COMBAT DANCE - A COLPI DI MUSICA

ROOFTOPS

USA - 1989
COMBAT DANCE - A COLPI DI MUSICA
In un quartiere di case fatiscenti di New York, vivono alcuni ragazzi che conducono un'esistenza di stenti, solitudine e violenza. C'è tra gli altri Thomas, chiamato T. dagli amici, che ha un certo carisma sugli altri che lo rispettano e lo amano; c'è Julio, detto Scricciolo, scappato da casa poiché la madre si è messa con Martinez col quale il ragazzo non va d'accordo; c'è Amber, ex innamorata di T., che prova ancora attrazione per il giovane e vive facendo giochi con le carte dopo essere uscita dal giro della prostituzione. Thomas, con una tragica storia familiare alle spalle, vive modestamente nella sua abitazione e non vuole aver niente a che fare con la malavita locale. Ma Santiago, detto Lobo, che controlla un giro di droga e prostituzione nella zona, vorrebbe che il giovane entrasse nella sua banda. Ad un ennesimo rifiuto di T., decide di fargliela pagare. Frattanto, tramite Amber, T. in una festa danzante conosce Elana, una bella ragazza di origini portoricane della quale si invaghisce ricambiato. Ma a turbare la love story c'è Santiago, cugino di Elana, che costringe la giovane ad aiutarlo nei suol loschi affari poiché la famiglia di lei è in grosse difficoltà finanziarie, data l'infermità del padre Angelo. Quando capisce che Elana sta con Santiago, T. è deluso e pronto a troncare ogni rapporto con lei. Gli eventi precipitano: Santiago ricatta il giovane; lo minaccia; lo fa picchiare; incendia la sua casa; uccide Scricciolo, amico carissimo di T. Quest'ultimo, nonostante sia disperato, con l'aiuto dei suoi amici e di Elana affronta il malvivente e con la tattica della Capoeira, una antica danza-lotta brasiliana, riesce a metterlo in difficoltà: alla fine Santiago, snervato, soccombe precipitando nella tromba dell'ascensore. Tra T. ed Elana tutto si chiarisce e torna il sereno: anche la polizia è soddisfatta poiché un pericoloso boss della zona è stato eliminato.
  • Altri titoli:
    COMBAT DANCE
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, DELUXE
  • Produzione: KOCK COMPANY, MARK/JETT PRODUCTIONS, NEW VISIONS PICTURES
  • Distribuzione: PENTA DISTRIBUZIONE (1990) - VIVIVIDEO

CRITICA

"Non vi è dramma né senso di morte in questa storia di guerra metropolitana, dove l'eroe corona il suo sogno d'amore proprio al momento della disfatta, quando il suo migliore amico è stato ammazzato e lui stesso giace ferito in un letto, l'angelica faccia segnata dalla battaglia e le muscolose braccia da nuotatore che stringono la ragazza. Allora, il film, che nelle prime scene procedeva con ritmo rapido da spot pubblicitario, si impantana negli stereotipi e perde tutta la sua velocità. E forse è proprio nel montaggio di William Reynolds l'errore più sorprendente del film di Robert Wise, che fu il raffinato montatore delle opere di Orson Welles 'Quarto potere' e 'L'orgoglio degli Amberson'." ('Il Messaggero', 11 Giugno 1990)

"A dieci anni di distanza dal suo ultimo film, 'Star Trek', Robert Wise torna al cinema con una storia metà ballata che si svolge tutta nel Lower East Side di New York ma che, nemmeno giocando sugli opposti topografici, può esser minimamente confrontata con la sua celebre 'West Side Story'. (...) Naturalmente, ancora una volta, si può dire che, qua e là tra le pieghe dell'azione, si faccia avanti il ritratto di una certa società americana di oggi stratificata ormai in una infinità di gruppi etnici diversi, ma a parte il sapore sempre un po' astratto di tutto, molto più vicino alla favola che non al documento, l'unico segno concreto di quel multilinguismo lo si incontra quasi soltanto nel turpiloquio, pronto sempre a rifarsi senza peli sulla lingua a tutte le più colorate frasi idiomatiche in uso nel Continente americano. Fra i molti interpreti citerò i due protagonisti, Jason Gedrick nelle baldanze di T (con tendenza ad imitare i maudits sexy della vecchia Hollywood) e la bella Troy Beyer, l'ispanica che lo folgora: con un glamour popolaresco di fortissimo richiamo." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 6 Giugno 1990)
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