Captain America - The Winter Soldier

Captain America: The Winter Soldier

USA - 2014
4/5
Captain America - The Winter Soldier
Dopo gli sconvolgenti eventi di New York con gli Avengers, Steve Rogers (alias Captain America ) conduce una vita tranquilla a Washington, cercando di adattarsi alla nuova realtà. Quando un collega dello S.H.I.E.L.D. viene attaccato, però, Steve viene coinvolto in una rete di intrighi che minacciano di mettere a rischio le sorti del mondo. Unisce quindi le sue forze con quelle della Vedova Nera per smascherare una cospirazione in continua espansione, respingendo killer professionisti inviati continuamente per chiudergli la bocca per sempre. Quando il reale obiettivo del perfido complotto viene rivelato, Captain America e Vedova Nera reclutano un nuovo alleato, il Falcon. Ben presto, però, si troveranno ad affrontare un formidabile nemico inaspettato: il Soldato d'Inverno.
  • Altri titoli:
    Captain America 2
  • Durata: 136'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASY, AVVENTURA
  • Tratto da: fumetto "Il soldato d'inverno. Capitan America" di Ed Brubaker (testi) e Steve Epting (disegni)
  • Produzione: MARVEL ENTERTAINMENT, MARVEL STUDIOS, SONY PICTURES IMAGEWORKS (SPI)
  • Distribuzione: THE WALT DISNEY COMPANY ITALIA
  • Data uscita 26 Marzo 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Ibernato alla fine della seconda guerra mondiale e scongelato 70 anni dopo, Capitan America Steve Rogers (Chris Evans) vive oggi a Washinghton cercando di adattarsi ai ritmi, ai valori e alle tecnologie del nostro tempo. Il che, capirete, non è facile e crea un paio di situazioni da commedia. Da una di queste prende il via The Winter Soldier, ennesimo film targato Marvel e secondo dedicato al più smaccato patriota del fumetto (dopo The First Avenger, 2011).
Nella storia scritta da Christopher Markus e Stephen Mc-Feely, Steve è ancora al servizio dello S.H.I.E.L.D, l'organizzazione di spionaggio internazionale capeggiata da Nick Fury (Samuel L. Jackson), nella quale lavora anche l'affascinante e temutissima Natasha Romanoff, la “Vedova Nera” Scarlett Johansson. Tra i due c'è collaborazione, ma guai a parlare di fiducia. Sono pochi ormai gli amici sui quali Rogers può contare e molti di loro non sono più tra noi (alla Romanoff che gli chiede: “Hai da fare sabato sera?”, lui compassato risponde: “Beh, considerato che tutti quelli del quartiere sono morti, direi di no. Non ho nulla da fare”). Tuttavia, in una vita costantemente esposta al pericolo come la sua, fidarsi di qualcuno diventa vitale. La Romanoff non sarà il massimo dell'affidabilità, ma si rivelerà un'alleata preziosa (e forse qualcosa di più), mentre con il veterano Sam Wilson (Anthony Mackie) - un altro con doppia identità: è Falcon, il supereroe capace di volare grazie a due ali di metallo - può intendersi sul concetto di onore, fedeltà alla patria e giustizia, tutti valori che nella società contemporanea sembrano sorpassati.
