Crimson Peak

USA - 2015
3,5/5
Crimson Peak
New York, all'alba del 20° secolo. La giovane Edith Cushing, un'aspirante scrittrice che vive con il padre, Sir Carter Cushing a Buffalo, è cresciuta con l'ossessione della perdita della madre e con il potere di comunicare con le anime dei morti, che le hanno consegnato un misterioso messaggio: "Fai attenzione a Crimson Peak". Estranea agli ambienti dell'alta società, Edith è contesa tra due pretendenti, rivali tra loro: il compagno d'infanzia dott. Alan McMichael, un brillante intellettuale che stimola la sua mente, e l'irresistibile seduttore Thomas Sharpe, uno sconosciuto che apprezza Edith per quella che è realmente. Ed è quest'ultimo che le rapisce il cuore. Quando il padre della ragazza muore in strane circostanze, Thomas decide di portare Edith nella sua lussuosa tenuta di famiglia, Allerdale Hall, dove vive anche la sorella di lui, Lucille, una donna misteriosa e affascinante. Il vasto e misterioso palazzo gotico, è situato sulla sommità di una miniera sotterranea, dove l'argilla rosso sangue che filtra attraverso la neve macchia la montagna e per questo si è guadagnato il nome "Crimson Peak". Ben presto la vita di Edith a Crimson Peak viene ossessionata da incubi e fantasmi cremisi; misteriosi segnali che la ragazza cercherà di decifrare prima che sia troppo tardi. Tra desiderio e tenebre, mistero e pazzia, tutti coloro che metteranno piede in questo luogo dovranno scontrarsi con la verità che giace dietro Crimson Peak.
  • Durata: 119'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, HORROR, FANTASY
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA XT, ARRIRAW (2.8K), D-CINEMA (1:1.85)
  • Produzione: THOMAS TULL, JON JASHNI, GUILLERMO DEL TORO, CALLUM GREENE PER LEGENDARY PICTURES/DDY PRODUCTION
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Vietato 14
  • Data uscita 22 Ottobre 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Una montagna rosso sangue. Sulla quale – desolata – si erge una casa tutto fuorché “ospitale”. Il centro nevralgico del nuovo, atteso film di Guillermo del Toro, è qui. Su una rupe arcigna di fine ‘800, dove l’innocente Edith (Mia Wasikowska) scoprirà poco a poco terribili verità sul fascinoso neomarito, il baronetto inglese Thomas Sharpe (Tom Hiddleston) e la di lui sorella, la bellissima e sfuggente Lucille (Jessica Chastain).

Dopo aver giocherellato con gli irresistibili “robottoni” nella total war contro gli alieni di Pacific Rim, il regista messicano torna ad immergersi nel gotico e nel fiabesco, riportandoci indietro di più di un secolo: nella Boston del 1886 la piccola Edith assiste al funerale della mamma, appena morta di colera. Il fantasma della donna – poco dopo – metterà in guardia la sua bambina dai pericoli di Crimson Peak. È un’apparizione tutt’altro che “soave”, e l’orrore di quell’ammonimento, pur non compreso nella sua pienezza – come narra la stessa Edith – “avrebbe cambiato la mia vita per sempre”. Già, perché crescendo, la ragazza con aspirazioni da scrittrice non riuscirà a leggere tra le righe di un inganno che potrebbe rivelarsi fatale. A differenza del padre (Jim Beaver), magnate dell’industria ferroviaria, che sin da subito intuisce qualcosa di losco intorno al nuovo spasimante (opportunista?) della figlia. Tanto da ingaggiare un detective privato per tentare di far luce sul passato di Thomas e di Lucille. Informazioni troppo preziose da custodire senza prendere adeguati accorgimenti…

[caption id="attachment_79048" align="alignnone" width="300"]Jessica Chastain e Tom Hiddleston: Crimson Peak Jessica Chastain e Tom Hiddleston: Crimson Peak[/caption]

Camaleontico da sempre, tra i pochi registi contemporanei a saper spaziare con disinvoltura tra l’horror (Cronos), la fantascienza (Mimic e la serie tv The Strain) e il fumetto (Blade II e Hellboy), a fondere la meccanicità di effetti “artigianali” con le infinite possibilità della CGI, a fronteggiare i fantasmi e i mostri della Storia (La spina del diavolo e Il labirinto del fauno), Guillermo del Toro mai come in questa occasione sembra voler “mescolare” tutte le suggestioni derivanti dal suo cinema.

Ed è proprio nelle viscere, nelle fondamenta di Allerdale Hall, l’enorme e fatiscente casa della dinastia Sharpe, che finiremo per ritrovare le ragioni di una follia macabra e al tempo stesso lucidissima, la pastosità cremisi contrapposta alla fluidità di trasparenze minacciose e imprigionate. Spiriti tormentati, che in linea con la migliore tradizione (letteraria, cinematografica) infestano la magione quasi alimentandosi delle paure e dei dubbi della protagonista. Spifferi di un passato che non muore, aliti di vita soffoca(n)ti che, finalmente, potrebbero trovare l’insperata pace eterna.

