Cuore

ITALIA - 1973
Il film attualizza quattro episodi del famoso libro di Edmondo De Amicis, sostituendone i contenuti con tematiche che vanno dalla prima guerra mondiale fino ai fenomeni migratori dei nostri giorni. PRIMO EPISODIO: Sangue romagnolo. Ferruccio, uscito di scuola, invece di tornare a casa dove è rimasta sola la nonna poichè il padre e la madre sono andati di corsa all'ospedale a ricoverare la figliola, bighellona con i compagni fino a rientrare tardissimo. Non appena arrivato, irrompono i ladri in cerca di denaro. Seviziato e percosso il ragazzo resiste. Poi è ucciso incidentalmente da un colpo diretto alla nonna. SECONDO EPISODIO: Il tamburino sardo. Un gruppo di partigiani si attesta in un cascinale facilmente vulnerabile dai militari tedeschi. Il nucleo ha già gravi perdite, il ragazzo si offre per chiamare aiuto. Pur ferito raggiunge la formazione. Poi muore. TERZO EPISODIO: La piccola vedetta lombarda. Arriva a S. Basilio - mentre si combatte la prima guerra mondiale - una formazione sbandata di cavalleggeri italiani. Nel paese disabitato trovano solo un giovane pastore che, salito sul campanile, trasmette notizie del fronte ai soldati. Ma, colpito, vuole ancora rendersi utile: muore precipitando. QUARTO EPISODIO: L'infermiera di Tata. Un ragazzo meridionale, Guido, arriva a Napoli in cerca del padre ricoverato nell'ospedale Pellegrini. Crede di averlo individuato in un degente giudicato spacciato. E decide di assisterlo fino alla guarigione. Un giorno, invece, si imbatte nel suo vero padre che sta uscendo dall'ospedale. Si riconoscono, si abbracciano; ma Guido, come aveva promesso, torna ad assistere l'emigrato morente.
  • Durata: 80'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA EASTMANCOLOR
  • Tratto da: ispirato al romanzo omonimo di Edmondo De Amicis
  • Produzione: LIDO
  • Distribuzione: REGIONALE - GOLDEN VIDEO

CRITICA

"Con schemi e sensibilità ottocentesca il film è tutto ispirato dalla buona volontà di ritrovare nella recente storia alcuni valori umanitari e patriottici. Ma alla intenzione non corrisponde la bontà dello spettacolo: mal raccontato, poco credibile e talora ingenuo. Tuttavia il lavoro non si presta ad equivoci, per cui moralmente è da ritenersi accettabile." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 77, 1974)
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