CinquePerDue - Frammenti di vita amorosa

5x2

FRANCIA - 2004
CinquePerDue - Frammenti di vita amorosa
Film che ripercorre a ritroso i momenti cruciali di una storia d'amore: il divorzio, una cena con gli amici, la nascita di un figlio, il matrimonio, il primo incontro.
  • Altri titoli:
    5 x 2: Five Times Two
    Cinq fois deux
    Five Times Two
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:85,1)
  • Produzione: MARC MISSONNIER E OLIVIER DELBOSC PER FIDELITE' PRODUCTIONS
  • Distribuzione: BIM
  • Vietato 14
  • Data uscita 1 Ottobre 2004

RECENSIONE

di Angela Prudenzi
Scene da un matrimonio. Marion e Gilles siedono di fronte al giudice in attesa di firmare le carte del loro divorzio, ma un tempo si sono amati. Gli stessi gesti compiuti da un'altra coppia, quella cantata da Bergman,apertamente citato e fonte di ispirazione dichiarata da parte di François Ozon. Non meno attento conoscitore dell'animo umano, il regista francese abbandona però subito la strada dell'introspezione psicologica cara all'autore svedese, per fissare l'attenzione su momenti di ordinaria quotidianità. Quindi abolite le recriminazioni e gli interminabili scambi verbali che facevano di Scene da un matrimonio un ring per affilati scontri di autoanalisi, Ozon illumina cinque quadri di vita vissuta raccontati invertendone l'ordine temporale, dal divorzio al primo folgorante incontro. 5x2, appunto. E come controcanto alcune celebri canzoni italiane, da Una lacrima sul viso, che accompagna la separazione, a Sparring Partner, scelta per evocare dissapori e tristezze crescenti. Valeria Bruni Tedeschi, finalmente mostrata in tutta la sua morbida e luminosa bellezza, e Stéphane Freiss, dotato attore di teatro colpevolmente trascurato dal cinema, infondono forza e credibilità a due figure di cui è difficile cogliere l'essenza. E non perché siano eccessivamente complessi, semmai per l'esatto contrario. Sono esseri umani come tanti altri, né positivi né negativi. Percorrono le strade della vita concedendosi piccole trasgressioni, affrontando problemi normali, godendo delle gioie di tutti. Cosa accade allora di tanto grave nelle loro esistenze perché si debbano lasciare? Nulla. Le cose cambiano, e finiscono, senza un perché. E Ozon è davvero sorprendente quanto a capacità di catturare questo nulla, di fotografare quel limbo dei sentimenti nel quale per una coppia sarebbe possibile, con la stessa facilità, lasciarsi o restare insieme. Commedia umana amara ma niente affatto crudele, 5x2 appartiene alla vena migliore di Ozon, senza dubbio più a suo agio nell'indagare le architetture dei sentimenti piuttosto che le torbide atmosfere recentemente esplorate in Swimming pool. Ma senza folgorazioni narrative. Il film non ha la carica emotiva di Sotto la sabbia né la grazia di Otto donne e un mistero, mantiene tuttavia intatta quella capacità tutta francese di raccontare storie minime di cui il cinema italiano, ahinoi, non si è mai impossessa

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 61MA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2004).

CRITICA

"'Cinque per due', di François Ozon procede per flashback successivi, come 'Two Friends' di Jane Campion, o 'Irréversible' di Gaspard Noé. La prima scena è l'ultima in senso cronologico. Si comincia con Valeria Bruni-Tedeschi e Stéphane Freiss davanti al giudice. Si finisce con il primo bagno insieme, al tramonto. Conoscendo la fine, è inevitabile cercare in ogni blocco i segni della catastrofe futura. Ma non è solo questo il senso del film. (...) Ma per quanto il tono sia amaro e a volte bergmaniano (l'ultima volta a letto, dopo il divorzio), ogni scena contiene il suo contravveleno, ogni momento lascia intravedere una effimera felicità. Anticipata, suggerita o contraddetta dalle canzoni italiane che separano le 5 scene del film, Tenco, Bobby Solo, Conte, Fidenco, Wilma Goich. Tutto un poco geometrico, altre volte ('Sotto la sabbia', 'Gocce d'acqua su pietre roventi') Ozon è stato più convincente. Però che attori, che dialoghi, che luci, che cinema."
(Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 3 settembre 2004)

"Non è una sfida da poco quella di raccontare la vita com'è, anzi è molto difficile. E Ozon, malgrado l'inevitabile irruzione di quel tanto di irritante che da regista francese non riesce a non metterci dentro nelle movenze e nei dialoghi, è uno che queste cose le sa maneggiare con sensibilità. E ha un merito: aver liberato Valeria Bruni Tedeschi dal cliché della giovane donna aristocratica e infelice, distaccata e nevrotica." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 3 settembre 2004)

