Casanova

USA - 2005
Casanova
Giacomo Casanova è un celebre seduttore. Esperto nei travestimenti, profondamente intelligente e furbo, ha la fama di non essere mai stato rifiutato da una donna finché un giorno conosce Francesca, la prima donna che sembra non corrisponderlo e che gli insegna il senso dell'attesa e la vera passione. Nella sfida più pericolosa della sua "carriera", in cui Casanova mette in gioco la sua reputazione e la sua stessa vita, capirà il vero significato e l'importanza dell'amore.
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: GONDOLA PICTURES, TOUCHSTONE PICTURES, THE MARK GORDON COMPANY
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL (2006)
  • Data uscita 17 Febbraio 2006

TRAILER

RECENSIONE

di Marco Spagnoli
Non una biografia, bensì un film romantico con toni comici dove di Casanova resta soltanto il cognome. Come è accaduto per I tre moschettieri anche il famoso seduttore assurge al ruolo di icona in un film Disney divertente, ma molto, forse, troppo leggero. Diretta da Lasse Hallstrom, Casanova è una commedia ispirata molto liberamente alle gesta del celeberrimo veneziano che - per la prima volta - incontriamo dinanzi all'obbligo di una scelta. O il matrimonio, oppure fronteggiare l'arresto e - necessariamente - anche la Santa Inquisizione. Nel frattempo, però, Casanova sembra innamorarsi per la prima volta di una dolce fanciulla, non solo bella, ma anche estremamente intelligente. Una volta tanto è la mente e non solo il corpo ad attirare il playboy ante litteram. Purtroppo, però, sulla sua strada si parano gli obblighi nei confronti del Doge, un matrimonio prestabilito quando la ragazza era ancora in fasce e l'arrivo del Grande Inquisitore in persona interpretato da uno straordinario e autoironico Jeremy Irons. Un pasticcio storico dalla coloratissima messinscena in cui cercare un fondo di verità o di aderenza storica in questo film sarebbe tanto inutile quanto sbagliato. Una commedia degli equivoci buffa, ma imperfetta se non addirittura un po' "sbrigativa", ingentilita dalla bellezza e dal carisma di Lena Olin e Sienna Miller. Il resto è solo una scusa per un film romantico dall'ambientazione "diversa".

NOTE

- FUORI CONCORSO ALLA 62MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2005).

CRITICA

"Casanova a Venezia? Il luogo comune sarà irresistibile, ma il film diretto da Lasse Hallstrom non lo è. Lussurioso, girato interamente nella città sull'acqua con Heath Ledger e Sienna Miller, prodotto dalla Disney, è una storia immaginaria che racconta alla maniera delle 'Memorie' amori, equivoci, scambi di persona, promesse di matrimonio, persecuzioni della Santa Inquisizione, scherzi da commedia allegra. Gli accenti nella versione inglese sono tutti sbagliati; Jeremy Irons, vescovo rinseccolito con una parrucchetta alla paggio, come Inquisitore è davvero divertente." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 4 settembre 2005)

"Lasse Hallstrom, con il suo 'Casanova' può non aver fatto un film indimenticabile, ma si è portato a casa un primato che a prima vista può sembrare storico: ha dimostrato che si può girare la vita del più celebre tombeur de femmes della terra senza mostrare un seno, un sedere, senza far vedere nemmeno un centimetro di pelle umana, maschile o femminile che sia. (...) Il regista svedese si è divertito con leggerezza quasi goldoniana a mettere assieme uno spettacolo dotato di un forte impianto teatrale. L'architettura è quella della commedia classica dell'intreccio animato da una altrettanto consumata trappola drammaturgia, la sostituzione di persone. (...) Hallstrom sublima i contenuti così come avrebbe fatto Hollywood negli anni '50, con mestiere e spensieratezza, spianando i territori mentali, eliminando gli effetti di luci e ombre, semplificando fintanto che la sceneggiatura non galleggi da sola in un mare senza spazio e senza tempo. Il fondale, a questo punto, appare del tutto secondario e trascina un carico promozionale che semmai è il carburante del film." (Toni Jop, 'L'Unità', 5 settembre 2005)

"Diciamolo subito: 'Casanova' di Lasse Hallstrom non è il capolavoro del secolo. E questo già basterebbe perché, quando si realizza un film su un fatto così celebre e già girato milioni di volte, o si riscrive la storia del cinema, oppure chi esce dalla sala resta con un certo senso di inutilità. Detto questo, Hallstrom ha confezionato un film lussurioso, girato interamente a Venezia con un forte impianto teatrale e interpretato da due bellocci come Heath Ledger e Sienna Miller. C'è anche un primato: nel film sulla vita del tombeur de femmes per antonomasia non si vede mai un seno, un fondoschiena e nemmeno un centimetro di pelle umana, maschile o femminile che sia. Ma produce Disney e, sul sesso, con la società del padre di Topolino, c'è sempre poco da scherzare." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 17 febbraio 2006)

"Un pasticcio? Eppure sono solo alcune delle situazioni di questa carnevalata ambientata in una Venezia vera che pare finta e decisa a giocare tutte le carte infra-genere che le capitano sottomano, dal film in costume alla commedia degli equivoci, dal 'cappa e spada' alla pochade. Vero è che quest'ultima fa tradizionalmente rima con lo storico acchiappasottane veneziano. Qui, però, l'immaginario sessuale staziona al di sotto del livello della serie 'American Pie'; solo più castigato, come si conviene a un film prodotto dalla Disney. Quanto agli scambi di persona e alle burle, siamo fermi al bigino adolescenziale della Commedia dell'Arte. Niente da dire contro l'intrattenimento spensierato, per carità; però nel caso siamo a un livello così predigerito, che esci di sala ancora con la fame." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 17 febbraio 2006)

"Questo 'Casanova' dello svedese Lasse Hallström è una animata, divertente americanata alla Disney, una visione superficiale, un po' volgare di Venezia, stereotipata per turismo yankee fra gondole e maschere. (...) Duelli, inseguimenti, feste di carnevale, svenevolezze del 700, San Marco riempita al computer, palloni aerostatici in tour sul canal Grande e Pucci-Irons, perfido inquisitore vaticano cui non ne va bene una, peggio di gatto Silvestro. Di nuovo tra le sottane, Heath Ledger, cowboy gay, si rifà con allegria una verginità etero." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 18 febbraio 2006)
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