Come in uno specchio

Såsom i en spegel

SVEZIA - 1960
Come in uno specchio
Karin, col marito medico Martin, il fratello Minus ed il padre, lo scrittore David, trascorrono le vacanze su un'isola dei mari del Nord. Karin, uscita da una clinica psichiatrica, preoccupa molto Martin, che l'ama e che sa come la donna sia incurabile. Non conosce però i suoi periodici stati di allucinazione durante i quali Karin si reca in una camera in soffitta e ode alcune voci che le annunciano la venuta di un qualcuno, che ella è convinta essere Dio. David, d'altro canto, pur amando la figlia, è preoccupato maggiormente di se stesso e dei suoi successi di scrittore e annota i sintomi della malattia di Karin su un diario per poterne eventualmente trarre l'ispirazione per un suo romanzo. Karin scopre questo diario e viene a sapere di essere senza speranza. Ciò provoca in lei un trauma e si confida con Martin, che cerca di consolarla. Durante una gita in barca, fra Martin e David, soli, avviene un colloquio piuttosto violento, durante il quale David comprende e ammette i suoi errori e cerca un riavvicinamento alla famiglia. Karin, intanto, rimasta sola sull'isola con Minus, confida al fratello le sue visioni nonché il fatto che per vivere in questo nuovo mondo ella si allontana sempre più dal marito. Al ritorno di Martin e David, Karin chiede di ritornare in manicomio, distaccandosi per sempre da un mondo nel quale ormai non può più trovare pace. La sua decisione provoca peraltro un riavvicinamento fra Minus e il padre, i quali d'ora in poi riusciranno a comprendersi meglio.
  • Altri titoli:
    Through a Glass Darkly
  • Durata: 89'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: SVENSK FILMINDUSTRI (SF) AB
  • Distribuzione: INDIEF - SAN PAOLO AUDIOVISIVI - DVD: BIM/01 DISTRIBUTION (2012)

NOTE

- PRIMA PROIEZIONE 16-10-1961.

- PREMIO OSCAR 1961 COME MIGLIOR FILM STRANIERO.

- PREMIO OCIC AL FESTIVAL DI BERLINO 1962.

- LA REVISONE MNISTERIALE DEL 10 MARZO 2014 HA ELIMINATO IL DIVIETO DI VISIONE AI MINORI DI 14 ANNI.

CRITICA

"Film d'alto fervore religioso e drammatico, diretto con intensa partecipazione ed egregiamente interpretato da un cast di eccezionale rilievo. Accanto a momenti di illuminata poesia e di felici intuizioni, non difettano cedimenti di ritmo, che appesantiscono il discorso filmico, in cui, a tratti, la parola sembra prevalere sull'immagine. Peraltro una fotografia sempre classica nella composizione, una colonna sonora esattamente dosata, un montaggio spesso felicemente cadenzato, confluiscono in un risultato di grande interesse culturale ed artistico." ('Segnalazioni Cinematografiche', vol. 52, 1962)
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