Canzoni a due voci

ITALIA - 1953
Il baritono Tito Robbi è perseguitato da un pazzo, che gli assomiglia in modo impressionante e sembra deciso ad ucciderlo. Durante una rappresentazione al Teatro dell'Opera, un colpo di pistola viene sparato contro Robbi ed il proiettile sfiora la sua testa. Il baritono non vuol più saperne di cantare in quel teatro, ma deve fare i conti con l'impresario, che si rivolge all'avvocato Gino Bolla. Questi decide di fare, in teatro, un sopralluogo, durante il quale egli stesso, fatto segno ad un attentato, viene leggermente ferito. Intanto il baritono deve subire certe contrarietà familiari: egli è vedovo e vorrebbe sposare una giovane donna per dare una madre alla figlioletta Fiorella. Ma la governante Franca, che vorrebbe farsi sposare da lui, gli crea subdolamente delle difficoltà. Accade che il pazzo s'introduce nella casa di Robbi e vien preso per il cantante; cosicché quando il cantante ritorna a casa, vien preso per il pazzo, fermato e condotto in manicomio. Qui Robbi, cantando, chiarisce l'equivoco. La polizia cerca di catturare il pazzo, il quale però riesce a dileguarsi. Mentre Robbi canta in teatro, il pazzo s'introduce nuovamente nella sua casa e tenta di rapire Fiorella; Robbi, avvertito, corre a casa con gli agenti, che arrestano il demente. Liberato dalla persecuzione, il baritono sposerà la giovane donna, che ha contribuito con molto coraggio alla cattura del pazzo.

CAST

CRITICA

"L'insulsa trama serve da pretesto alla esibizione canora dei due noti artisti". (Anonimo, "Segnalazioni Cinematografiche", Vol. XXXIV, 1953).
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