Charlie's Angels - Più che mai

Charlie's Angels: Full Throttle

USA - 2003
Natalie, Dylan e Alex hanno ricevuto il compito di investigare su una serie di omicidi compiuti subito dopo la misteriosa scomparsa di due anelli d'argento che in realtà contenevano informazioni cifrate con i nomi di tutti i testimoni sotto protezione federale. Responsabile degli omicidi sembra essere un misterioso Angelo 'caduto'. Grazie all'aiuto del fido collaboratore Jimmy il terzetto comincia ad indagare. Questa volta la loro lotta contro il male terminerà soltanto quando Dylan si vede costretta ad affrontare un oscuro segreto legato al suo passato a causa del quale la sua vita è in grave pericolo.
  • Altri titoli:
    Charlie's Angels 2
    Charlie's Angels: Halo
  • Durata: 111'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, COMMEDIA, GIALLO, AVVENTURA
  • Produzione: LEONARD GOLDBERG PRODUCTIONS, FLOWER FILMS, TALL TREES PRODUCTIONS, WONDERLAND SOUND AND VISION
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR ITALIA
  • Data uscita 4 Luglio 2003

NOTE

- NELLA VERSIONE ORIGINALE LA VOCE DI CHARLIE E' DI JOHN FORSYTHE.

CRITICA

"Comincia parodiando una scena de 'I predatori dell'Arca perduta', poi diventa la parodia di se stessa la seconda puntata delle avventure di Nat, Dylan e Alex, angeli (de)caduti di uno dei blockbuster più insulsi mai apparsi sullo schermo". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 5 luglio 2003)

"Scatenate a calci, pugni, colpi di kung fu e inseguimenti in supermoto tornano dopo 27 anni le ragazze di Charlie delle serie televisiva e tornano dopo tre anni le guerriere del primo film. (...) Del trio, Drew Barrymore (anche produttrice) e Cameron Diaz sono simpatiche, Lucy Liu meno". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 4 luglio 2003)

"'Charlie's angels - Più che mai' è un prodotto esemplare nel rappresentare la dissociazione tra il pensiero e l'immagine. Vale l'attimo dell'azione fisica, dell'effetto speciale, che comunque non sorprende più, visto che il gioco si è ormai spinto troppo oltre. L'accumulo di gag, alcune delle quali certo godibili, l'esplosività del montaggio, le griffe esibite sfacciatamente, gli incredibili giochi di parole, tradotte dall'inglese con espedienti da basso cabaret, compongono l'intero film senza che ne resti traccia. Ma il divertimento c'è, facile, veloce e senza controindicazioni". (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 4 luglio 2003)
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