Classe Z

ITALIA - 2017
Primo giorno dell'ultimo anno per gli studenti di un liceo scientifico, ma a scuola c'è una novità: alcuni ragazzi sono stati spostati dalle rispettive classi in una sezione creata appositamente per loro, la sezione H. Gli studenti della sezione H non sono stati scelti a caso, sono infatti elementi notoriamente problematici, troppo esuberanti e svogliati. Tra loro c'è Ricky che è sveglio e non perde occasione per fare irritanti scherzi che poi condivide sul suo canale Youtube, Stella il cui unico interesse è il suo look e Viola intelligente ma sempre in guerra con il mondo. Per i ragazzi la vita nella nuova sezione è una pacchia, i professori sembrano aver perso con loro ogni speranza e non provano nemmeno più a farli studiare. L'unico professore che si presenta alla classe con sincero entusiasmo e pronto a vivere il suo ruolo da supplente come una sfida importante è Marco Andreoli, il prof d'italiano che ha come modello di riferimento il Professor Keating de "L'attimo fuggente". Dopo molti tentativi per cercare di coinvolgere e appassionare i ragazzi, esasperato dal disinteresse e dalle continue umiliazioni a cui lo sottopone la classe, Andreoli abbandona il lavoro a metà anno. Prima di andarsene però, svela ai ragazzi che la creazione della sezione H è stata un'idea del Preside che aveva deciso di isolarli in una classe "ghetto", sicuro di poter dimostrare che il rendimento delle altri classi sarebbe migliorato. A cento giorni dall'esame di maturità, i ragazzi si accorgono di essere spacciati, non riusciranno mai a superare l'esame. Il solo modo per salvarsi è farsi aiutare dall'unica persona che credeva in loro, il professor Andreoli. Riusciranno con il suo aiuto a ottenere la tanto attesa maturità?

CAST

CRITICA

"Dopo 'Belli di papà' Guido Chiesa torna a sperimentare una formula di commedia giovanile e di costume molto distante dalla sua formazione e dal suo identikit precedente di ottimo documentarista. (...) Simpatico e con tanti buoni spunti, non ha la forza del film di Peter Weir che dichiaratamente parodizza, né la volontà di approfondimento - sia pur in commedia - che rende ancora valido l'esempio di 'La scuola' di Starnone-Luchetti. E i giovani interpreti più che ruspanti sono impresentabili." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 30 marzo 2017)

"Parafrasi poco verosimile, in forzata chiave di commedia, del dissesto scolastico, salvata dalla simpatia dei ragazzi che, cliché di cliché, a metà film finalmente diventano quasi-personaggi. (...) Il difetto è nel manico, la sceneggiatura, che si accontenta di voci da un fumetto per non turbare troppo e agganciare un po' tutti. A volte, però, si coglie l'aria soffocante di un'aula imbottigliata dal rifiuto a crescere. Macchiette la commissione, tenero e improponibile il prof. Chiesa al servizio di Colorado Brand." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 30 marzo 2017)

"Pensato, scritto e diretto 'dall'interno', il nuovo lavoro di Guido Chiesa ha il pregio di specchiarsi negli orizzonti linguistici degli adolescenti 2.0: attendendo gli esiti in sala, quello sui campioni ad hoc ha raggiunto l'obiettivo prefissato, con tanto di risate grasse e sincere." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 30 marzo 2017)

"Pisani si conferma talento puro (nasce comico nel duo Pan- Pers), mentre tra i giovani somari si distinguono Greta Menchi (ebbene sì: la youtubber tanto bistrattata durante Sanremo sa recitare) e l'impressionante Armando Quaranta (il suo scontroso Yuri pare uscito dal pezzo punk rock dei CCCP). Complimenti per l'approccio post-ideologico al cinema d'ambientazione scolastica." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 30 marzo 2017)
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