Colors - Colori di guerra

Colors

USA - 1988
Colors - Colori di guerra
A Los Angeles imperversano due bande criminali di giovani neri e sudamericani che causano decine di morti: di fronte a queste vicende la polizia è quasi impotente sia per l'insufficiente numero di agenti impegnati, sia per la ferocia degli scontri. Tra le pattuglie assegnate a controllare la situazione c'è quella formata dall'anziano Bob Hodges e da Denny McGavin, giovane impulsivo. Bob cerca di far capire a Denny che il sistema migliore per trattare con quella gente è la calma e la tolleranza. Intanto, la guerra tra bande si fa cruenta e micidiale e aumentano i morti tra i due gruppi predominanti, i Blood e i Crips, che vogliono avere il predominio sul territorio e sul traffico di droga. Danny si innamora di una bella ragazza sudamericana, Louisa Gomez, che dopo una simpatia iniziale tronca il rapporto non approvando i metodi del giovane con le bande. Successivamente Danny rimane sconvolto quando vede Louisa tra le braccia di un sudamericano in un'indagine. In uno scontro successivo, Bob viene colpito e muore tra le braccia di Danny invocando il nome della moglie. Danny è maturato dopo questi ultimi fatti: ha capito che il sistema di Bob è quello più giusto e d'ora in poi sarà così che consiglierà i giovani colleghi che si troveranno a lavorare con lui.
  • Durata: 120'
  • Colore: C
  • Genere: POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Produzione: ROBERT H. SOLO PER ORION PICTURES CORPORATION
  • Distribuzione: CDI (1988) - COLUMBIA TRI STAR HOME VIDEO, CECCHI GORI HOME VIDEO (FILMANIA)

CRITICA

"E' un film di un crudo realismo, dove non si riscontrano forzature o gratuite insistenze da parte del regista su situazioni angosciose. La recitazione di Duvall è notevole, quella di Penn è meno incisiva; la psicologia dei personaggi non sempre è sufficientemente approfondita". ("Segnalazioni Cinematografiche" vol. 105, anno 1988)

"Per essere diretto da Dennis Hopper, è un film privo di elementi realmente trasgressivi. In pratica è soltanto un telefilm, con l'aggiunta di una buona dose di violenza. Peccato per Hopper, ma soprattutto per Duvall". (Francesco Mininni, "Magazine italiano tv")

"Film curioso, con uno stile freddo e sdrammatizzato da cronista, ma la bilancia pende dalla parte e della prevalenza degli stereotipi. Il fatto che Hopper vada contro la sceneggiatura non riscatta il film". (Laura e Morando Morandini, "Telesette")
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy