CRONACA DI UN DELITTO

ITALIA - 1951
Viene ucciso il direttore di una fabbrica: dell'assassinio è accusato il disegnatore Sergio Bruni. Dopo due anni di carcere preventivo Sergio è assolto per insufficienza di prove; ma ritornato nella città natale, si vede accolto con freddezza e diffidenza. La sua fidanzata gli volge le spalle, la direzione della fabbrica, per un riguardo verso il figlio dell'ucciso, l'ingegnere Giorgio, decide di non ammetterlo in servizio. Per consiglio di Elena, un'operaia, che non lo crede colpevole, Sergio si reca dall'ingegnere Giorgio e riesce a convincerlo della propria innocenza. Anzi Giorgio lo riammette nel proprio reparto. Ora si tratta di trovare il vero colpevole. Il processo indiziario si basava soprattutto sulla testimonianza di un operaio, Luciano. Questi, oppresso dal rimorso, confessa al proprio padre che il direttore fu ucciso dal caposquadra Martini, sorpreso insieme a lui a rubare; poi si reca da Martini, chiedendogli del denaro per espatriare. Temendo d'essere da lui compromesso, Martini l'uccide. Ancora una volta Sergio è fatto bersaglio a sospetti; ma la testimonianza del padre di Luciano ne attesta la completa innocenza. Martini è arrestato; Sergio, che ha riconquistato la stima dei concittadini, potrà iniziare una nuova vita al fianco di Elena.

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