Clerks - Commessi

Clerks

USA - 1994
Clerks - Commessi
Dante Hicks, uno svogliato ventiduenne, è incappato in una giornata veramente deprimente: il titolare dell'emporio di New Jersey, il Quick Stop, dove fa il commesso, lo ha obbligato nel suo giorno di riposo a sostituire il collega e lui freme perché alle due ha una partita di Hockey. Al negozio hanno messo il chewing gum nei lucchetti e può aprire solo la porta laterale. Qui un tizio inizia una personale campagna antifumo coinvolgendo i clienti finché la sua ragazza, Veronica, non scopre che il tizio è un rappresentante di chiclet. Poi costei svela all'allibito Dante di aver avuto rapporti orali con trentasei uomini. L'annuncio sul giornale del matrimonio con un architetto asiatico della sua ex fidanzata liceale, Caitlin, turba non poco Dante, che Randal, l'amico del cuore che gestisce l'attiguo video-shop, tenta di convertire ad una visione più realistica della vita. Passano vari clienti, tra cui un maniaco che cerca una dozzina di uova perfette, o la masturbatrice di animali a scopo riproduttivo. Tra una disquisizione e l'altra, Randal e Dante trovano il tempo di organizzare lo stesso la partita di hockey, sul tetto dell'edificio. Poi un vecchio si ritira nel bagno dell'emporio, con omaggio di carta igienica e rivista porno; quindi un funzionario affibbia a Dante una multa di 500 dollari per la vendita di sigarette ad una bimba di 4 anni, opera del solito Randal che va ad affittare una videocassetta porno dal suo concorrente perché di migliore qualità delle sue. Infine arriva Caitlin, che è indecisa se sposare l'asiatico; recatasi al bagno, che è al buio per la rottura della lampadina, scambia il vecchio, morto mentre si masturbava, per Dante, ed ha un rapporto necrofilo che le causa una crisi psica che ne consiglia il ricovero. Frattanto Randal consiglia a Veronica di lasciare Dante che invece si convince di amarla, e i due litigano, mettendo a soqquadro l'emporio; poi si riappacificano.
  • Durata: 91'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE
  • Produzione: SCOTT MOSIER, KEVIN SMITH
  • Distribuzione: MIKADO FILM (1995) - POLYGRAM FILMED ENTERTAINMENT VIDEO, L'UNITA' VIDEO
  • Vietato 14

NOTE

- REVISIONE MINISTERO MARZO 1995

CRITICA

"E' chiaro che Smith ha qualche vezzo da opera prima (il capo della Time Warner è un alieno), ama troppo il linguaggio del cinema per potervi rinunciare: ma tiene il tessuto del racconto, sa divagare e tornare al via, imbastisce il piccolo punto dell'amarezza e del grottesco senza dar sciabolate di moralità. Meravigliosamente isterici i protagonisti Brian O'Hallaran e Jeff Anderson (ma anche le signorine Ghigliotti e Spoonhauer, con tutti i tecnici che formano un clan di amici), che ci spiegano in 85' di parole a raffica come 'ognuno sia padrone del proprio destino' parlando delle 'Guerre stellari' come fosse 'L'Iliade'. 'Variety' scrive che Clerks è il film alla moda, grunge, per eccellenza e offre la slacker generation quella dei fannulloni. Resta il fatto che si parla di una vita di 'm.' con uno stipendio da fame: Marx, cacciato dalle majors, sarà rientrato dalla finestra?" (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 3 febbraio 1995)

"Tutto e niente: raccontato però come nei primi film di Spike Lee, con il gusto del bozzetto ma anche della beffa ai danni dell'ormai troppo canonica American Way of Life, qua giocando con le bizzarrie, là sfoggiando un turpiloquio che serve però soprattutto a fare vero, senza che mai l'azione si inceppi e che, al suo interno pur con quella varietà di caratteri, si verifichino stasi od inciampi. Il bianco e nero fa il resto: con un sapore di immediatezza da rasentare l'immagine televisiva ma, nello stesso tempo, con una capacità di riprodurre ambienti e personaggi fino a consentirne un'analisi diretta: in cifre, sempre abilmente in equilibrio fra la realtà e l'invenzione. Non dimentico gli interpreti, tutte facce nuove, ma salde e significative, con i segni dell'autentico in ogni loro espressione. Ne cito tre, i due commessi, Brian O'Halloran e Jeff Anderson, e la ragazza del primo, Marylin Ghigliotti. Li ritroveremo, come il loro regista, che non si fermerà certo qui." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 3 febbraio 1995)

"L'azione, in 'Clerks', è tutta affidata alle parole (e la scommessa di tradurre i dialoghi, strettissimi e veloci è stata vinta con successo da Giuseppe Manfridi) e si svolge tutta dentro e davanti il Quick-Stop, salvo la piccola eccezione di una partita di hockey giocata sul tetto e una sonata per andare a un funerale. Kevin Smith ha un invidiabile orecchio per la commedia, per i suoi tempi, per la follia serpeggiante sotto la normalità, per le piccole ossessioni quotidiane, per le leggende metropolitane, per le frustrazioni giovanili, per le perversioni di una società dei consumi vista attraverso i suoi consumi più poveri. E il film è un piccolo gioiello dell'arte (cinematografica) di arrangiarsi: un Davide intelligente contro i Golia delle grandi produzioni. Speriamo che il successo non sciupi la vena di Kevin Smith, perché (forse) è nata una stella della commedia." (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 8 febbraio 1995)
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