Cantami: Buongiorno Tristezza!

ITALIA - 1955
Giovanna, bella ragazza, impiegata in una fabbrica di medicinali e fidanzata a Sergio Alesi, suo compagno di lavoro. Marco Salviati, figlio del padrone della fabbrica, essendosi invaghito della ragazza, simula il furto di un quantitativo di morfina e ne accusa Sergio, ignaro di tutto. Marco induce Giovanna ad abbandonare il fidanzato, col pretesto ch'egli così sarà costretto ad allontanarsi e sarà salvo. Giovanna, che s'è concessa a Sergio, benché il cuore le si spezzi, si presta alla commedia, pensando che ciò è necessario per la salvezza dell'uomo amato. Quanto a Sergio, egli abbocca ed accetta la scrittura offertagli da un impresario che lo ha applaudito al Cral aziendale. Marco viene sorpreso dal padre, mentre s'abbandona ad effusioni sentimentali in un colloquio con Giovanna: avendo notato che Giovanna aspetta un bambino, il padre crede, a torto, che i due siano amanti ed impone al figlio di sposare la ragazza, ch'egli ama come figlia. I due si sposano infatti, ma l'amore di Marco è stato soltanto un momentaneo capriccio, mentre Giovanna è sempre innamorata di Sergio. Dopo qualche anno di vita coniugale fittizia, Marco decide di sbarazzarsi della moglie e a tale effetto cerca di riavvicinarla a Sergio, onde avere qualche pretesto per chiedere la separazione. Benché i due ex fidanzati in realtà s'amino ancora, essi acconsentono ad incontrarsi soltanto per chiarire le reciproche posizioni. Trovandoli insieme il vecchio Salviati crede si tratti di una tresca e ne riceve un tal colpo da ammalarsi gravemente. Prima di morire egli disereda Giovanna e nomina erede universale il di lei unico figlio. Fuor di se dalla rabbia, Marco rapisce il bambino, che pur essendo figlio di Sergio, porta il suo nome. Inseguito da Sergio e da Giovanna, Marco perisce in seguito ad un incidente d'auto, mentre il bimbo resta miracolosamente illeso.

CAST

NOTE

- REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1999 - SPECIALE PER LA TV.

CRITICA

"Si tratta di una banale storia d'amore del tutto convenzionale e falsa. La vicenda è mal congegnata; regia, recitazione, canzoni, fotografia: tutto è mediocre e men che mediocre." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 38, 1955)
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