Che distinta famiglia!

ITALIA - 1943
Il giovane duca Michele Montischi si vede rifiutare dal consiglio di famiglia riunitosi per l'occasione, il consenso a sposare Mary, una attrice di teatro. Per ottenere il consenso della famiglia, allora, escogita lo stratagemma di far sposare la ragazza ad un nobile che possa darle il titolo, a condizione che immediatamente dopo venga effettuato il divorzio. A questo gioco si presta, dietro un congruo compenso, un cameriere che si spaccia per l'ultimo rampollo di una famiglia di granduchi russi, costretto insieme ai suoi parenti a prestare servizio nell'albergo. Dopo il matrimonio il giovanotto, che si è innamorato della ragazza, le rivela i suoi sentimenti e la sua vera identità - non è affatto un nobile, ma è il proprietario dell'albergo - e Mary, che sente di volergli bene, è ben felice di rinunziare al divorzio.

CAST

CRITICA

"Con 'Che distinta famiglia!' siamo agli antipodi: commediola insulsa, regia che non è regia, sceneggiatura che non è sceneggiatura e via dicendo (...) altro non si può dire ". (Mario Gromo, "La Nuova Stampa", 18 novembre 1945).

"Vicenduola di scarso rilievo, priva di originalità. Scadente la regia e l'interpretazione". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 20, 1946)
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