Come un uragano

Nights in Rodanthe

USA, AUSTRALIA - 2008
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Come un uragano
Adrienne Willis, per sfuggire all'infelicità che sta attanagliando la sua vita matrimoniale, decide di andare per qualche giorno ad aiutare una sua amica nella gestione di una locanda nella cittadina balneare di Rodanthe, nella Carolina del Nord. Tuttavia, l'idea di un piacevole soggiorno viene immediatamente sconvolta dal sopraggiungere di un uragano. Costretta ad una coabitazione forzata con l'unico ospite della locanda, il dott. Paul Flanner, Adrienne inizia a confidarsi con lui scoprendo quanto entrambi siano accomunati dall'insoddisfazione per le reciproche esistenze. A poco a poco l'attrazione tra i due diventa più forte e Adrienne e Paul si abbandonano ad un amore struggente e appassionato che lascerà per sempre il segno nelle loro vite.
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Tratto da: romanzo omonimo di Nicholas Sparks (ed. Frassinelli, 2002)
  • Produzione: WARNER BROS. PICTURES, VILLAGE ROADSHOW PICTURES, DINOVI PICTURES
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 19 Dicembre 2008

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Sarà pure Come un uragano, ma questa reunion - la terza - tra Richard Gere e Diane Lane ha poco di travolgente. Le torbide passioni di Unfaithful (e quelle sfavillanti di Cotton Club) si placano stavolta nei languidi scenari di una piccola cittadina costiera, tra distese di sabbia, gabbiani e tramonti sul mare. Lì sorge una locanda per cuori solitari, il posto ideale per fuggire dai dispiaceri o ritrovare se stessi. L'habitat perfetto per un Richard Gere canonico: taciturno, tormentato, vagamente vulnerabile, una morte sulla coscienza e un figlio che non lo vuol più vedere. Alla locandiera Diane Lane - anche la sua situazione familiare non sprizza gioia - non sembra vero che uno così arrivi nella poco allettante stagione invernale, e a dire il vero neppure a noi. Ma tant'é. I due - complice una tempesta metereologica improvvisa - finiscono l'uno nelle braccia dell'altra. C'é tempo per una fugace ma intensa storia d'amore, e la promessa di ritrovarsi dopo aver risolto i rispettivi problemi. Ma il destino ha in serbo altri piani... Se non fosse per l'alchimia tra la Lane e Gere, Come un uragano sarebbe fasullo come un film strappalacrime per la televisione. Invece così è solo l'ennesimo melò (il quarto) tratto da un romanzo di Nicholas Sparks (Nights in Rodanthe), che mostra più pathos di quanto non ne riesca a trasmettere. Diretto dall'esordiente George C. Wolfe, resta fedele all'armamentario tematico dello scrittore - i ricordi, la morte, la seconda occasione - e alla sua sensibilità necrofila e un pò di maniera (si pensi ad altri due adattamenti cinematografici dei lavori di Sparks, Le parole che non ti ho detto e Le pagine della nostra vita). Uno schema che ricalca quello del romance più convenzionale: ripiegamento assoluto e fuori dal tempo, con lo sfondo (una realtà storica riconoscibile) riportato alla sua mera funzione decorativa. C'é da chiedersi se nell'epoca delle passioni deboli ci sia ancora un pubblico disposto a identificarsi con situazioni e personaggi così definitivi, dove gli elementi in gioco sono immani (uragani e destini) e i sentimenti travolgenti. Di certo al film non ha giovato la scarsa vena degli sceneggiatori (John Romano e Ann Peacock) nel ricreare dinamiche psicologiche sincere, e la confezione patinata che fa rimpiangere sia i furori del melò più classico che l'oltranzismo indie verso un'estetica del quotidiano.

CRITICA

"Esemplare dell'ingiustificata sudditanza del nostro mercato. Più che mercato discarica di ogni piccola paccottiglia americana di cui, ecco qui un caso da manuale, non si sentiva la necessità. Richard Gere lasciamo perdere, prestazione molto al di sotto del minimo sindacale. Diane Lane invece ci starebbe con la sua grazia navigata e matura senza aver perso freschezza giovanile." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 19 dicembre 2008)

"Fra sguardi lunghi, pesce alla griglia e vino rosso, finalmente Gere e Lane, che non sembrano convinti più di tanto, recitando col pilota lacrimoso automatico, decidono d'amarsi. Toccata la felicità col dito, lui parte e inizia la parte epistolare: meno male che la posta funziona, questo è il lato interessante. Il resto è manierismo, ma quando gli attori piangono a noi viene da ridere e quando ridono ci viene da piangere: segno che qualcosa non funziona nella inerte sceneggiatura di John Romano basata su un libro di Nicholas Sparks, che si era già dichiarato in 'Le parole che non ti ho detto' e non cambia marcia al suo senso piagnone della vita e del cinema, anche se stavolta non manda messaggi nella bottiglia nell'oceano." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 dicembre 2008)

"Il regista George C. Wolfe, viene dal teatro e questo è il suo primo film. Predilige le scene madri, i grandi dolori, addirittura gli strazi e il romanzo cui si è rivolto gliene aveva procurati a bizzeffe, così i pianti, nel finale, si sprecano mentre, a compensarli, gli scontri tra genitori e figli all'inizio molto accessi si smorzano fino a suscitare, però nuove commozioni, all'insegna appunto, delle lacrime. I sentimenti, ad ogni modo, messi tutti in fila sono buoni, le intenzioni di dar loro la massima evidenza sono chiare, così è possibile aderirvi, specie se si incontrano nei climi natalizi che ci attendono. Gli interpreti, del resto, non si sottraggono ad esprimerli al meglio. Come Paul c'è Richard Gere, con molte rughe nei primi piani e capelli sempre più grigi, ma ancora plausibile anche come innamorato ricambiato. Al fianco, come Adrienne, ha Diane Lane, che lo conosce bene perché ha già interpretato altri due film con lui, 'Cotton Club' di Coppola e 'Unfaithful-L'amore infedele' di Adrian Lyne. Non è bellissima ma può piacere." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 19 dicembre 2008)

"Le signore più sensibili piangeranno a dirotto, grazie anche alle lacrimose lettere con cui il chirurgo grafomane inonda la sua bella. Vale la pena di riportare integralmente un passo da sbellicarsi: 'Qui la natura è fantastica, ma neanche paragonabile alle vette e alle valli che ho visitato sul tuo corpo', con l'immaginazione si può intuire il ciglio umido e la fronte aggrottata del mittente, il grigione pensieroso Richard Gere. Un attore da Oscar. Al contrario, beninteso." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 19 dicembre 2008)

"Brindiamo al miracolo hollywoodiano. E' veramente difficile trovare oggi una storia d'amore che coinvolga due attori di quarantatre (lei) e cinquantanove anni (lui). Il regista è un mostro sacro di Broadway all'opera prima, il soggetto è tratto dai romanzi strappalacrime di Nicholas Sparks e la coppia è così affiatata da farci tollerare anche i momenti più grossolani. E ce ne è qualcuno. Probabilmente hanno già lavorato insieme ". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 19 dicembre 2008)

"Per un'oretta, conquistati dalla presenza di due attori da applauso, 'Come un uragano' si segue volentieri, poi inciampa nei luoghi comuni del genere sentimental-lacrimoso di cui trabocca l'originario best seller di Nicholas Sparks." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 19 dicembre 2008)
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