Chi è senza colpa

The Drop

USA - 2014
3,5/5
Chi è senza colpa
New York. Bob Saginowski vive a Brooklyn e lavora come barman nel locale di suo cugino Marv, inserito nel giro del riciclaggio di denaro dei criminali locali. Bob è un tipo solitario che non si pone troppe domande, ma dopo essersi imbattuto in un cucciolo di pitt bull - abbandonato in cattive condizioni in un bidone dei rifiuti - ed essere entrato in contatto con Nadia, una donna misteriosa dal passato oscuro, si troverà coinvolto in prima persona in una faccenda che ha radici nel passato del quartiere dove tutti, parenti, amici e nemici, cercano di tirare avanti, ad ogni costo...
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA PLUS
  • Tratto da: racconto "SOS Animali" di Dennis Lehane
  • Produzione: CHERNIN ENTERTAINMENT, FOX SEARCHLIGHT PICTURES
  • Distribuzione: TWENTIETH CENTURY FOX ITALY (2015)
  • Data uscita 19 Marzo 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Andrea Chimento
È un autore da tenere d’occhio Michaël R. Roskam, regista e sceneggiatore belga che aveva stupito molti con il suo esordio Bullhead (2011), pellicola che a sorpresa era stata candidata all’Oscar per il miglior film straniero nell’anno in cui vinse Una separazione di Asghar Farhadi.
Chi è senza colpa è la sua opera seconda e la conferma di un notevole talento, seppur ancora da affinare, e di una spiccata personalità registica.
L’ispirazione viene da un racconto di Dennis Lehane (intitolato Animal Rescue), grande scrittore noir e autore di romanzi da cui sono stati tratti film come Mystic River di Clint Eastwood, Gone Baby Gone di Ben Affleck e Shutter Island di Martin Scorsese. Lehane si è anche preso la briga di scrivere la sceneggiatura e il suo stile di scrittura si respira fin dalle primissime battute.
Al suo primo copione realizzato a tutti gli effetti per il grande schermo, lo scrittore ha avuto dalla sua un gruppo di attori in grado di interpretare al meglio i suoi dialoghi, a partire da Tom Hardy che veste i panni di Bob Saginowski, ex criminale di Brooklyn che gestisce un bar insieme al cugino Marv. Il locale però è utilizzato dalla criminalità locale per riciclare denaro sporco e, seppur ne sia consapevole, Bob cerca il più possibile di rimanere lontano dai guai. Molto presto, però, le cose cambieranno.
Il soggetto sa indubbiamente di già visto e potrebbe risultare fin banale, ma il ritmo è buono e la regia secca e rigorosa al punto giusto.
Grazie a una confezione curata e a una serie di svolte narrative credibili, Chi è senza colpa procede senza cali evidenti sino alla fine, valorizzato da una buona atmosfera e da un forte spessore dato ai personaggi.
Semplicemente strepitoso Tom Hardy, che si conferma uno degli attori più in forma in circolazione. Da segnalare, però, anche le belle performance di Noomi Rapace, John Ortiz e soprattutto del compianto James Gandolfini (Marv) alla sua ultima prova in assoluto per il grande schermo.

 

NOTE

- DENNIS LEHANE FIGURA ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

CRITICA

"Un action movie raggelato, spesso in interni notturni vintage illuminati dal neon americano dei sensi di colpa, è racconto di realismo psicologico quasi magico trattando gli ultimi gradi dl un'umanità repressa in attesa di esplodere. Alla base l'ottima sceneggiatura di Lehane (sua la serie 'Boardwalk Empire') e attori super. Tom Hardy ('Locke'), Rapace e l'ultima volta di James Gandolfini." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 marzo 2015)

