone in un canale di Berlino, con il collega Felix, qualcuno spara una fucilata. Felix cade in acqua ed il suo corpo non è più ritrovato. Si pensa che quell'uccisione segni l'inizio di qualche grossa operazione nella divisa città tedesca. Il colonnello Lassalle, del controspionaggio francese, dà allora pieni poteri allo stesso Julien perché inizi le indagini. L'agente vorrebbe mettersi in contatto con lo scienziato Reischau, ma costui è stato rapito nella sua abitazione di Berlino Ovest. Con l'aiuto di un altro agente occidentale, Julien riesce a penetrare in una centrale della polizia di Berlino Est, giusto in tempo per ricevere dalle labbra del morente Reischau l'enigmatica segnalazione di un pericolo incombente nelle fogne della città. Salvatosi a stento e tornato all'Ovest, Julien - che ha fatto la conoscenza di due ragazze dal comportamento piuttosto ambiguo: Olivia e Ingrid, figlia di Reischau - viene distratto da una falsa pista architettata da Olivia. A Città del Messico, dove egli si reca per avere importanti rivelazioni da lord Kinsey, sfugge ad un nuovo attentato. Di nuovo a Berlino, Julien scopre che Felix non è morto ed è a capo di un'organizzazione filocinese che intende provocare un conflitto in Europa interferendo abilmente sulle telecomunicazioni dei vari comandi militari. Julien non fatica a distruggere l'intero covo, mentre alcune pattuglie vanno già scontrandosi nelle fogne della città, spinte dai falsi ordini diramati da Felix. Il pericolo è così scongiurato appena in tempo.
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: SPIONAGGIO
  • Specifiche tecniche: TECHNISCOPE TECHNICOLOR
  • Tratto da: DAL ROMANZO "CALINE OLIVIA" DI JEAN LABORDE
  • Produzione: EUROPEAN INC. (ROMA) -TRANSINTER FILM (PARIS) - UFA INT. (MUNCHEN)
  • Distribuzione: WARNER BROS

NOTE

TITOLO TEDESCO: HEISSES PFLASTER FUR SPIONE
TITOLO FRANCESE: LE TIGRE SORT SANS SA MERE

CRITICA

" (...) Diretto con spigliatezza e misura, dotato di molte buone invenzioni, spesso divertente più che drammatico (come voleva appunto essere) "Da Berlino l'apocalisse" si vale di Roger Hanin, attore ormai consumato a queste cose, di Ivan Desny e di Margaret Lee". (T. Chiaretti, "Vie Nuove", febbraio 1967).
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