Capitan America viene richiamato in servizio quando una serie di attentati terroristici minacciano il pianeta. Lui e Natasha Romanoff scoprono che dietro si cela una misteriosa organizzazione criminale che si serve a sua volta di un supersoldato, The Winter Soldier, di cui Rogers una volta è stato amico.
Costato la bellezza di 170 milioni di dollari e diretto da Anthony e Joe Russo, registi che si cimentano per la prima volta con un blockbuster tratto dall'universo dei fumetti, il nuovo Captain America –a cui seguirà un terzo, già in lavorazione – mantiene quel che promette: una massiccia dose di adrenalina, azioni spericolate, battaglie letali e complesse coreografie. In scia con altri prodotti del genere, il film è un giocattolone frenetico e chiassoso ma parco nell'uso di effetti speciali. Sembra che i Russo abbiano limitato al massimo il ricorso al digitale e che gli attori si siano lamentati non poco per il logorio fisico durante le riprese.
Basato su un celebre fumetto del 2005 scritto da Ed Brubaker (che appare in un cameo, come fa ovviamente Stan Lee), The Winter Soldier si posiziona sul versante più adulto del filone – quello per intenderci alla Spider-Man di Raimi – privilegiando la definizione dei caratteri e garantendo l'equilibrio narrativo tra momenti riflessivi e sequenze pirotecniche. L'eterno bravo ragazzo dovrà stavolta orientarsi in un mondo la cui bussola morale sembra impazzita. I dilemmi che lo tormentano e che il film rilancia per ogni spettatore sono molteplici, acquattati dietro una sottilissima linea etica di confine: davvero il fine giustifica i mezzi? E quella bandiera che difendo, è realmente faro dell'umanità? E poi, quanta privacy e quante libertà civili siamo disposti a compromettere nel nome della sicurezza?
Interrogativi che rimpallano sul presente (giustizie preventive, misure liberticide, cyber-guerre ed NSA) innervati in una messa in scena vertiginosa (panoramiche, dolly, carrelli, piani strettissimi e montaggio ottico-sonoro pulsante), contrappuntati da edifici a vetri, slanciati e maestosi (grattacieli di trasparente opacità), amplificati dall'ambiguità che caratterizza i personaggi di contorno. Della Romanoff abbiamo già parlato, ma che dire di Nick Fury, l'infido capo dello S.HI.E.L.D?
E' uno scenario da doppiogiochisti, bugiardi, infiltrati e finti amici, che ricorda complotti e paranoia del thriller politico anni '70, roba da I tre giorni del Condor. Non è un caso se in Captain America: The Winter Soldier ci troviamo anche Robert Redford, vecchio e spassoso maestro di intrighi. Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURA ANCHE STAN LEE.

