Chesil Beach - Il segreto di una notte

On Chesil Beach

GRAN BRETAGNA - 2017
3,5/5
Chesil Beach - Il segreto di una notte
La storia d'amore tra la ricca e ambiziosa violinista Florence e il modesto e promettente storico Edward nell'Inghilterra dei primi anni Sessanta, pochi anni prima della rivoluzione sessuale, prigionieri dei tabù di un'epoca e delle convenzioni familiari e sociali. La loro luna di miele a Chesil Beach li porterà verso altre strade, altri destini, altre vite...
  • Altri titoli:
    En la playa de Chesil
    Am Strand
    Sur la plage de Chesil
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: ARRICAM LT/ARRICAM ST, 35 MM, TECHNISCOPE, D-CINEMA (1:2.39)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Ian McEwan (ed. Einaudi)
  • Produzione: ELIZABETH KARLSEN, STEPHEN WOOLLEY PER NUMBER 9 FILMS
  • Distribuzione: CINEMA DI VALERIO DE PAOLIS (2018)
  • Data uscita 15 Novembre 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini


Lei è una violinista, ricca, eterea, delicata e all'antica. Lui è uno un po' rude, qualche volta diventa aggressivo, viene dalla provincia inglese e si è appena laureato in storia con lode. Si conoscono, si fidanzano e poi si sposano, come tradizione vuole. Entrambi arrivano vergini al matrimonio. Ma la grande notte, la prima notte di nozze, non va come dovrebbe andare. Al contrario va in modo "disgustoso". 


Chesil Beach di Dominic Cook è tratto dall'omonimo romanzo di Ian McEwan (2007), sceneggiato anche da lui, e ripercorre attraverso una serie di flashback le tappe della storia d'amore tra questi due giovani, freschi di studi, interpretati dalla bravissima Saoirse Ronan (tre volte candidata all'Oscar per EspiazioneBrooklyn e Lady Bird) e da Billy Howle (Il re fuorileggeDunkirk MotherFatherSon), "figli di un tempo in cui affrontare a voce i problemi sessuali risultava semplicemente impossibile", come è scritto nelle prime righe del libro.


Ed è proprio quest'impossibilità (era il 1962 e la rivoluzione sessuale stava per arrivare) che emerge prepotentemente nel corso di poche ore durante una cena nella stanza di un alberghetto che affaccia sulla famosa spiaggia di ciottoli di Chesil Beach. Una serata che è il prodromo di quella prima esperienza sessuale tanto sognata, ma allo stesso tempo tanto temuta.  


Zip che si incastrano e si bloccano, mani che anziché piacere provocano solletico, scarpe con lacci che non si sfilano, goffaggine e rigidità: il risultato è disastroso. Non per il film però, e per il regista, che riesce a restituirci, come un attento antropologo, tutto l'imbarazzo e il pudore e l'atmosfera carica di tensione (non certo erotica) che i due protagonisti vivono.


Molto bravi a parole (i "Ti amo" fioccano), ma lontani anni luce dalla passione travolgente del grande amore, tra i due alla fine prevarrà l'umiliazione, la rabbia, gli insulti e la vergogna perché lui si sentirà come un esattore e lei completamente inadeguata.


Senza voyeurismi, Cook ci regala uno spaccato sociale e al tempo stesso intimo, perdendosi un po' verso il finale del film (loro due anziani con quel trucco posticcio si potevano evitare). 


Solo un anno dopo, nel 1963, con il successo dei Beatles e l'avvento della rivoluzione sessuale che sdoganava il sesso prematrimoniale, le cose tra loro forse sarebbero andate diversamente e magari l'istinto della natura sarebbe prevalso a quel freddo letto incombente dalle tende color rosso.


Quella stessa natura, la spiaggia di Chesil Beach, che si rivela qui l'antitesi della libertà, una prigione a cielo aperto le cui sbarre sono le convenzioni sociali e i tabù dell'epoca: l'Inghilterra degli anni sessanta. Sarebbe bastato un anno in più per dirla come i Beatles: "All my loving, I will send to you. All my loving, darling I'll be true".




NOTE

- IAN MCEWAN FIGURA ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

CRITICA

"Oggi li manderemmo da un terapeuta della coppia. Nei primi anni '60 pre rivoluzione sessuale, invece, lei&lui (...) distruggono il matrimonio nel giorno delle nozze (...). Dal celebre romanzo. Al contrario del 'Verdetto', questa volta Ian McEwan sceneggiatore di se stesso precipita nel non-detto ciò che almeno un po' dovrebbe dire, con un epilogo maldestro. La regia d'esordio impazzisce per paesaggi terminali "poetici" e per i primi piani di ottimi interpreti, a partire dalla Ronan, ruvida dolcezza in fotogenica tempra irlandese come il nome Saoirse. Quando manca, il film boccheggia." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 16 novembre 2018)

"(...) Sulle pagine di McEwan l'amore perduto dei due protagonisti si apriva per accogliere il ritratto di un mondo «prima della rivoluzione» che nel film è affidato però appunto alle didascalie: le musiche che scandiscono il passare dei decenni e sottolineano i tormenti di Florence e Edward, la recitazione affettata di battute che sullo schermo sostituiscono i monologhi interiori dei protagonisti, i comprimari - come i genitori di Florence - ridotti a funzioni delle mentalità dell'epoca con la sua arcigna differenza di classe, o alla successiva caduta dei tabù ormai pienamente accettata negli anni Ottanta. (...) Il melodramma non si muove così mai al di sopra della dichiarazione delle proprie intenzioni, dalla lettera di una pagina scritta che non sa rinascere a nuova vita sullo schermo. (G.BR., 'il Manifesto', 15 novembre 2018)

"È tratto dal romanzo di Ian McEwan questo melodramma ambientato nell'Inghilterra dei primi anni '60, quando le convenzioni sociali pesavano ancora. (...) Film raffinato, ben sceneggiato, struggente, penalizzato, però, dal montaggio. Bravissimi i due amanti." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 15 novembre 2018)
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