Chi-Raq

USA - 2015
Chi-Raq
Basato sulla commedia greca "Lisistrata" di Aristofane e ambientato a Chicago, il film descrive il panorama violento delle gang rivali che si danno battaglia nei quartieri periferici della città. Sulla scena hip-hop americana Chicago è stata a lungo soprannominata "Chi-Raq" per la reputazione del famigerato South Side, capitale degli omicidi negli Stati Uniti. Tra il 2001 e il 2015, 7.356 persone sono morte a causa della violenza armata, un'"emergenza nazionale". In seguito alle guerre di strada tra due bande rivali - i Troiani e gli Spartani -, troppo bambini e adolescenti hanno trovato la morte. Per questo, un gruppo di donne guidato dalla bella Lisistrata decide di combattere la spirale di violenza con un potere che solo le donne hanno: uno sciopero del sesso. Così, tutti i giovani afro-americani - tra cui il rapper Demetrio Dupree, il ragazzo di Lisistrata - devono imparare a tenere a bada i loro impulsi d'odio. In poco tempo, lo stratagemma di Lisistrata e delle sue compagne per interrompere il vortice violento di vendetta si estende ben oltre i confini di Chicago...
  • Durata: 127'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Tratto da: basato sulla commedia greca "Lisistrata" di Aristofane
  • Produzione: SOIKE LEE PER 40 ACRES & A MULE FILMWORKS, AMAZON STUDIOS

NOTE

- FUORI CONCORSO AL 66. FESTIVAL DI BERLINO (2016).

CRITICA

"Recitata tutta in versi rappati, questa nuova versione della commedia di Aristofane ironizza sui bollenti spiriti dei maschi e sul sex appeal delle donne, colpisce duro sull'insensibilità della politica e sul razzismo (il generale con le mutande «confederate» non si dimentica), mescola gospel e rabbia, religiosità e balletti, erotismo e ironia, ma soprattutto sa ritrovare quella leggerezza e quella spregiudicatezza che l'ultimo Spike Lee sembrava aver dimenticato." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 17 febbraio 2016)

"(...) scatenato, spesso irresistibile ma purtroppo interminabile 'Chi-Raq' di Spike Lee (...), incrocio tra un musical e un film di propaganda destinato alla comunità afro, che a forza di gangstarap e clan rivali è diventata la peggior nemica di se stessa. (...) Spike Lee rielabora la 'Lisistrata' di Aristofane immaginando che un bel giorno a ribellarsi sia la donna di un rapper (Nick Cannon, suo il trascinante rap che accompagna i magnifici titoli di testa, una mappa degli Usa in cui ogni Stato è disegnato da un collage di armi). (...) Peccato che malgrado lo sfavillio di scene, costumi, dialoghi in rima e numeri musicali (c'è anche Samuel L. Jackson nei panni sgargiantissimi del coro), lo sferzante 'Chi-Raq', specie visto senza sottotitoli, alla fine risulti estenuante. Sarebbe curioso vederne un remake italiano, anzi napoletano. I personaggi non mancherebbero, la musica neppure." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 17 febbraio 2016)

"Per lo più recitato in rima, con andamento musicale rap, il film, ricco di trovate, alterna danze e momenti irriverenti (che hanno fatto infuriare il sindaco di Chicago) a sequenze drammatiche, emotivamente forti, come quella del sermone del prete della chiesa locale (l'unico bianco della comunità, interpretato da John Cusack) che punta il dito contro la società americana ostaggio della National Rifle Association (per un ragazzo è più facile acquistare un'arma che un computer) e contro un'amministrazione iniqua che condanna i neri alla povertà, alla malattia, alla violenza, a una vita scandita dalla colonna sonora di mitra e pistole. E a chi lo ha accusato di fare dell'ironia sul sangue che scorre per le strade dell'America, il regista risponde ricordando 'Il dottor Stranamore' di Kubrick, che rideva della minaccia atomica. La favola moderna di Lee lascia spazio a un lieto fine ricco di speranza, ma le ultime parole che campeggiano gigantesche sullo schermo sono un invito che arriva forte e chiaro: 'Wake Up', ovvero, svegliatevi!" (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 17 febbraio 2016)

"(...) il nuovo film di Spike Lee (...) è (...) completamente immerso nella sua realtà oggi, nell'America delle armi e dei potenti gruppi economici che ne controllano l'uso influenzando le scelte della politica, la grande sconfitta in fondo di Obama il cui ritratto nella galleria dei conservatori Bush, Condoleeza ecc, che decora l'ufficio del generale neppure c'è. 'Chi-Raq' non risparmia nulla, appassionato e feroce come il grido di una slam poetry combattente (ma senza spargere una goccia di sangue) mette sotto accusa la politica americana che spende miliardi di dollari nelle guerre e nelle ricostruzioni postbelliche, Iraq in testa, e non trova fondi per recuperare le sue periferie, per l'istruzione, per le sue classi povere. Armi, terribile ossessione manipolata strategicamente nella texture mentale dell'educazione, complici leggi che quasi ne aiutano la proliferazione. (...) Lee usa come riferimento, molto libero, la «Lisistrata» di Aristofane (...), mescola musical, commedia, coreografie fiammeggianti, sermoni religiosi, il coro in versi affidato a Samuel L. Jackson per un film dentro alla comunità african american a cui comunque non risparmia le critiche, a cominciare dalla violenza interna nella guerra tra gang. Per questo è la scommessa forte di un cinema declinato al presente, che inventa la sua forma per starci dentro. Un cinema politico ma non conformista, che sa usare tutte le gradazioni e le temperature dell'immaginario per lanciare il suo grido senza nascondere responsabilità complici. Con coraggio e passione sempre più rari." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 17 febbraio 2016)

"Con baldanza satirica (indimenticabile il generale con le mutande a stelle e strisce a cavallo del cannone), impiego di modelli 'exploitation' (i film anni 70 di sfruttamento di violenza e soft porno) e un cast di colore stellare (da Samuel L. Jackson ad Angela Bassett) è la storia dello sciopero del sesso, riuscito, di mogli, fidanzate e compagne di due bande rivali per ottenere la pace, riflessa in un crescendo romantico in tutti i paesi del mondo, Arabia compresa, al grido di «No peace, no pussy»." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno)

"Per il sempre carismatico militante Spike Lee non sono mai esistiti mezzi termini, e dopo 30 anni di devozione alla causa afroamericana la sua denuncia è ancora radicale e mirata." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 18 febbraio 2016)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy