Cavalcata d'eroi

ITALIA - 1949
A Roma si sono verificati dei moti rivoluzionari: Pio IX ha lasciato la città. Mentre gli eventi portano alla proclamazione della Repubblica Romana, il Papa chiede aiuto alla Francia. Goffredo Mameli, Angelo Masina e Luciano Manara stringono amicizia con Massimo Ruffo, un pittore esiliato dai Borboni per le sue idee politiche. Una mattina i quattro amici costringono alla fuga i briganti, che hanno dato l'assalto ad una diligenza, diretta a Roma. Sono tra i passeggeri la contessa Ferreri e sua nipote Giulia: tra Giulia e Massimo nasce fulmineo l'amore. Ma la fanciulla è fidanzata al conte Noris, emissario del Governo francese, che il padre di Giulia desidera avere amico. Le truppe d'Oudinot, sbarcate a Civitavecchia, vengono respinte: viene concordata una tregua, durante la quale Giulia, abbandonata la casa paterna, s'unisce a Massimo. I combattimenti riprendono e, malgrado il loro eroico valore, i repubblicani devono ritirarsi di fronte alle truppe francesi numericamente preponderanti. Caduti gli ultimi baluardi, l'Assemblea Nazionale è costretta ad offrire la resa. Garibaldi con pochi compagni lascia Roma, per raggiungere Venezia. Lo seguono, tra gli altri, Massimo e sua moglie Giulia, che ha avuto il perdono paterno.

CAST

NOTE

- DIRETTORE DI PRODUZIONE: ARMANDO LUBRANI.

- PRODUTTORE ASSOCIATO: HERALD PICTURES.

CRITICA

"(...) Nonostante la superficialità con la quale il racconto è stato svolto, non è il caso di gettare la croce addosso al regista, sia per le buone intenzioni mostrate, sia perchè in effetti il film è di carattere strettamente commerciale e quel che mostra vale(...)". (F. Gabella, "Intermezzo", n. 3 e 4 del 28 febbraio 1951)
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