Come l'acqua per gli elefanti

Water for Elephants

USA - 2011
1/5
Come l'acqua per gli elefanti
Dopo la morte dei suoi genitori, Jacob, studente di veterinaria, decide di abbandonare tutto e cambiar vita. L'occasione si presente grazie a un circo scalcagnato, gestito da un sadico direttore. Jacob entrerà nel bizzarro mondo circense e, grazie anche a una dolcissima acrobata, potrà dare inizio a una nuova, insolita e incredibile vita.
  • Durata: 121'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION PANAFLEX MILLENNIUM XL, 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo "Acqua agli elefanti" di Sara Gruen (Ed. Neri Pozza, coll. 'I narratori delle tavole')
  • Produzione: 3 ARTS ENTERTAINMENT, CRAZY HORSE EFFECTS, FLASHPOINT ENTERTAINMENT, FOX 2000 PICTURES
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA
  • Data uscita 6 Maggio 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Lapidario Le Monde: la tecnica si evolve, i sogni no. Si parlava di Hollywood, nello specifico della renaissance dei generi classici, a cui di diritto appartiene anche questo polpettone melodrammatico tratto dal bestseller di Sara Gruen, Come l'acqua per gli elefanti.
A dire il vero il romanzo offriva diverse chiave di lettura ma Francis Lawrence, regista non memorabile dell'opinabile Constantine, non era una garanzia di coraggio, mentre la presenza nel cast dell'unica vera star rimasta oggi in America - Robert Pattinson (affiancato peraltro da due Premi Oscar, Reese Witherspoon e il malvagio ossidato Christoph Waltz) - indicava inequivocabilmente l'esito dell'operazione. Stucchevole e vampirizzata dalla star di Twilight.
Siamo negli anni della Grande Depressione e Pattinson è figlio unico di una coppia di immigrati polacchi: li perderà in disgrazia, rovinandosi finanziariamente e finendo peggio, in un circo diretto da un sadico e nel letto della di lui moglie, la slavata Reese, intensa come un palo della luce a mezzogiorno. Ed è allora che esplodono fremiti in technicolor e cattive passioni, ascessi e palpiti, gloria e distruzione, in questo Titanic coi tendoni (come nel film di Cameron, anche qui il racconto viene circoscritto dal ricordo di un vecchio sopravvissuto) che fa a botte con la Peta (l'associazione animalista) e a cazzotti con la credibilità. Prima di schiantarsi nell'iceberg di un finale annunciato.
Peccato. Nello smarcarsi tanto da Chaplin quanto da Fellini, Lawrence non coglie fino in fondo l'implicita metafora del circo, bagliore e orrore della società americana: eppure era un percorso obbligato, considerato il periodo (la Grande Depressione) e l'abbrutimento dell'homo oeconomicus; e se le affinità orwelliane tra uomini e bestie - entrambi in gabbia, feroci e istintivi, massacrati e massacratori - sono smaccate, il discorso sulla relazione ambigua, consustanziale e storica, della cultura americana con il mondo animale (solo al cinema ha avuto molteplici declinazioni: dal cowboy a cavallo al cane di famiglia, dallo squalo all'orca assassina), caso particolare del più generale problema di come addomesticare una natura selvaggia, è poco incisivo. Tolte ovviamente un paio di ignobili frustate e la rivincita senza appello di una sontuosa elefantessa su un branco di attori sin troppo ammaestrati.

CRITICA

"Se già il best-seller di Sara Gruen non dissetava, l'adattamento predica siccità. Grande Depressione, l'amante Robert Pattinson ci fa (...) e ci è (discreto attore), l'amante e moglie Reese Whiterspoon fa di scucchia poca virtù, il marito Christoph Waltz è ancora il nazista Bastardo di Tarantino: letteralmente, un triangolo da circo, equestre nel risultato e mastodontico per contatto, perché l'unica nota lieta è l'elefantessa Rosy, che fa i numeri, prende le botte e regala tenerezza. Non c'è Fellini sotto il tendone, bensì dovrebbe risiedere l'ultra-capitalismo americano: il sadico profitto di Waltz, invece, lascia spazio al feuilleton tra Rob e Reese, trito che più trito non si può. Un'occasione persa, e male: dialoghi per le lunghe, drammaturgia fuori fuoco, un barrito lo seppellirà." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 5 maggio 2011)

"Piacerà a chi riesce a digerire le storie romantiche (e l'esangue Robert Pattinson) a patto che siano cucinate da rinomati chef. Qui lo sceneggiatore è Richard La Gravenese ('I ponti di Madison County') e il regista Francis Lawrence di 'Io sono leggenda': Cosa chiedere di più?" (Giorgio Carbone, 'Libero', 6 maggio 2011)

"Lui, lei, l'altro e l'elefante. (...) Tratto dall'omonimo best seller del 2006 firmato Sara Gruen, 'Come l'acqua per gli elefanti' è un film in costume pacato e un po' annacquato cui manca la crudezza della fonte letteraria. Pattinson reduce da 'Twilight' e Witherspoon reduce da 'Come lo sai?' (dopo l'Oscar del 2005 la diva è sempre più spenta) non infiammano come coppia d'amanti clandestini. Ottimo Waltz nei panni dell'imprevedibile August. Ancora un cattivo affabile dopo il Landa di 'Bastardi senza gloria'." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 6 maggio 2011)

"Un méelo ambientato nella Grande Depressione e basato su un triangolo classico: un autocratico direttore di circo, un'avvenente acrobata, uno studente di veterinaria povero ma bello che cambia il destino di tutti. A impersonarlo è Robert Pattinson, che sta cercando di togliersi la maschera di vampiro di 'Twilight'. Gli si contrappone il coniuge tradito Christoph Waltz, il nazista Oscar per Basterds, che conferma una speciale attitudine a incarnare tipi paranoici, mentre la donna contesa è l'aggraziata Reese Whitherspoon. Si capisce che Francis Lawrence, già autore del videoclip 'Circus' con Britney Spears fra gli elefanti, sia attratto dal romanzo di Sara Gruen: ma pur senza retorica, il film ha toni crepuscolari più di maniera che incisivi." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 6 maggio 2011)
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