Cominciò tutto per caso

ITALIA - 1992
Cominciò tutto per caso
Stefania è un'attrice mancata approdata ormai definitivamente al doppiaggio, Luca è un giornalista con un passato fatto di impegno politico. Si sono sposati alcuni anni prima, ma solamente adesso la loro vita economica ha preso una piega stabile: lei ha firmato il contratto per doppiare la protagonista di un'infinita telenovela sudamericana e lui ha ottenuto un impegno fisso nella redazione di un settimanale prestigioso. E' il momento giusto per sistemare la casa, cambiare le auto.... e fare un bambino. E' così che entrano in scena: Marilù, una ragazza filippina presa a servizio full-time da Stefania per occuparsi della figlia e Romolo, un giovane idraulico di un paese di provincia approdato in casa di Luca e Stefania per riparare un rubinetto. Ed è davanti a quel rubinetto che avviene il colpo di fulmine. Mentre fiorisce l'amore tra i due ragazzi, Stefania scopre che Luca la tradisce con Serena. Stefania, non senza un pizzico di malinconia, segue l'evoluzione della storia d'amore tra Romolo e Marilù tenendosi a distanza, ma ad un certo punto, quando i due ragazzi sono forzatamente separati dalle rispettive famiglie, per pregiudizi razziali, differenze culturali ed altri motivi, entra in campo di persona, diventando la loro paladina.
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: ROMANTICO
  • Produzione: MARCO POCCIONI E MARCO VALSANIA PER RODEO DRIVE
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE ITALNOLEGGIO CINEMATOGRAFICO - PENTAVIDEO MEDUSA VIDEO (PEPITE)

NOTE

REVISIONE MINISTERO MARZO 1993.

CRITICA

Umberto Marino, già commediografo e sceneggiatore di successo, firma il primo film in proprio senza staccarsi dal cordone ombelicale. Un chiacchiericcio romano centrico e degli attori fin troppo"giusti" per raccontare ancora una volta i piccoli grandi guai di una generazione né carne né pesce, sospesa tra nostalgia e borghesia, cause di separazione e lavandini che scorrono, colf filippine e immaginario televisivo. In fondo, l'autore di "Italia Germania 4 a 3" e "Volevamo essere gli U2" potrebbe essere un epigono dei Comencini, Emmer o Risi anni cinquanta, ma i cosidetti "traditori" del neorealismo erano più professionali nell'impianto e più tempestivi nel bozzetto. (Valerio Caprara, Il Mattino) L'amore difficile di una coppia sofisticata di giovani patroni (Margherita Buy, Massimo Ghini) a contrasto con l'amore felice d'una semplice coppia di lavoratori dipendenti. (Lietta Tornabuoni, La Stampa)
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