Che vuoi che sia

ITALIA - 2016
3/5
Che vuoi che sia
Claudio e Anna continuano a rimandare il progetto di un figlio nell'attesa che la loro situazione economica migliori. Le loro speranze future sono riposte in una piattaforma web ideata da Claudio, ma il crowdfunding lanciato per svilupparla non dà i risultati auspicati. Una sera, a una festa, complici alcol e delusione, Claudio registra un video che posta per scherzo. Poiché sul web alla fine quasi tutti si riducono a guardare scene di sesso invece di rendersi conto del valore sociale della sua idea, Claudio lancia una sfida al "popolo di Internet": fare un'offerta per un video hard, girato con Anna nella loro camera da letto, da mettere online. Tanto è questo che si cerca su Internet, no? La provocazione, però, viene presa sul serio e, mentre la loro celebrità aumenta, le donazioni raggiungono una cifra incredibile. E qui una domanda inizia a farsi strada: è davvero così sbagliato svendere la propria intimità per potersi finalmente permettere di realizzare i propri sogni?
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: FULVIO E FEDERICA LUCISANO PER IIF ITALIAN INTERNATIONAL FILM, WARNER BROS. ENTERTAINMENT ITALIA
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 9 Novembre 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi
Claudio, ingegnere informatico, ha ideato una piattaforma web sul mondo del lavoro che sta cercando di far approvare da un importante sponsor. Gli viene consigliato di lanciare un crowfunding, che però non ottiene i risultati sperati. Molto deluso e preoccupato, Claudio registra un video che posta per scherzo e lancia una sfida al “popolo di Internet”: visto che sembrano essere tutti interessati solo al sesso, Claudio li provoca a fare un’offerta per vedere un video hard, che girerà con Anna, una volta raggiunta la cifra richiesta. Tanto è questo che si cerca su Internet, no?
Inaspettatamente la cifra viene presto raggiunta ma ora che farà la coppia?...
Al quarto film come regista (dopo Diciotto anni dopo, 2010; Buon giorno papà, 2012; Noi e la Giulia, 2015), Leo torna a proporsi nel doppio ruolo davanti e dietro la m.d.p. mettendo in scena un copione scritto insieme a Alessandro Aronadio, Marco Bonini, Renato Sannio. I quattro sembrano darsi temi ambiziosi e puntare sulla messa a nudo dei nervi scoperti della nostra confusa contemporaneità.
Claudio e Anna sono precari per definizione: ingegnere senza occupazione lui, insegnante temporanea non di ruolo lei. Ovverosia a fine mese magre e scadenti entrate. Quando, senza cercarlo, arriva una valanga inattesa di denaro, come bisogna reagire?  Si può mettere in scena la propria intimità, rendere pubblico ciò che è privato?
Il copione varia allegramente intorno a temi seri, conditi con paradossi allegri, imprevisti cambi di ritmo, sfiziosi cambi di umore. Dialoghi vivaci e repentine delusioni inceppano il ritmo, che fa muovere intorno ai protagonisti una serie di figure di contorno abili e collaudate, variopinti prototipi di un mondo minore e non rassegnato. Ennesima variante della commedia, morbido canovaccio buono a tutti gli usi, anche ad un finale che lascia le cose in sospeso e non aiuta lo spettatore. Come attori Leo/Claudio e Anna Foglietta/Anna mettono in mostra una verve notevole e una decisa capacità di supera tristezza e delusioni con euforia e spirito di iniziativa. Con loro condividono la scena Rocco Papaleo, Marina Massironi, Massimo Wertmuller. Sarà anche per ridere, e in fondo che vuoi che sia…

NOTE

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE DAL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA.

- CANDIDATO AL GLOBO D'ORO 2017 COME MIGLIORE COMMEDIA.

- EDOARDO LEO E' STATO CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2017 PER IL MIGLIOR SOGGETTO.

CRITICA

"Certi film sembrano portarsi dentro due anime. Come quegli affreschi dietro cui in trasparenza indovini una diversa stesura. 'Che vuoi che sia' appartiene a questa famiglia di opere un poco ibride, frequenti nel cinema italiano di oggi. La confezione scintillante (e non originalissima: con 'Noi e la Giulia' Edoardo Leo aveva fatto ben altro) è quella tipica delle commedie di questi anni. Ma dietro si indovina una cattiveria inconsueta, uno slancio polemico e forse molto personale che sarebbe stato bello vedere svilupparsi mentre invece resta sempre un po' imbrigliato. Difficile ovviamente capire dove si ferma l'autore e dove inizia il personaggio. Ma la sensazione è che il film avrebbe voluto (o dovuto) essere più cattivo. La promessa, paradossale, del pornovideo on line, serve a fare il contropelo all'invadenza dei social e della (non) vita virtuale di cui oggi tutti sono vittime, spesso consenzienti. Ma è come se Leo, tirato il sasso, ritirasse la mano." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 5 novembre 2016)

"L'attivismo di Edoardo Leo (...) fa pensare ai bei tempi della commedia italiana. Cinema, teatro, tv, attore, regista, sceneggiatore, partecipe di una rete di energie tese a ridare linfa a quel tipo di sensibilità. Rimbalza tra i suoi lavori il tema classico della banda di perdenti alle prese con imprese più grandi di loro. Ma si rinnova anche (...) la volontà di catturare con la stessa prontezza dei padri fondatori temi e tic che definiscono il costume contemporaneo. (...) Sempre promettente, ma Leo continua a restare un passo in qua dal riuscire a rinnovare la commedia italiana." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 10 novembre 2016)

"Una frettolosa analisi potrebbe indirizzare il nuovo film di Leo verso un ingiusto paragone con 'Proposta Indecente'. Sarebbe un grande errore, perché 'Che vuoi che sia' è una pellicola che parla sì di dignità, ma non solo. In questa commedia, dove si ride amaro, Edoardo Leo (artista di razza, quindi merce rara in Italia) racconta un altro pezzo della nostra penisola e delle sue storture, dove le difficoltà di trovare lavoro pur essendo laureati, di far valere la propria creatività, di procreare figli a causa di problemi economici, fanno da infausta colonna sonora alle vicende di Claudio (lo stesso Leo) e Anna (la Foglietta, bravissima), una coppia, ben oltre i trenta, costretta a vivere in modo precario. (...). Un bellissimo spaccato della nostra società, un ritratto da vecchia scuola realista. Non passa minuto, nel film, nel quale lo spettatore non riconosca una o più situazioni come reali. Una sceneggiatura, insomma, che regge e piace perché vera, pur con i toni, ovviamente, da commedia che permettono qualche licenza. Il delirio dei social, «che danno diritto di parola a legioni di imbecilli» (Eco dixit), regala la scena cult, dove uno scoraggiato Leo rivendica il ruolo del telefono per comunicare." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 10 novembre 2016)

"Piacerà a chi segue con crescente piacere Leo (...). Simpatico come attore, è tutt'altro che disprezzabile come sceneggiatore. Ma l'idea centrale meritava un regista con spalle più grandi. Quello del web che ci sta mangiando le vite può essere uno dei temi del secolo. Il buon Leo però preferisce volare basso, nei moduli poco rischiosi della commediassa." (Giorgio Carbone, 'Libero', 10 novembre 2016)
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