Carissima me

L'âge de raison

FRANCIA, BELGIO - 2010
3/5
Carissima me
Nel giorno del suo 40mo compleanno Margaret, una donna in carriera dal pugno di ferro, riceve da un notaio di una piccola provincia delle vecchie lettere che si era scritta quando aveva sette anni. Rileggendole, Margaret farà un tuffo nel passato in cui riemergeranno ricordi nascosti e situazioni dimenticate che faranno vacillare tutte le sue certezze e rimetteranno in questione la sua vita.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: NORD-OUEST FILMS, ARTÉMIS PRODUCTIONS, MARS DISTRIBUTION, FRANCE 2 CINÉMA, RHÔNE-ALPES CINÉMA CON LA PARTECIPAZIONE DI CANAL+, FRANCE TÉLÉVISIONS, CINÉCINÉMA
  • Distribuzione: VIDEA-CDE (2011)
  • Data uscita 11 Marzo 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Nostra signora dell’infanzia. Carmelo Bene non c’entra, ma in ballo sono aspettative e desideri declinati al femminile: è Carissima me, produzione franco-belga diretta da Yann Samuell, giunto con brio all’opera terza, e one woman show tagliato su misura (tailleur) di Sophie Marceau, garante di successo al botteghino d’Oltralpe e attrice di classe e fascino internazionale.
E’ lei a vestire i panni firmati di Margaret, tutta carriera, assertività e piglio dirigenziale. Ma c’è un problema: quella che percorre ad ampie falcate i corridoi del potere è solo un pallido riflesso, se non l’esatto opposto, della bambina che era e fantasticava sul proprio futuro. In altre parole, che cosa resta dei suoi desideri infantili? Il conto in banca levitato esponenzialmente, e una quota di prestigio sociale che più rosa non si può: null’altro, eccetto “le palle” di cotanta donna.
Eppure, il colpo di scena è dietro l’angolo: il giorno del fatidico quarantesimo compleanno, un anziano e genuino notaio di provincia le recapita le lettere che lei stessa si era scritta quando aveva sette anni, l’età della ragione (titolo originale, L’age de raison).
Non è una semplice missiva brevi manu, ma la via maestra per innumerevoli, tambureggianti flashback e, soprattutto, per il buon, vecchio e maledettamente archiviato esame di coscienza: che ne è di quella bambina, di quella Margaret che sfogliava su carta i petali del suo radioso, umano, umanissimo avvenire?
La risposta, e le risposte, in questa commedia di ri-formazione, tanto demodè quanto sociologicamente fantascientifica: Carissima me, e carissimi noi, se sapremo ritornare in contatto con noi stessi, la nostra (l’unica) parte autentica. Ma, almeno a scorrere le cronache patrie popolate di nani, ballerine e altri scarti abbacinati dal potere, chi scientemente scambierebbe il successo per l’autenticità? Margaret sì, ma noi? Tutto il resto non è noia, seppur il film si impegoli in una regia scolastica, con reparti tecnici palesemente a mezzo servizio e un pernicioso (fiabesco) ottimismo da legare.
Comunque, vien voglia di prendere carta e penna, e riscriversi il futuro prossimo: qui, adesso.

CRITICA

"Produzione franco-belga, regia di Yann Samuell e one woman show, affidato alla classe di Sophie Marceau, garante di successo al botteghino d'Oltralpe. (...) E' il viatico per innumerevoli flashback e, soprattutto, per il buon, vecchio esame di coscienza: che ne è di quella bambina? La risposta in una commedia di ri-formazione, tanto demodé quanto fantascientifica: almeno a scorrere le nostre cronache, chi scambierebbe il successo per l'autenticità? Margaret sì, il resto - regia scolastica, reparti tecnici di mero servizio, ottimismo da legare - non conta." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 10 marzo 2011)

"Nel 2004 era arrivato nei nostri cinema con il mèel bizzarro, e un po' irritante, 'Amami se hai coraggio', dove la guerra dei sessi tra maschietto e femminuccia si protraeva per tutta la vita adulta. L'infanzia che ossessiona la maturità è il tema centrale anche di 'Carissima me'. L'autore è sempre Yann Samuell. Ma stavolta il tono è quello giusto. (...) Il ritmo è vorticoso e il rischio di risultare stucchevoli anche. Il segreto del successo è una Sophie Marceau scatenata che giustifica ogni reazione parossistica di un personaggio che ami sempre più con il passare dei minuti. La aiuta un cast di supporto molto simpatico con Marton Csokas adorabile nei panni del fidanzato disorientato dalla lunaticità della compagna." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 11 marzo 2011)

"Strampalatissima commedia al gusto di favola, molto garbata, ma piuttosto insulsa. (...) In platea ci si chiede chi gliel'ha fatto fare all'ancora in gamba Sophie Marceau. Ridateci 'Il tempo delle mele'. (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 11 marzo 2011)
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