Chi c'è c'è

ITALIA - 1988
Chi c'è c'è
Mercurio, svogliato dirigente presso una casa editrice e scrittore mancato, si è appena separato dalla moglie e vaga con una gamba ingessata in cerca di alloggio. L'uomo fa molti incontri, la cassiera del bar, l'ex amante Vera, la madre, Giulio e Adele, amici fedeli, ma senza idee, Vittorio e Luciana, direttori della casa editrice. Infine incontra Chiara, attricetta divorziata. Mercurio se ne innamora e viene tentato di seguirla in Tunisia, dove lei ha accettato una particina in un film senza importanza.
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANORAMICA
  • Produzione: AZIONE CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: M.P.M. CINEMATOGRAFICA (1988)

CRITICA

"Le scene a due o tre personaggi sono divertenti e spesso toccanti, quelle d'insieme suonano più artificiose, come se alla scena Natoli preferisse la scenata (tutti prima o poi fanno una scenata al povero Mercurio), e i suoi personaggi avessero bisogno di conflitti molto diretti per tirar fuori l'anima. Incertezze a parte, colpiscono l'esattezza e la vivacità di certi interni (la garconnière iper-kitsch o la sala di doppiaggio dove si intrecciano confidenze e relazioni), la felicità delle figure minori come la madre di Mercurio e il suo anziano, devotissimo amante, o la capacità di dirigere ottimamente anche non professionisti come Paola Nazzaro o Laura Ciucci. Vent'anni fa, Natoli sarebbe stato un regista da un film l'anno. Oggi è costretto a autoprodursi con l'articolo 28, ma è chiaro che è uno spreco umano e professionale." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 1 Agosto 1988)

"Dà forza e vitalità a questo spaccato un linguaggio cinematografico in cui Natoli, pur evitando i preziosismi, raggiunge in più momenti lo stile: nella meditata composizione delle immagini, nel cauto dosaggio del colore lontano sia da un troppo scoperto realismo di cronaca sia dalle indulgenze oleografiche di un certo cinema hollywoodiano e televisivo di costume e soprattutto nella scioltezza di un ritmo narrativo che, grazie a un montaggio quasi essenziale, si vieta soste inutili e pause.
Giusti e convincenti anche gli interpreti. Il migliore e più noto è senza dubbio Natoli, sempre presente come attore nei suoi film. Voce di se stesso, ha la faccia seria e distaccata di chi guarda senza giudicare per lasciare a noi piena libertà di giudizio." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 30 Luglio 1988)

"Chiacchiere, amori, sesso, tradimenti, raccomandazioni, specchi, cassettoni e quadri da interno borghese, implacabili tv che seguono tutti dappertutto con quiz petulanti, vecchi film e concerti rock. E poi: scrittori, registi, attrici e attricette, artisti assortiti, mogli gelose, mariti stanchi, amanti avvizzite. Tutto in questo film di Natoli dedicato alla generazione dei quaranta-cinquantenni in crisi con i partners e con l'esistenza, agli uomini e alle donne che hanno fatto dell'effimero la propria ragione di vita. Piero Natoli, regista di documentari per la televisione, due lungometraggi alle spalle (Armonica a bocca e Confusione) descrive in 'Chi c'è c'è' un mondo che gli è vicino, e lo fa con sarcasmo ma senza cattiveria, riservando per sé il ruolo di Mercurio, il personaggio che fa da filo conduttore al racconto. (...) Un film girato con mano leggera, ricco di personaggi nei quali molti si possono riconoscere. Per 'Chi c'è c'è' Natoli ha vinto lo scorso anno il premio De Sica agli Incontri Internazionali di Sorrento." ('La Stampa', 13 Settembre 1988)
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