Caro papà

ITALIA, FRANCIA, CANADA - 1979
Albino Millozza è il tipico uomo d'alta finanza che, poco scrupoloso negli affari, è disordinato anche nella vita privata. La moglie Giulia vive a Ginevra e periodicamente inventa un suicidio per svegliare l'attenzione dei famigliari. Albino ha come amante Margot e il marito beota regge il moccolo. Il piccolo Luca esegue il saggio di violoncello e il padre esce dalla sala svogliatamente. La figlia adolescente Costanza, già preda della droga, vive in una comune sino a che non trova un guru da seguire in India. Il 23enne figlio Marco è quello che mediante un atteggiamento freddo e critico risveglia l'attenzione del padre che, leggendo nascostamente il suo diario, viene a sapere che il rampollo è un militante di estrema sinistra. Anzi, tra le altre cose, nel diario Albino Millozza scopre che un personaggio - indicato con l'iniziale P - è stato condannato per una certa data. Sospettando che si tratti del fedele collaboratore Parrella, l'ingegner Millozza lo mette in allarme e si reca a Montreal per la firma di un grosso affare di multinazionali. Nel Canada il protagonista viene raggiunto da un killer e riempito di piombo: P stava per "papà". Immobilizzato dalla pallottola che ha raggiunto la colonna vertebrale, Albino è costretto a seguire le ciniche reazioni della moglie, dell'amante e del socio. A casa viene accolto da Marco, forse l'unico che veramente lo ama e versa qualche lacrima per lui.

CAST

NOTE

-PREMIO DAVID 1979 PER MIGLIORE ATTORE A VITTORIO GASSMAN, DAVID SPECIALE A STEFANO MADIA.
TRA GLI INTERPRETI IL COMPLESSO "NEW TROLLS".

CRITICA

"Il film lascia perplessi per come intreccia la satira di costume al confronto psicologico."
(Giovanni Grazzini, "Corriere della sera")

"Il copione ha il merito di toccare un nodo nevralgico nella vita di oggi ma è contraddittorio nel disegno dei caratteri, elusivo e incline a sciogliersi in lacrime. Il film posa sulle spalle di Gassman che lo sostiene con l'abituale intensità". (Tullio Kezich, "la Repubblica")

"Curiosa la progressione di Caro papà che parte come una commedia nera e arriva infine a rifare il verso a Incompreso". (Callisto Cosulich, "Paese Sera")

"Ha l'inconsistenza di tutti i film di Risi: attuale ma senza impegno e voglia di andare al fondo delle situazioni. (Renato Filizzola, "Il nostro tempo")

"Il film agita problemi che non sono congeniali a Risi e che soprattutto non appartengono al suo modo di far cinema, sia sul piano comico che su quello drammatico". (Gian Luigi Rondi, "Il Tempo")
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