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2015 PER I MIGLIORI EFFETTI VISIVI.

CRITICA

"Reduce da 'Avengers', l'eroe Marvel torna a combattere come 007 fra i lividi della Vedova nera Johasson e un agente Kgb. Spy story più che fumetto, sembra girato in guerra fredda per cui non stupisce trovare Redford in clima anni 70, con piani segreti del Grande Fratello Informatico che minaccia l'umanità. Jackson si occupa di sicurezza mondiale, Chris Evans è sul titolo e i fratelli Russo alla regia. Rumorosamente monocorde." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 27 marzo 2014)

"Prima considerazione: il gigantismo dei pur divertenti film ispirati ai famosi fumetti porta un ovvio guadagno in intrattenimento ma sconta anche qualche perdita. Anche noi come Rogers rimpiangiamo la semplicità ingenua di provenienza. Seconda: la zuppa è sempre la stessa, eppure resiste integra la suggestione di ciò che ebbe il compito di rappresentare nell'immaginario collettivo la superiorità americano-democratica. (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 27 marzo 2014)

"Captain America ha un nuovo grande nemico: l'America. È la fase 2 dell'Universo cinematografico Marvel, bellezza. La faccenda si complica. Il supersoldato Steve Rogers, reduce da un primo episodio da film di guerra vecchio stile con i buoni-buoni e i cattivi-cattivi è ora pronto a un'avventura spionistica a base di ambiguità e servizi segreti deviati. Prima, in 'Avengers', lo avevamo visto detestare il narciso individualismo di Tony Stark-Iron Man e litigare anche con Thor ma non al punto da privarli del suo scudo a stelle e strisce in difesa di un'umanità minacciata dagli alieni. Ora, mentre fa footing a Washington cercando di capire la contemporaneità attraverso una lista di cose e persone da conoscere (da Steve Jobs alla cucina thailandese passando per 'Rocky' e 'Guerre stellari': non dimenticate che l'hanno scongelato dal 1943), dovrà vedersela con i doppi e tripli giochi all'interno della sezione dedicata ai supereroi S.h.i.e.l.d. Compartimentazione: è una parola tipica da strage di stato. (...) E per chiarire ancora di più il collegamento con i thriller politici anni '70 ecco arrivare un Robert Redford che ne 'I tre giorni del Condor' (1975) aveva lo stesso problema di Rogers in questo film: la Cia, in quel caso, uccideva senza pietà uomini della Cia. In 'Captain America: The Winter Soldier' il veterano biondo di Hollywood è un più che ambiguo supervisore con delle idee di lotta al crimine tendenzialmente fasciste. Tra scene d'azione molto dure e realistiche (la fuga di Nick Fury da un attentato è magistrale), il nostro supereroe del sano patriottismo sarà sconvolto da verità lancinanti, compresa la ricomparsa dal passato di un caro amico trasformato in macchina da guerra neo-sovietica. Fantastico Chris Evans nei panni attillati del protagonista, convincente Redford e più spiritosa che bella Scarlett Johansson come Vedova Nera. Gran finale con il nostro eroe che sposa le teorie di Julian Assange e Edward Snowden. Che un cinefumetto con 'Captain America' potesse essere così antigovernativo è realmente rivoluzionario." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 27 marzo 2014)

"È apparso in scena nel 1941 per difendere i valori democratici contro i nazisti (nella copertina del primo episodio sferrava un pugno a Hitler). E, adesso a 90 anni suonati, è rimasto quello di allora, sia per aspetto (mantenutosi giovane grazie al congelamento) che per purezza d'animo: parliamo di Steve Rogers alias 'Captain America' (Chris Evans), l'eroe più patriottico della Marvel. Solo che è il mondo a essere cambiato, e rischia che l' avversario privo di un volto riconoscibile s'annidi in casa. Ispirandosi ai temi caldi dell'attualità - l'invasività dei sistemi di sorveglianza Usa, il caso Snowden, l'uso dei droni in guerra - gli sceneggiatori Markus e McFeely hanno costruito un thriller paranoico, immettendo nel fumetto un registro politico di spy story Anni 70. I problemi stavolta non vengono da nemici intergalattici: creato per assicurare protezione ai cittadini, è lo Shields stesso che rischia di tramutarsi in qualcosa di allarmante. E solo «Cap» può fermarne la deriva, assumendo la sfida di scongiurare le trame totalitarie di occulti cospiratori. (...) il nostro trova due partner affidabili nel paracadutista alato (un trionfo del kitsch!) Sam Wilson (Anthony Mackie) e, soprattutto, nella Vedova Nera. Qui l'ex agente del Kgb diventa una vera protagonista, sexy com'è Scarlet Johansson che la incarna; (...) sul fronte dei nemici abbiamo il misterioso Winter Soldier del titolo (...) (ma i fan del fumetto sanno chi è); e un guerrafondaio alla Rumfield impersonato dall' autorevole Robert Redford che, per la prima volta arruolato nel cast di un fantasy, si diverte a giocare un personaggio all'opposto del suo in 'I tre giorni del condor'. Film alle cui atmosfere si sono probabilmente rifatti i fratelli Russo, registi di lunga esperienza televisiva che si sono dimostrati all'altezza del compito. Anche se le grandi scene d'azione risultano a tratti sovrabbondanti ed eccessive, il ritmo del racconto è ottimo, i caratteri ben tratteggiati, gli interpreti efficaci, i valori produttivi impeccabili. Insomma, ci sono tutte le premesse perché 'Winter Soldier' si confermi l'ennesimo successo di box office della Marvel." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 27 marzo 2014)

