Conan the Barbarian

USA - 2011
3/5
Conan the Barbarian
Le fantastiche avventure di Conan, guerriero di Cimmeria, in cerca di vendetta contro i responsabili della morte di suo padre e degli abitanti del suo villaggio.
  • Altri titoli:
    Conan 3D
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: 3D - 35 MM (1:2.35)
  • Tratto da: personaggio Conan il barbaro, protagonista di una serie di racconti e romanzi di Robert Ervin Howard
  • Produzione: MILLENNIUM FILMS, NU IMAGE FILMS, PARADOX ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 18 Agosto 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Conan is back, il guerriero cimmero è tornato: 20 anni dopo il cult diretto da John Milius, interpretato da Arnold Schwarzenegger e prodotto da Dino De Laurentiis, il barbaro rivive con chioma e pettorali di Jason Momoa, camera di Marcus Nispel (specialista in riesumazioni: Non aprite quella porta e Venerdì 13) e intenzioni degne del mostro norvegese Breivik: “Vivo. Amo. Uccido… Sono soddisfatto”.
Ovvio, scatta il paragone, che non tiene: Schwarzy - avremmo poi scoperto interpretava se stesso… - era (quasi) silente, Momoa straparla, là c'era il nichilismo sciovinista, qui un sessismo fracassone, là c'era desolazione autentica, qui cartapesta in CGI, che manco nei Maciste nazionali...
Eppure, il fascino rimane: non è il 3D (una moda senza riscontri), non è il cast (c'è Ron Perlman, con la sua vera faccia per maschera!) né il passatismo, che guarda al Conan letterario di Robert E. Howard del ‘32 più che all'adattamento del 1982, ma la sana e robusta costituzione di genere fantasy, la voglia matta e pretestuosa di menare le mani, la solidarietà maschile a scapito dell'amore per la Tamara di turno (Rachel Nichols). Nemmeno i problemi di continuità e una seconda parte boccheggiante possono fermarla: la barbarie è qui e ora.

CRITICA

"In America imperversa il 'rebooting': un altro modo per dire che al cinema si raccontano sempre le stesse storie. Dopo avere applicato la formula al repertorio dell'horror-cult con nuove versioni di 'Non aprite quella porta' e 'Venerdì 13', il regista Marcus Nispel abborda il repertorio dell' 'heroic fantasy' rilanciando in 3D il personaggio creato da Robert H. Howard. (...) Se il nuovo attore chiamato a dar corpo all'eroe, Jason Momoa, non ha l'imponenza di Schwarzie, risulta più credibile e tormentato nella parte del barbaro dal cuore di tenebra. Va da sé che, poi, il risultato finale è sempre lo stesso: fare ai nemici ciò che quelli vorrebbero fare a lui. Tra scenografie sontuose e mostri godibili, il filmone è ben diretto, senza lunghezze, non ripetitivo, testosteronico." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 20 agosto 2011)

"Quasi trent'anni fa fece il suo debutto sul grande schermo il personaggio di Conan il barbaro, già eroe dei fumetti della Marvel, e grazie alla regia di John Milius, alla sceneggiatura di Oliver Stone e all'interpretazione legnosa ma fisicamente aderente di Arnold Schwarzenegger nacque un mito. II 'Conan' originale era prodotto da De Laurentiis con tipico fiuto commerciale e ora la vedova di Dino Martha, ha prodotto questa nuova edizione del film, avvalendosi anche della tecnologia 3D. Certo, non ci sono più Milius e Stone, e si sente: la sceneggiatura, che nell'originale era ricca di riflessioni quasi filosofiche, qui è piatta come una tavola da surf. In compenso l'azione ne guadagna: chi rivede oggi il 'Conan' di Schwarzy lo trova insopportabilmente lento, mentre quello di Nispel, interpretato dal gigante indonesiano Momoa, è velocissimo e incalzante, con scene d'azione efficaci come quella degli uomini sabbia. Per il resto 'Conan' è un bamboccione 'de coccio' che, alla domanda della neofidanzata Tamara (Nichols) «Pensi che esista un senso nella nostra esistenza?», risponde (testuali parole): «Non lo so, e non me ne frega niente»." ('Europa', 20 agosto 2011)

"Piacerà ai fan dei film di spada e stregoneria. Il film offre un'insalatona di battaglie che li farà certo satolli. Certo, scordatevi il 'Conan' di Schwarzenegger, e l'ideologia 'superomistica' del regista di allora, il grande (e oggi un po' rimba) John Milius." (Giorgio Carbone, 'Libero',19 agosto 2011)

"'Conan' è da sempre simbolo di potenza fisica e qui al posto di Arnold Schwarzenegger, che da campione di body building diventò una star grazie alle due pellicole sul barbaro girate negli Anni 80, abbiamo Jason Momoa, 32enne americano di origini hawaiane. (...) 'Conan' vive nel passato dimenticato della terra (l'Età Hyboriana, tra la caduta di Atlantide e la Storia Ufficiale), un'era favolosa di magia e violenza, viene dalla Cimmeria, una terra arretrata, e diventerà re della progredita Aquilonia, i gladiatori sono schiavi barbari che i civilizzati romani fanno lottare fra di loro. (...) Il film si annuncia mediocre e anche abbastanza infedele rispetto alle storie originali: come primo film di 'Conan' (ma a differenza dei racconti di Howard), diretto da John Milius (anch'esso infedele, ma nella sua grandiosità aveva catturato lo spirito del personaggio). (...) Se ci sarà un vero ritorno di Conan, sarà a nostro avviso molto probabilmente in tv, magari proprio sotto l'egida di Sam Raimi e Robert Tapert, produttori di 'Spartacus' e negli Anni 90 di 'Hercules'. Del resto il vero 'Conan' (quello di Howard e dei fumetti Marvel degli anni 70-80 altro non è che un eroe duro e ribelle alla 'Spartacus' in un mondo fantasy alla 'Hercules'." (Stefano Priarone, 'La Stampa', 18 agosto 2011)
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