Cento anni d'amore

ITALIA - 1953
Cento anni d'amore
Il film comprende sei episodi: Garibaldina - Nel 1867 i garibaldini occupano Monterotondo; un sottufficiale e un giovane soldato si recano nella canonica per impiantarvi un osservatorio. Tra il giovane e la nipote del parroco fiorisce l'amore. Ferito in un incidente, il giovane è curato con ogni premura: quando le truppe pontificie rioccupano Monterotondo, il parroco aiuta i suoi ospiti nella fuga. Pendolin - Attraverso il racconto di amori adulteri, si rievoca la vita dell'alta società romana della fine dell'Ottocento. Purificazione - Durante la prima guerra mondiale, un attendente vuol consegnare l'ultima lettera del suo tenente, caduto in combattimento, alla ragazza da lui adorata. Ma, avendo scoperto che la ragazza non era degna di tanto amore, riparte senza consegnare la lettera. Nozze d'oro - Due coniugi italiani, stabiliti in Svizzera, ritornano, dopo cinquant'anni, a Milano, per festeggiare le nozze d'oro. Ma è una giornata di cerimonie fasciste: dopo molti spiacevoli disavventure, i due riprendono il treno per la Svizzera. Gli ultimi dieci minuti - E' il tragico, commovente colloquio tra un partigiano, condannato a morte, nel 1944, e sua moglie. Amore 1954 - Con un curioso stratagemma un vecchio padre riesce a far riconciliare la figlia col marito.
  • Episodi: Garibaldina, Pendolin, Purificazione, Nozze d'oro, Gli ultimi dieci minuti, Amore '54
  • Altri titoli:
    100 Years of Love
    Un siècle d'amour
  • Durata: 100'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: racconti "Pendolin" di Gabriele D'Annunzio, "Nozze d'oro" di Marino Moretti, "Purificazione" di Guido Rocca, "Garibaldina" di G. Gozzano, "Gli ultimi dieci minuti" di Alba De Cespedes (rimaneggiato da L. De Felice), "Amori '54" di Oreste Biancoli.
  • Produzione: CINES
  • Distribuzione: DIANA CINEMATOGRAFICA

CRITICA

"Il materiale narrativo che costituisce lo spunto alle diverse novelle da cui il film è costituito, avrebbe potuto offrire ben più felice occasione ad un autore di autentico talento. De Felice si è limitato a sfruttare le più facili suggestioni (...). Ne è risultato un film corretto ed a tratti piacevole, ma anonimo sotto il profilo stilistico (...)". (N. Ghelli, "Rivista del cinematografo" n. 4 del 1954).
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