"Con un mix di personaggi d'effetto, avvincente azione viscerale, e un sorprendente cuore, il blockbuster si conferma come uno dei migliori episodi Marvel, soprattutto per i fan della serie. Cospirazioni raccontate in grande stile, colpi di scena, azione di gruppo, inseguimenti adrenalinici, mettono quasi a riposo la mente, che si potrà però scatenare nel gran finale. 'Captain America: The Winter Soldier' è un capitolo, però, di passaggio tra ciò che è accaduto e ciò che accadrà nel prossimo film. In questa storia di passaggio, le performance sono sorprendenti e la trama (per chi la vuole seguire senza lasciarsi andare ai soli effetti speciali) è ricca di dettagli e complessità. Nonostante la pellicola presenti diverse fragilità, è comunque difficile non innamorarsi del film. I fedelissimi della serie potrebbero tuttavia restare delusi, perché non è un perfetto adattamento del fumetto. Ma tutti potranno essere ripagati da una sfilza di scene d'azione avvincenti e un ritmo arricchito da dialoghi brillanti. Steve e il resto degli 'Avengers' hanno fatto un grande passo avanti lungo il loro viaggio personale, che (viste le premesse) promette di essere davvero coinvolgente ed emozionante nel prossimo film. Intanto, stavolta, Captain America torna a lottare per la salvezza degli Stati Uniti, senza più riferimenti vintage che ricordano quel fragile ragazzino che il Cap fu: ora è potente, veloce e agile più che mai. La storia è ricca di intrighi e personaggi molto sfaccettati in cui il confine tra amico-nemico è molto, molto sottile. A cominciare dal fatto che per 70 anni il protagonista è stato ibernato e dal 1943 si risveglia nel mondo contemporaneo: ecco perché Steve Rogers prende appunti su film, gruppi musicali ed eventi, da 'Star Wars' e 'Star Trek' ai Nirvana fino a Steve Jobs e al muro di Berlino. Come in tutti i film Marvel non manca nemmeno stavolta la comparsata del papà di casa Marvel, Stan Lee. Mentre tra le new-entry più inaspettate e apprezzate del film c'è quella di Robert Redford nei panni di Alexander Pierce, un pezzo grosso dei vertici dello S.H.I.E.L.D. Il sequel del più patriottico dei supereroi Marvel vanta un budget notevole che si traduce in una superba spettacolarità in 3D e in una trama intricata che allunga la durata (2h 10 rispetto a 1h 40 del primo film)." (Dina D'Isa, 'Il Tempo - Roma', 27 marzo 2014)

"Chi ancora pensa che blockbuster e qualità siano contrari taccia, e taccia per sempre. (...) Senza forse, il migliore cinefumetto della Marvel, l'unico a non uscire annichilito dal confronto con l'inarrivabile trilogia del 'Cavaliere Oscuro', firmata da Chris Nolan per la rivale DC Comics: sì, i gemelli in regia Anthony e Joe Russo fanno sul serio, gli sceneggiatori del primo 'Captain America' ('The First Avenger', 2011) Chris Markus e Stephen McFeely si superano e il direttore della fotografia Trent Opaloch non dimentica l'esperienza guerrilla-style di 'District 9' ed 'Elysium'. All'insegna del 'meno cartapesta digitale (CGI) e più botte dal vero' e 'il vecchio è nuovo', la loro sinergia creativa dà subito nell'occhio: ridotti drasticamente gli effetti speciali e la scala dei combattimenti, il teatro migliore per darsele, Captain America (ancora Chris Evans) e i cattivi, diventa un ascensore, la psicologia non finisce nel fuoricampo, la sensazione-guida è la paranoia, roba da anni '70, da 'Tre giorni del Condor'. E si capisce perché, da sempre allergico ai blockbuster, il vecchio saggio Robert Redford abbia accettato il ruolo di Alexander Pierce, pezzo grosso del SHIELD e capo del World Security Council, e non appaia più imbalsamato e a disagio come nelle sue prove più recenti: l'effetto vintage lo ringiovanisce, meglio, attenua il contrasto. Sintomatica una sua battuta al direttore del SHIELD Nick Fury (Samuel L. Jackson), 'Mandami Iron Man alla festa di mio nipote, e non solo per un saluto': questo 'Captain America' non è 'Iron Man', non è una gioiosa macchina da guerra per bimbiminkia, ma una riflessiva combinazione di entertainment e 'autorialità', filologia fumettistica e minacciosa attualità (Wikileaks e NSA, droni, libertà per sicurezza, etc.), doppiogiochismi vecchia scuola e action adrenalinico. (...) L'obiettivo è superare i 370 milioni di dollari di 'First Avenger', nonché lanciare - rimanete in sala dopo i titoli di coda - il prossimo 'Avengers: Age of Ultron', sul set in Valle d'Aosta (...): Ma l'esperimento, si fa per dire, è un altro: può un ricco, fumettistico giocattolone riscoprirsi adulto? Ebbene sì, ma l'ultima parola è del botteghino." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 27 marzo 2014)