"François Ozon è uno dei registi più stimolanti della nuova generazione del cinema francese: sia che scelga modi intellettuali ('Sotto la sabbia'), sia che, con abilità e con gusto, privilegi quelli della commedia nera ('Otto donne e un mistero'). Oggi affronta il tema noto e costantemente visitato della crisi della coppia, vi rivela, però, una originalità tutta propria, specie nel disegno dei caratteri e nella costruzione narrativa. (...) Un viaggio nel matrimonio e, soprattutto, nei sentimenti, nei gesti, nei molti sconforti e nelle poche gioie che ne scaturiscono. Con l'accento sul personaggio di Marion, decisa, sicura, generosa, in contrasto costante con Gilles, che è il suo opposto, instabile e fragile. Una sorta di puzzle che Ozon dipana sciorinandoci davanti, senza commento, tutti i suoi tasselli, non dicendoci neanche tutto sulle ragioni dei due e sull'evoluzione dei loro caratteri, lasciando quasi che sia lo spettatore a integrare e a giudicare, pur costruendogli la storia in modo che sia Marion a proporsi come il personaggio positivo di fronte a un Gilles pieno di difetti. Sostiene l'impresa, e anche le intenzioni narrativamente e psicologicamente più riposte di Ozon, la bella interpretazione della nostra Valeria Bruni Tedeschi come Marion: di una mobilità espressiva addirittura esemplare, specie quando fa vibrare la corda delle delusioni e della sofferenza." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 3 settembre 2004)

"'Cinque Per Due' pone sommessamente la candidatura della palpitante Valeria Bruni-Tedeschi al premio per l'attrice. Considerato lo Zelig del cinema francese (come il personaggio di Woody Allen cambia di continuo faccia e carattere), François Ozon stavolta rifà il verso a Bergman descrivendo una crisi coniugale. Di nuovo c'è che lo fa alla rovescia, partendo dalla situazione in cui Valeria e Stéphane Freiss sono davanti al giudice per firmare il divorzio, e risalendo a marcia indietro attraverso 4 momenti di vita in comune, curiosamente contrappuntati con canzoni italiane. L'autore confessa di essersi ispirato a un film di Jane Campion, ma il vero modello sono le commedie di Priestley che inventò l'arte di mescolare il prima e il dopo. Protagonisti molto impegnati, simpatiche riapparizioni di Françoise Fabian e Michael Lonsdale, momenti riusciti e no." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 3 settembre 2004)

"Mescolando i segnali e le piste, il regista spiazza l'identificazione dello spettatore, la mette in discussione; in cambio gli restituisce una visione delle cose che riguardano ciascuno di noi in modo, se non cinico, implacabilmente lucido e privo d'illusioni. Da far correre un brivido lungo la schiena: come in un thriller." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 1 ottobre 2004)

"Se il tempo fosse un gambero, come ci apparirebbe la nostra vita ripercorsa al contrario? È ciò che fa in 'CinquePerDue' François Ozon, evocando in altrettanti capitoli la vicenda matrimoniale di Valeria Bruni Tedeschi e Stéphane Freiss, bravi entrambi. (...) Finale con il colpo di fulmine a un club di vacanze, grandi speranze amareggiate dal fatto che sappiamo come andrà a finire. Il tutto contrappuntato di canzoni sentimentali italiane. Questi esperimenti col tempo li faceva Priestley a teatro oltre mezzo secolo fa, ma il film non è spiacevole." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 2 ottobre 2004)

"Malgrado il tono amaro e a volte bergmaniano (l'ultima volta a letto, dopo il divorzio), ogni scena contiene però il suo contravveleno, ogni momento suggerisce una effimera felicità. Anticipata o contraddetta dalle canzoni italiane che separano le 5 scene del film, Tenco, Bobby Solo, Conte, Fidenco, Wilma Goich. Tutto squadrato, un poco geometrico, altre volte Ozon è stato più sottile. Però che attori, che dialoghi, che luci, che cinema." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 1 ottobre 2
2004)

"Passato senza clamori alla recente Mostra di Venezia, 'CinquePerDue' dell'eclettico François Ozon non raggiunge, in effetti, gli esiti raffinati di '8 donne e un mistero' e 'Gocce d'acqua su pietre roventi'. Eppure nella parabola raccontata a ritroso (con un montaggio in stile 'Irréversible') della breve vita felice dei coniugi trentenni Gilles e Marion, la banalità dell'usura sentimentale, del ricatto familiare e dell'impossibilità di reggere le piccole sfide quotidiane acquista - proprio grazie alla linearità dello sguardo e all'assenza di qualsiasi artificio psico-sociologico - un certo sapore iperrealistico che fa da contraltare all'eccesso di grigiore pessimistico (specie nei riguardi della componente sessuale). (...) La precaria suspense di un percorso così usuale, non a caso scandito a mo' di siparietti dalle canzoni italiane più risapute degli anni Sessanta (da 'Una lacrima sul viso' a 'Ho capito che ti amo' o 'Mi sono innamorato di te'), acquista dignità drammaturgica anche grazie all'alchimia fra gli interpreti: Valeria Bruni Tedeschi, mai come in queste immagini sensuale e commovente, e l'intenso Stéphane Freiss non solo confermano la qualità della scuola francese, ma reggono in qualche modo la difficile sfida di riuscire a coniugare l'aneddotica di una coppia della porta accanto con le sfumature fuggevoli, impalpabili connesse alla storia segreta di ogni individuo." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 2 ottobre 2004)
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