Visioni fluttuanti, contrapposte alla rigidità di costumi troppo stretti per imbrigliare la sensibilità di Edith (l’unica, non a caso, in grado di percepire quelle oscure presenze) e l’estro di Del Toro: ma bisognerà fare i conti con l’algida severità di Lucille, una Jessica Chastain (vedi servizio successivo, ndr) fortemente voluta dal regista dopo La madre, horror del 2013 da lui prodotto per la regia di Andy Muschietti: un triangolo insolito, quello di Crimson Peak, regolato dalle diverse sfumature che può avere l’amore.

[caption id="attachment_82774" align="alignnone" width="300"]Ancora Tom Hiddleston nel film di Guillermo del Toro Ancora Tom Hiddleston nel film di Guillermo del Toro[/caption]

Come la vita, e la morte, che nel cinema di Guillermo del Toro continuano a intrecciarsi senza soluzione di continuità. Il taglio con il passato, ammesso che di taglio si tratti, possiamo trovarlo forse in un differente modo di rapportarsi alle immagini: dopo anni di collaborazione con Guillermo Navarro, il regista si avvale stavolta del direttore della fotografia danese Dan Laustsen. Alla ricerca di una nuova “luce” nel buio di paure ancestrali da liberare. Per poi dominarle.

CRITICA

"Con 'Il labirinto del fauno' e due 'Hellboy', il messicano Guillermo Del Toro s'è guadagnato le credenziali di piccolo maestro del cinema fantastico. Prometteva molto, dunque, 'Crimson Peak' storia (...) densa di atmosfere gotiche e sinistre fin dal soggetto. (...) Il film parte bene. Però Del Toro non sa resistere all'evocazione di sanguinolenti pupazzoni a effetti speciali, insieme spaventosi e vagamente ridicoli, che guastano l'atmosfera di mistero." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 22 ottobre 2015)

"Gran festa in onore del gotico: film visionario, di sangue, neve e di creta, tipo Corman. Un trio di attori esangui, belli, magnifici." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 28 ottobre 2015)

"Cineasta eclettico, come attestano i suoi film (...), il messicano Guillermo del Toro (...) torna con «Crimson Peak» ai prediletti scenari cupi e angoscianti: in un melodramma in costume (inizio del 20 secolo), intrecciato su un triangolo maledetto, egli raffigura una vicenda tenebrosa, ispirandosi a situazioni, personaggi e atmosfere sia di alcuni romanzi («Cime tempestose», «Rebecca la prima moglie», «Dragonwyck», «I misteri di Udolpho», «Lo zio Silas»), sia di alcuni film, come i gialli all'italiana (Mario Bava, Lucio Fulci), gli horror della britannica Hammer Film Productions e le trasposizioni di romanzi di EdgarAllan Poe, firmati da Roger Corman. In una realizzazione suggestionante (la cinepresa con movimenti lenti e ipnotici esplora ambienti mossi da giochi cromatici), del Toro avvicina e fonde in una studiata impaginazione elementi, formali e di contenuto, del thriller, del fantastico e dell'horror, firmando un film ammirevole per la scenografia, i costumi, gli effetti e gli stimoli visivi, che regalano momenti (pochi) di terrore. Un film, purtroppo, per nulla originale sul piano sia della storia (uomini fatali e tormentati, giovani donne in pericolo, dimore infestate da oscure presenze) che del suo svolgimento, una storia gotica, centrata soprattutto sulle dinamiche sentimentali di Edith Cushing (...)." (Achille Frezzato, 'L'Eco di Bergamo', 29 ottobre 2015)

"Il nono film del messicano Guillermo del Toro è un affettuoso omaggio al gotico italiano partendo da Mario Bava ('La maschera del demonio') per arrivare a 'Profondo rosso' di Dario Argento (c'è un assassinio che ricorda quello di Glauco Mauri nel capolavoro argentiano). Nell'ossessivo citazionismo sta il pregio e il difetto di un film per fan horror. Nelle scenografie dell'inquietante dimora Sharpe (lacerata, sporca e gravida di segreti come quei due fratelli) e nell'argilla rosso sangue che emerge pulsante dal terreno come se avesse vita propria, le vere star di un film che va vissuto a livello sensoriale. Bravo Hiddleston nella sua malinconia crepuscolare (sembra il sosia di quel Peter Cushing icona horror inglese citato anche per il cognome di Edith). Ma lo show è tutto di Jessica Chastain. La solare californiana lanciata dal Malick di 'The Tree of Life' mette i brividi. Lei è morbosa dall'inizio alla fine. Il film meno." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 2 novembre 2015)
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