"(...) un noir struggente; e non solo per la presenza di James Gandolfini. (...)Ora che il film di crimine è diventato un campo di battaglia dove l'eroe fa fuori dozzine di cattivi usando armi da guerra (vedi 'The Equalizer', la serie 'Taken', 'John Wick'), un film così è ormai merce rara che riconcilia col genere. Più che i fatti, a Lehane (questa volta anche sceneggiatore del proprio soggetto) interessa soprattutto l'ambiente, che ricorda i bei film metropolitani del sottovalutato James Gray ('I padroni della notte') (...). L'empatia con gli anti-eroi stanchi costretti a caricarsi di una croce è praticamente inevitabile; e finisci per solidarizzare con loro malgrado tutte le ambiguità di cui sono portatori. Prima, tuttavia, che un epilogo inaspettato venga a completare-sconvolgere il puzzle, ribaltando le aspettative del pubblico fidelizzato al cinema noir. Però il valore aggiunto di questo film, e il suo potenziale di culto, risiede soprattutto nelle interpretazioni. Al contrario di quel che accade ai più recenti (super)eroi del genere come Liam Neeson o Keanu Reeves, cui è sufficiente un'unica espressione dall'inizio alla fine, il regista Michael R. Roskam dà ai suoi personaggi di scorticati vivi il tempo per installarsi e la possibilità di evolvere assieme alle situazioni. Tom Hardy ('Lawless', 'Locke'), attore tra i più dotati sulla piazza, regala a Bob l'umanità dolente e segreta, tutta in sfumature di nero, di un character in apparenza sorpassato dagli avvenimenti e destinato al ruolo di vittima. James Gandolfini interpreta da par suo il non meno ambiguo cugino Marv, uomo stanco e amareggiato che vive assieme alla sorella nel rimpianto di tempi migliori. E anche Noomi Rapace (la Lisbeth Salander di 'Uomini che odiano le donne'), benché più sacrificata dal ruolo, presta i tratti a una giovane donna torturata che vien voglia di proteggere." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 19 marzo 2015)

"L'ultimo film interpretato da Gandolfini è tratto da un noir dell'ottimo Lehane (qui anche sceneggiatore), fonte letteraria, tra vari altri titoli, del capolavoro eastwoodiano «Mystic River». «Chi è senza colpa» ('The Drop') non sta a quel livello, ma il regista belga Roskam affronta la periferia di Brooklyn e ci ambienta un climax criminale degno dei B-movie di un tempo, con piglio e ritmo notevoli e non del tutto omologati alla routine dell'ultrafrequentato genere. Un'opera seconda, insomma, che non eccede nelle solite acrobazie sensazionalistiche e, anzi, sopravvive per forza di stile e atmosfere nonostante la mancata compattezza dell'intreccio. Tom Hardy è un attore ormai lanciato, perfetto nel dominio delle sfumature psicosomatiche, esplosivo tanto quanto il suo incedere quotidiano sembra rassegnato e dimesso, credibilissimo nel ruolo (...)." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 19 marzo 2015)

"Un gangster movie dai colori smorzati, i movimenti lenti, calibratissimi, i dialoghi quasi sussurrati. (...) Perfetti uno per l'altro, Tom Hardy e Gandolfini si girano intorno con la circospezione di due grossi gatti. Gandolfini (nelle sua ultima struggente interpretazione) introduce una qualità shakespeariana alla sua classica raffigurazione di Tony Soprano. (...) Hardy è soft, pacato, protettivo (...). Noir proletario, cattolico, stregato dall'anima e dal fatalismo di un b movie anni Quaranta, ambientato, in una Boston di immigrati poveri e poco di buono (...). La regia, pacata anche lei, è di Michael R. Roskam ('Bullethead'). Peccato il finale completamente implausibile." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il manifesto', 19 marzo 2015)

"Piccolo gioiello del gangster movie contemporaneo, 'Chi è senza colpa' ('The Drop') è sceneggiato dal talento del noir bostoniano Dennis Lehane, che lo adatta da un suo racconto e su cui poi scrive l'omonimo romanzo (Piemme). (...) Solido in scrittura, regia e interpretazioni (Hardy si conferma enorme e Gandolfini dà gran prova di sé nel suo ultimo film) la pellicola è passata dal Toronto FF al Torino FF attraverso consensi di critica e pubblico. Genere e autorialità: un binomio di qualità su cui il cinema di oggi sempre più dovrebbe puntare. (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 19 marzo 2015)

"(...) questo noir uscito dalla penna di Dennis Lehane ('Mystic River') gioca con il cinema di genere sviando costantemente l'attenzione dello spettatore dalla trama principale (la rapina) per portarci a riflettere sulla vita del quartiere, sul passato dei suoi abitanti e sui segreti dietro il rapporto conflittuale tra Mary (un grande James Gandolfini, morto un mese dopo la fine delle riprese) e Bob (pazzesco, come sempre, Tom Hardy). Debutto hollywoodiano di grande personalità per il belga Roskam." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 19 marzo 2015)

"Nessuno è quello che sembra in questo dramma a tinte noir, ben diretto e ancor meglio recitato." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 20 marzo 2015)
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