Cemento armato

ITALIA - 2007
Cemento armato
Roma. Diego è un giovane di periferia che si è conquistato il rispetto e l'obbedienza dei suoi amici con la sua convinzione che solo con la forza e la prepotenza si ottiene ciò che si vuole. La sua determinazione gli è servita a conquistare anche il cuore di Asia, che attira purtroppo anche 'Il Primario', un criminale che sta scalando in fretta i vertici del traffico di droga nella capitale. Dopo un atto vandalico di Diego, i destini del ragazzo, di Asia e del Primario si intrecciano tragicamente...
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: FULVIO E FEDERICA LUCISANO PER I.I.F. ITALIAN INTERNATIONAL FILM, RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 5 Ottobre 2007

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
I capricci del Caso, il contrappasso del Destino. Un uomo viene ucciso, un altro vuol ricominciare a vivere senza più furbizie, accanto alla donna che ama. Un terzo spadroneggia nella giungla romana della speculazione edilizia e del traffico di droga. Un bulletto di quartiere e un gangster metropolitano. Il bulletto: gesti insensati e piccole ruberie. Il gangster: l'inaudita violenza di un intoccabile. Non si conoscono, neanche di nome. Un giorno le loro strade s'incrociano, con conseguenze nefaste... Dai sussulti giovanilistici di una Notte prima degli esami ai crocevia insanguinati delle notti romane. La premiata ditta Brizzi-Martani - stavolta il primo alla sceneggiatura,l'altro alla regia - tenta un'operazione di riporto del poliziottesco che ha il sapore di un azzardo: Cemento armato. Con Nicolas Vaporidis (il bullo), Carolina Crescentini (la donna) e Giorgio Faletti (il gangster), la formazione del più fortunato blockbuster adolescenziale degli ultimi anni è al completo. La riuscita no. Nonostante sia indubbia la capacità di Martani di padroneggiare ritmo e progressione del racconto, e lodevole lo sforzo del cast di rigenerarsi dal precedente successo di botteghino, qualcosa lascia perplessi. Forse il regista - che si è fatto le ossa come sceneggiatore dei film natalizi di Neri Parenti - filtra la materia narrativa con un eccesso di sentimentalismo. Di sicuro il rispetto pedissequo degli stilemi del noir americano, un meccanismo ad incastri troppo calcolato e il vano sforzo degli attori di liberarsi dalle maschere di Notte prima degli esami, non hanno giovato al film. Anche la scelta di una gamma cromatica binaria - algida nei quadri col gangster, calda nell'intimità della famiglia - risulta più scontata che interessante. Fallisce poi il tentativo di raccontare il sottobosco romano, le strutture di potere criminale, le connessioni col tessuto politico-sociale. Bel passo avanti verso un "sistema italiano dei generi". Ma ancora non ci siamo.

NOTE

- FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBAC.

- CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2008 PER: MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE, CANZONE ORIGINALE ED EFFETTI SPECIALI VISIVI.

- CAROLINA CRESCENTINI E' STATA CANDIDATA AL NASTRO D'ARGENTO 2008 COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA.

CRITICA

"Malgrado il sangue e i reiterati 'totali' notturni, in 'Cemento armato' manca proprio la suspense. E soprattutto manca Roma. Non ci sono i romani, letteralmente (mai visto un film più vuoto: a parte l'ingorgo sulla Tangenziale, in scena ci sono sempre solo gli attori necessari, mai una folla, un capannello, un passante). C'è una Garbatella linda e pinta. C'è Ninetto Davoli sfasciacarrozze. Il resto è così levigato, semplificato, liofilizzato, che fa riflettere. Possibile non ci siano altri modi di raggiungere il pubblico (che non ha né torto né ragione, va solo rispettato e coltivato)? Mah!" (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 5 ottobre 2007)

"Regola numero uno: dimenticare 'Notte prima degli esami'. D'Accordo, il cast è lo stesso e la coppia Brizzi-Martani quella che ha confezionato il maggior successo giovanilistico delle ultime stagioni. Però 'Cemento armato' è tutt'altra cosa: un piccolo film insolitamente attento al linguaggio, che si pone come modello dichiarato il cinema d'azione americano anni 70, diretto dai primi Scorsese e De Palma. Fatte le dovute proporzioni, l'epigono funziona a dovere: anche grazie al romanzo omonimo scritto da Martani con Sandrone Dazieri, tra i portabandiera della scuola dei duri all'italiana. (...) Si potrà rimproverare all'intreccio un certo numero di coincidenze artificiose; si potrà eccepire su qualche debolezza di recitazione. Ma non si venga a dire che i vecchi 'poliziotteschi' all'italiana, oggi diventati cult, erano tanto migliori." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 5 ottobre 2007)

"Sì, perfino il maestro Hitchcock assicurava di non badare alle verosimiglianze, ma a volte si esagera. Perché il truce, violentissimo 'Cemento armato' non si regge neanche con le stampelle. L'esordiente Marco Martani, già sceneggiatore dei fortunati 'Notte prima degli esami 1 e 2', l'ha tratto dal romanzo scritto con lo specialista del noir Sandrone Dazieri. (...) Bisogna ammettere che l'intrigo viene sbrogliato con una certa abilità e senza scordare la suspense, ma quei cattivacci da fumetto sono tragicamente sopra le righe. E Giorgio Faletti, con l'identica espressione altezzosa del prof carogna di due anni prima, è più ridicolo che terrificante." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 5 ottobre 2007)

"L'anti eroe è interpretato da Giorgio Faletti, insuperabile nella parte dell'imprenditore italiano tipo, una sorta di sergentello del sadismo, l'astigiano cui è concesso a tempo determinato, una fetta di Roma orrida. Ninetto Davoli non collabora al film neanche sotto tortura, attonito per l'incarognimento dei tempi (anche di regia) e perché i galantuomini qui son poliziotti. Il 'noir spaghetti' non riesce perché non ha il cuore dell'ultrà del Catania, ma il fastidioso birignao maleducato dei giovani cantilenanti di oggi che abusano dell'aggettivo
'tranquillo' per toccare i vertici dell'alto realismo." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 5 ottobre 2007)

"Il gruppo di realizzatori di 'Notte prima degli esami' e il regista debuttante Marco Martani, ex sceneggiatore dei film di Natale di Neri Parenti, hanno voluto fare un noir romano, una storia di malavita ambientata nelle periferie, un romanzo popolare feroce. Il film è poco riuscito; l'unica che sappia recitare è la Crescentini; dialoghi e situazioni, interpretati con superenfasi, risultano a volte risibili: botte con pugni e portacenere non mancano mai di procurare la morte; sentenze insensate e vorticare di acque turbinose. Però non capita di annoiarsi troppo." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 5 ottobre 2007)
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