"Piacerà probabilmente anche più nel primo 'Captain'. I botteghini Usa rispondono più che bene e difatti è già in allestimento un capitolo tre sempre diretto da Joe e Anthony Russo (a proposito chi sono costoro? Due registi di spot al loro esordio in un thriller d'azione). Perché di azione ce n'è tanta e di notevole livello. E quasi vera. Stavolta (caso abbastanza raro in una pellicola tratta da un fumetto) il digitale è ridotto al minimo. Chris Evans, Sebastian Stan (che fa il Soldato d'Inverno) e naturalmente i loro stunt saltano, corrono, lottano con evidente realismo e lasciano poco spazio per le manipolazioni al computer. I primi 30 minuti e gli ultimi 30 rendono molto arduo ogni distacco dalle poltrone. Certo il coinvolgimento emotivo è relativo (i personaggi principali sono pupazzi) ma i rompicollo assemblati sembrano veramente sul punto, spesso, di rompersi il collo. Eppoi lo script non è affatto stupido e nemmeno privo di riferimenti attuali. I buoni, si sa, sono meno buoni da quando abbiamo scoperto che ci possono spiare anche alla toilette. Ed è sintomatico che il ruolo più ambiguo sia stato affidato a Robert Redford che 40 anni fa nei 'Tre giorni del condor' fu l'incarnazione dell'agente al di sopra di ogni sospetto." (Giorgio Carbone, 'Libero', 27 marzo 2014)

"La prima ora del nuovo 'Capitan America' è, per certi versi, spiazzante. Fin dalla sequenza iniziale, si ha la sensazione che la Marvel si sia decisa a perlustrare lidi e strade diverse per rivitalizzare una delle icone più importanti nell'immaginario collettivo. Si viene calati in una spy story costruita apposta per strizzare l'occhio anche ad un pubblico non amante dei fumetti, quasi con atmosfere da giallo politico anni '70, e che la presenza, non casuale, di Robert Redford sembra suggellare, vista la sua cinematografia passata. Un tentativo riuscito per sessanta minuti, dovendo anche fare i conti con la mancanza del fascino retrò del primo episodio, ma poi inspiegabilmente messo da parte in una seconda parte che prende a piene mani dal mondo dei fumetti, dimenticandosi le suggestioni iniziali. Poco male, però. Dimenticatevi le variazioni comiche alla 'Iron Man' e spazio alla epicità connaturata con simili eroi, senza tralasciare il fatto che questa è una evidente pellicola di transizione (non a caso, si dà più spazio a Steve Rogers che non a Capitan America) verso il prossimo 'The Avengers, Age of Ultron'. (...) La sceneggiatura mixa perfettamente tutti i personaggi, memore della ricetta fortunata di 'The Avengers'. Del resto, la Johansson è in gran forma e il duo Jackson & Redford è una spanna sopra la media. Pazienza, dunque, se «Cap» Chris Evans si sforzi inutilmente di trovare varianti alla sua mono espressività." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 27 marzo 2014)
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